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I 61 del ’79: trent’anni dopo i licenziamenti FIAT che cambiarono la storia del movimento operaio

Era il 9 ottobre del 1979 quando la FIAT decise di spedire a 61 operai una lettera di sospensione dal lavoro con la motivazione di aver tenuto un “comportamento non rispondente ai principi della diligenza, della correttezza e della buona fede”, tale da aver procurato un grave danno morale e materiale all’azienda per “comportamenti non consoni ai principi della civile convivenza nei luoghi di lavoro”. fiat612

61 sospensioni che un mese dopo si tramutaono in 61 licenziamenti “politici”, che aprirono la strada alla profonda ristrutturazione della FIAT negli anni ’80, alla marcia dei 40.000 quadri in difesa dell’azienda, alle migliaia di persone in cassa integrazione, alla generale riconversione del mondo operaio italiano.

Con Piero Baral, uno dei 61 licenziati, facciamo il punto a 30 anni di distanza su una della pagine maggiormente rimosse della storia italiana. Una vicenda scomoda per tutti, in parte anche per chi vi ha costruito sopra le proprie fortune.

Il nostro racconto si snoda attraverso i principali avvenimenti di questi 30 anni, fino a giungere alla crisi globale degli ultimi due anni e ai suoi risvolti nel mondo del lavoro italiano. La Fiat, ancora protagonista, Melfi,  Termini Imerese, gli accordi internazionali.

Piero Baral, autore del libro “Niente di nuovo sotto il sole” sul ’79, intervistato da Matteo Scali, racconta una porzione della nostra storia, spesso dimenticata, troppe volte riscritta, sicuramente fondamentale per riscoprire parte del presente. Il libro è scaricambile in PDF a partire da questo link.

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