Rubrica nel palinsesto di Rbe, all’interno di Caravan. Ogni giorno alle 16:00, “Bloc notes operaio”, a cura di Piero Baral.
Uno spazio quotidiano per dare voce al mondo del lavoro, alle lotte dei lavoratori, alla crisi economica vista dalle fabbriche.
Un luogo in cui conoscere la realtà produttiva della Provincia di Torino, con schede-azienda quotidiane.
Per ascoltare le puntate di Agosto, clicca qui.
Per ascoltare le puntate di Giugno e Luglio, clicca qui.
Per ascoltare le puntate di Maggio, clicca qui.
Per ascoltare le puntate di Aprile, clicca qui.
I testi di tutte le trasmissioni sono reperibili tramite questo link.
Settembre 2010
Giovedì 30 Settembre – COOP AGRIPO-BARGE
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Mercoledì 29 Settembre – CMI-BRICHERASIO (2)
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Martedì 28 Settembre – CIP-CANDIOLO
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Lunedì 27 Settembre – CUEA-SUMI
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Venerdì 24 Settembre – VIP-BRUINO
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Giovedì 23 Settembre – SERVIZI INDUSTRIALI
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Mercoledì 22 Settembre – ECOPAK
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Martedì 21 Settembre – PREALPINA
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Lunedì 20 Settembre – FRAP
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Venerdì 17 Settembre – FRESCO
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Giovedì 16 Settembre – SUNERGY SOL
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Mercoledì 15 Settembre – PERFORA
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Martedì 14 Settembre – MANZI
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Lunedì 13 Settembre – dati ARTIGIANATO
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Venerdì 10 Settembre – ZANIBONI
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Giovedì 9 Settembre – VILLA GLICINI
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Mercoledì 8 Settembre – TUBIFLEX
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Martedì 7 Settembre – RIV-SKF
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Lunedì 6 Settembre – FONTI DI VINADIO
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Venerdì 3 Settembre – CHINOOK
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Giovedì 2 Settembre – REBOLA
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Mercoledì 1 Settembre – NUVOLI
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20 commenti
Cambiano i tempi, cambiano i rapporti di forza tra capitale e forza lavoro, mutano quindi anche i livelli di subordinazione tra quest’ultima ed il capitale. Non è un mistero per nessuno che negli ultimi anni la forza contrattuale operaia sia diminuita. E’ il caso dell’ ‘assenteismo’ che qui analizziamo.
http://www.alpcub.com/assenteismo.pdf
bloc notes operaio: la trasmissione sovente non è puntuale alle 16. Non si può trovare un orario fisso?
Piero, alleggerisci la prima parte che è pesante.
Ciao
ok, alleggerisco; purtroppo l’orario non dipende da me
grazie
Piero
Lacrimogeno contro Bonanni della Cisl.
ho letto il blog sul manifesto e scritto:,
Campetti, avresti suscitato lo stesso casino se avessi detto il contrario,
certo che i tempi non sono belli per milioni di proletari che rischiano la vita, il lavoro, fanno la fame,
ma non è giusto alzare i toni a nome loro.
Se non si muovono le masse,piovono solo le pietre e i lacrimogeni
riporto l’articolo sul manifesto:
Loris Campetti/ Il fumo e l’arrosto- 9-9-10
Fischi e anche un fumogeno lanciato sul palco della festa del Pd che sfiora Raffaele Bonanni. Alcuni giovani dei centri sociali torinesi non si sono limitati a gridare «venduto». Hanno impedito al segretario della Cisl di parlare. Un gesto stupido che rovescia persino il fine che forse i contestatori si erano dati: condannare e isolare una pratica sindacale giudicata – certo non solo dai centri sociali – subalterna al governo, alla Confindustria e alla Fiat. Così si è santificato «l’avversario», costruendogli intorno una solidarietà più ampia del consenso alle sue politiche. Tutti devono poter dire la loro liberamente, ha giustamente commentato il segretario della Fiom Maurizio Landini. Sia Bonanni che i lavoratori a cui è negato anche il diritto di esprimersi sui loro contratti, e sia la Fiom espulsa dalla contrattazione con la pratica autoritaria degli accordi separati. Quel fumogeno è stato lanciato più che contro un simbolo contro una persona, e questa è una logica insopportabile. Ma rischia di ricadere sulla testa delle vittime di politiche sbagliate. Sono già iniziate le speculazioni contro chi è accusato di «esasperare» il conflitto, quando chi sta facendo degenerare il clima politico, sindacale e sociale va ricercato al governo, in Confindustria, alla Fiat e tra i sindacati complici. Quel fumogeno, poi, rende più difficile difendere il sacrosanto diritto di critica e contestazione. Infine, fa tristezza che il più grande partito d’opposizione non riesca a gestire neanche le sue feste.
di qui il blog
http://www.ilmanifesto.it/archivi/commento/anno/2010/mese/09/articolo/3353/
Tre operai di una ditta di pulizie industriali sono morti in un incidente sul lavoro nel casertano, durante la pulzia di una cisterna. Il fatto è accaduto a Capua in un’azienda farmaceutica, la “dsm”. Sul posto le forze dell’ordine per i primi accertamenti. L’incidente è avvenuto nell’ex Pierrel, ora ‘dsm’, un’azienda farmaceutica sulla Strada Provinciale che da San Tammaro porta a Capua.
Sulla dinamica non ci sono ancora certezze. Le indagini sono affidate ai Carabinieri di Capua. I tre hanno inalato gas lavorando in un silos dell’azienda che contiene in genere liquido per le lavorazioni industriali farmaceutiche.
A oggi:
728 morti
18203 invalidi
728126 infortuni
le morti sui luoghi di lavoro non sono incidenti. dipendono dall’ avidità di chi rifiuta di rispettare le norme sulla sicurezza e dal disprezzo per la vita.
E c’è chi dichiara che la legge ’626′ sulla sicurezze delle aziende è unlusso
Trovo che la trasmissione non entra abbastanza nei dettagli del dibattito politico italiano facendo nomi e conomi e posizioni relative. Come mai?
saluti
E’ una scelta precisa. da un lato radio RBE ha già informazioni e rubriche di commento politico,dall’altro trovo deprimente seguire questi avvenimenti.
Come detto all’inzio di bloc notes si vuole raccontare il mondo del lavoro e cercare di descrivere le leggi del capitale che ci comanda. Quindi in genere si cerca di parlare di meccanismi più che di persone.
La terza parte di blocnotes, sulle aziende locali, entra nel dettaglio ma manca in questa parte del punto di vista dei lavoratori, che l’ecomese non ha intevistato redigendo gli articoli – che usiamo come fonte – (per motivi ovvi).
Piero
segnalo che su blkoc notes inizierà, dopo l’esaurimento delle schede sulle aziende locali, una parte dedicata alle valli,con un paese la settimana a puntate,,tratto da:
http://www.alpcub.com/lavalle.htm
per la Val Chisone
e
http://www.alpcub.com/valpellice/val_pellice.htm
per la val Pellice
servono suggerimenti
Nella trasmissione del 23 settembre si parlerà anche di zingari e della persecuzione in corso, per approfondire la storia dei Rom e dei Sinti leggetevi
Il popolo dei rom e dei sinti escluso dalla storia-pdf
L’indirizzo del file sulla stoiria ei ROm non era attivo,
usate questo:
http://www.alpcub.com/zingari1.pdf
Quelli che chiamiamo zingari sono nomadi perseguitati in Europa fin dal 1300.
Ci si chiede perchè almeno non paghino le tasse e i rifiiuti?
Ma questa è una piccolissima minoranza in Italia e viene additata come il nemico pubblco n.1. Mentre la massa degli evasori fiscali che rubano alle tasse centinaia di miliardi può convivere benissimo con noi…
Sarkozy e Berlusconi sanno giocare bene sui sentimenti proletarii e della pccola borghesia che ha a che fare con gli znigari tutti i giorni. Chi si guadagna il pane col lavoro – ingrato- non è tanto disposto ad ‘amare’ chi sfugge alle regole.
Ma qui voglio sottolineare l’uso perverso fatto dal potere, che in piena crisi economica è tuttora imbelle ad affrontarla e cerca di deviare l’attenzione dalla sua inefficienza.
Caro Piero,
la tua trasmissione va molto bene, secondo me, e anche gli argomenti affrontati nel bloc notes mi interessano. Però, c’è un però: vorrei sentire e leggere il parere di chi lavora o non lavora direttamente, dalla viva voce dei protagonisti e delle protagoniste, così come dei nomadi. Personlmente, mi sono un po’ stufata delle trasmissioni eccetera che parlano degli altri e delle altre in terza persona. Credo che se davvero vogliamo prendere posizione ed essere solidali dobbiamo farlo a partire e con chi vive i problemi sulla propria pelle, altrimenti si finisce solo col dire tante parole, anche intelligenti, ma restano solo parole. C’è un numero sempre più grande di persone che hanno bisogno di una spalla concreta su cui piangere, di un piatto di pasta o di cuscus concreto, da mangiare, di una persona concreta che ascolti e aiuti a trovare soluzioni concrete per trovare casa, rinnovare permesso di soggiorno, trovare i soldi per pagare le medicine e le bollette. Le chiese fanno un servizio importante in tal senso, ma non basta e soprattutto non può raggiungere tutti. Dov’è la società civile? le iniziative laiche, i cittadini e le cittadine impegnate ci sono, proviamo a dare loro voce, proviamo ad informare anche sulle cose positive che avvengono e ad ampliare il fronte del coinvolgimento concreto.
Un bacio,
anita
LETTERA DEL FIGLIO DI UN OPERAIO …
“Ero arrivato da poche ore, l’ho visto, per la prima volta, era alto, bello,
forte e odorava di olio e lamiera.
Per anni l’ho visto alzarsi alle quattro del mattino, salire sulla sua
bicicletta e scomparire nella nebbia di Torino, in direzione della Fabbrica.
L’ho visto addormentarsi sul divano, distrutto da ore di lavoro e alienato
dalla produzione di migliaia di pezzi, tutti uguali, imposti dal cottimo.
L’ho visto felice passare il proprio tempo libero con i figli e la moglie.
L’ho visto soffrire, quando mi ha detto che il suo stipendio non gli
permetteva di farmi frequentare l’università.
L’ho visto umiliato, quando gli hanno offerto un aumento di 100 lire per
ogni ora di lavoro.
L’ho visto distrutto, quando a 53 anni, un manager della Fabbrica gli ha
detto che era troppo vecchio per le loro esigenze.
Ho visto manager e industriali chiedere di alzare sempre più l’età
lavorativa, ho visto economisti incitare alla globalizzazione del denaro, ma dimenticare
la globalizzazione dei diritti, ho visto direttori di giornali affermare che
gli operai non esistevano più, ho visto politici chiedere agli operai di fare
sacrifici, per il bene del paese. Ma mi è mancata l’aria, quando lunedì 26 luglio 2010, su “ La Stampa” diTorino, ho letto l’editoriale del Prof . Mario Deaglio. Nell’esposizione del
professore, i “diritti dei lavoratori” diventano “componenti non monetarie
della retribuzione”, la “difesa del posto di lavoro” doveva essere
sostituita da una volatile “garanzia della continuità delle occasioni da lavoro”, ma
soprattutto il lavoratore, i cui salari erano ormai ridotti al minimo, non
necessitava più del “tempo libero in cui spendere quei salari”, ma doveva
solo pensare a soddisfare le maggiori richieste della controparte (teoria
ripetuta dal Prof. Deaglio a Radio 24 tra le 17,30 e la 18,00 di Martedì 27 luglio
2010).
Pensare che un uomo di cultura, pur con tutte le argomentazioni di cui è
capace, arrivi a sostenere che il tempo libero di un operaio non abbia alcun
valore, perché non è correlato al denaro, mi ha tolto l’aria.
Sono salito sull’auto costruita dagli operai della Mirafiori di Torino.
Sono corso a casa dei miei genitori, l’ho visto per l’ennesima volta. Era
curvo, la labirintite, causata da milioni di colpi di pressa, lo faceva
barcollare, era debole a causa della cardiopatia, era mio padre, operaio al
reparto presse, per 35 anni, in cui aveva sacrificato tutto, tranne il tempo
libero con la sua famiglia, quello era gratis.
Odorava di dignità.
Per chi volesse andare a vedere i giornalini operai pubblicati fra il 1990 e il 1994 in Val Chisone, ecco l’archivio in pdf di
‘non tutto è valle’
http://www.pinographic.altervista.org/aa_nontuttoevalle/archivio_nontuttoevalle.htm
da cui sono tratti i ‘ritagli’ che leggo in questo ultimo periodo.
CON RICHIESTA DI ADESIONE e DI PUBLICIZZAZIONE
Carissimi, vi inviatiamo a leggere con attenzione l’appello, a mandare tempestivamente la vostra adesione e partecipare al’incontro nazionale. Ricostruiamo assieme l’unità dei lavoratori!
II° Incontro Nazionale
Dei coordinamenti e dei comitati, delle delegate e delegati, delle lavoratrici e lavoratori in lotta contro la crisi
Per la costruzione unitaria e dal basso di tutte le prossime mobilitazioni contro le scelte di governo padroni e sindacati corrotti
Non ostante le bugie raccontate ai TG e dai giornali dagli esponenti di Confindustria e Governo, la Crisi internazionale del capitalismo è tutt’altro che finita. Di conseguenza l’attacco senza precedenti alle nostre condizioni di lavoro e ai nostri salari si sta amplificando e portando alle estreme conseguenze.
Dopo la finanziaria, la quasi certa approvazione del “collegato lavoro” e i diktat sull’austerità promossi dalla comunità europea, i padroni non sono soddisfatti e hanno concretamente trasformato unilateralmente in pratica, sostenuti da cisl-uil-ugl e dall’inerzia CGIL, tutte le loro richieste di flessibilità, precarietà, e produttività.
Il piano Marchionne evidentemente non è un attacco contro gli operai FIAT, ma un ariete costruito ad arte per dare la spallata finale a ogni garanzia salariale e normativa dei lavoratori, pubblici e privati, in pieno accordo con CONFINDUSTRIA e Governo.
Infatti la sua immediata conseguenza è la disdetta del CCNL metalmeccanico, per dare seriamente il via alla distruzione dei diritti introdotta dal contratto firmato da FIM e UILM.
Sul fronte dei precari della scuola si sta portando avanti come un treno senza freni il più grande licenziamento di massa della storia repubblicana. Attacco esteso anche alle università dove migliaia di ricercatori precari rischiano il loro posto di lavoro. Viene sancita quindi la fine di una scuola ed università pubblica e di qualità ed un diritto allo studio sempre più negato alle classi popolari.
Prosegue la campagna di criminalizzazione dei dipendenti pubblici,sfociate nel blocco delle retribuzioni per altri 4 anni e nella sospensione del rinnovo delle elezioni delle RSU.
Come se non bastasse continuano i processi di privatizzazione dell’acqua,della sanità e di tutte le aziende pubbliche locali.
Davanti a questo attacco fortissimo noi lavoratori non riusciamo ad opporre una resistenza capace di dare almeno dei minimi risultati contro l’enorme piano di ristrutturazione del capitalismo.
Il sindacalismo di base, pur contribuendo in modo significativo nelle lotte di resistenza, allo stato attuale dimostra ancora i suoi limiti e una insufficiente capacità di attrazione tra le classi lavoratrici.
La FIOM invece, l’unico sindacato tra i confederali, incatenata da decine di contraddizioni interne, fortemente limitata da una CGIL che non vuole rinnegare la via della concertazione coi padroni, oppone un corretta resistenza di principio che però non si traduce immediatamente in una forte mobilitazione almeno tra i metalmeccanici.
In questa situazione di profonda sconfitta che stiamo attraversando, in cui anche le singole vertenze contro le chiusure e i licenziamenti stanno mostrando tutti i limiti dell’isolamento e della mancanza di prospettiva, tutti noi lavoratori dobbiamo ritrovare la capacità di riunirci, di riorganizzarci in maniera autonoma e indipendente, per ricostruire la nostra capacità di organizzazione e resistenza e mettere efficacemente in discussione fino a rigettare i piani di ristrutturazione dei padroni.
Dopo la riunione del febbraio scorso a Roma, nella quale lanciammo la proposta di cominciare a lavorare per la costruzione di un coordinamento stabile di lotta nazionale contro la crisi, nel quale ricomporre e organizzare le lotte dei lavoratori di tutti i comparti, crediamo sia giunto il momento di riconvocarci e rilanciare la piattaforma comune di tutti i lavoratori in lotta, organizzare la partecipazione comune alla manifestazione del 16 ottobre a Roma per renderla una giornata di riorganizzazione e ricompattamento di tutta l’opposizione di classe nel nostro paese, per promuovere una mobilitazione dal basso, articolata e permanente fino all’autorganizzazione dello sciopero generale come momento finale e decisivo di una grande mobilitazione di massa dei lavoratori contro governo e padroni.
· per bloccare i licenziamenti, le chiusure di fabbrica, le esternalizzazioni, i tagli alla scuola e alla spesa sociale.
· contro le speculazioni edilizie e finanziarie, principali cause di chiusure e delocalizzazioni
· per la distribuzione del lavoro che c’è – lavorare meno e lavorare tutti – a parità di salario. Accesso al reddito garantito.
· per la stabilizzazione di tutti i precari e gli atipici
· per dire No all’eliminazione del CCNL e alla ristrutturazione di tutto il mondo del lavoro.
Chiediamo ai coordinamenti e ai comitati di lotta, alle Rsu, ai lavoratori e alle lavoratrici, ai disoccupati, ai cassintegrati, agli immigrati di sottoscrivere questo appello e partecipare al secondo incontro nazionale!
SABATO 9 OTTOBRE
ORE 11.00 ALL’ARCI BELLEZZA
Milano, via Giovanni Bellezza 16, nell’ambito degli Stati Generali della precarietà.
Per aderire all’appello: coordinamentolucc@yahoo.it – 3494906191 – 3495107754
Primi firmatari:
Coordinamento Lavoratori Uniti Contro la Crisi , Milano; Comitato di Lotta per il Diritto al Lavoro, Livorno; Assemblea Lavoratori Autoconvocati, Torino; Coordinamento Lavoratori Autoconvocati, Roma; Coordinamento Precari Scuola (Roma).
Le RSU della Maflow, Trezzano sul Naviglio; Osvaldo Celano RSU FIOM Marcegaglia Buildtech, Milano; Agrhabi Mustafa, RSU FIOM Marcegaglia, Lomagna; Andrea Glorini RSU FIOM Microtecnica, Brugherio; Antonello Tiddia RSU Carbosulcis; Luigi Sorge, USB Fiat Cassino; Consiglio regione lombardia: Michele Salvi delegato RSU , USB; Sfondrini Guido delegato RSU, USB; Rallo Vito delegato RSU, USB; Galli Marina delegata RSU, USB; Valenti Angela delegata RSU, USB – Regione lombardia GIUNTA: Luciano Muhlbauer lavoratore regionale; Rosella Manganella delegata RSU, indipendente; Donatella Biancardi delegata RSU, USB; Silvia Baratella delegata RSU, USB; Fabio Squeo delegato RSU, USB; Giuseppe Binosi delegato RSU, USB; Rosalba Fabiani FILCAMS CGIL; Riccardo De Angelis, Rsu/RLS FLMuniti-CUB Telecom Italia; Luca Climati, Rsu USB Inpdap; Nando Simeone, Rsa FILCAMS CGIL Farmacap; Ettore Pasetto, Rsu FIOM CGIL Elsag Datamat; Andrea Fioretti, Rsa FLMuniti CUB appalti Sirti; Francesco Cori, Coord. Precari Scuola; Francesco Paolo Caputo, Coord. Precari Scuola; Roberto Villani, Cobas Scuola; Riccardo Filesi, Coord. Cassaintegrati/CUB Trasporti Alitalia; Daniela Cortese, Rsu/RLS Snater Telecom Italia Sparkle; Domenico Calderoni, Rsu Fialtel SSC; Luigi Cefaro, Rsu SLC Cgil Telecom Italia; Renato Caputo docente Roma; Rosalinda Renda insegnante precaria (Cps) Roma; Felice Renda insegnante Cisterna di Latina; Annnamaria Smecca maestra Cisterna; Beniamino Caputo ricercatore precario Università La Sapienza Roma; Roberto Fucci, macchinista Roma; Riccardo Tranquilli, Rsu FISAC Cgil FONSPA; Fabrizio Cottini, FIOM CGIL Sielte; Sante Marini, FIOM CGIL Alcatel Alenia; Maurizio Bacchini, Rsu FIOM CGIL Baxter S.p.A.; Marina Citti, RLS CGIL Menarini S.p.A. Pomezia; Concetta Morelli, USB Pubblico Impiego Roma; Paolo Agrestini, lavoratore edile Cerveteri; Matteo Orlando, studente-lavoratore precario Cerveteri; Carmela Sciuto, CGIL Inpdap Roma; Cristiano Baglioni, Rsu FILCAMS Cgil Vivenda SPA; Roberto Martelli Rsa RLS Usi Ait settore cooperativo; Marco Beccari, ricercatore, Trieste; Marco Vagaggini, Rsa FILCAMS Cgil; Claudio Simbolotti, ferroviere Roma; Giorgio Salerno, RSU USI del Comune di Roma; Giuseppe Martelli delegato USICONS.
@CUEA e Università di Pinerolo
Ciao Piero,
ma sai quando è nata quella scuola mi sono sempre chiesto fino a quando sarebbe durata; anche perchè non avendo un corso di laurea completo era già debole sin dall’inzio; è nata quando tutte le università sono state gonfiate come un pallone, per fare un favore ai docenti e non certamente per gli studenti;
non ho mai capito la riforma dei 3 + 2 anni, non aveva e non ha alcun senso, se non quello di aumentare la domanda; 3 anni non è università, se non per fare chiamare la gente dottore, quasi come a Napoli, il barbiere; non credo che abbia futuro neppure l’idea di Fassone “Scienza delle Alpi”, che cosa vuole dire? boh, lo saprà lui; spiace per le persone che lavorano, ma possono essere inserite nella facoltà di Economia di Torino; non lo so’; io ho avuto l’opportunità di frequentare la scuola per un Master e ho proprio visto che chi voleva fare il serio, poteva seguire quella strada, ma molti altri che hanno sempre fatto i furbi e lo sono tutt’ora, hanno fatto un cazzo e loro lo permettevano, perchè vendevano un prodotto e basta;
se una università nasce per vendere un prodotto e non per fare seria formazione ha la vita corta e con le risorse che vengono ridotte non possono che chiudere; non per questo la struttura di Pinerolo è molto diversa da quelle di Torino, in certi casi e questo è il vero problema delle nostre università.
sumi-
Ho chiesto a Elvio Fassone di farmi avere la sua proposta di Università delle Alpi, appena ricevuta la metterò sul sito di alpcub e la linkerò qui.
La proposta di Elvio fassone per ‘univesità a Pinerolo
http://www.alpcub.com/bozza_Univ_montagna1.pdf
Pensini parlamentari:
bisogna fare attenzione.
La pensione del parlamentare è, in realtà, “stpendio accantonato”.
Senatori e deputati sono soggetti d’ufficio ad una ritenuta sulla
indennità parlamentare mensile, e la ritenuta è anche parecchio cospicua.
In forza di questo accantonamento, quando escono dal mandato,
ricevono un VITALIZIO mensile, proporzionato agli anni trascorsi
come parlamentare.
Il primo governo Prodi (1997) ha introdotto tre importanti
correzioni alla disciplina previgente:
a) il parlamentare deve avere svolto un mandato non inferiore a 5 anni;
b) se il parlamentare è cessato dall’incarico in età giovane, il suo diritto
al vitalizio matura solamente al raggiungimento del 65 anno di età.
(delibera del consiglio di presidenza del Senato del 30 luglio 1997, n. 51).
c) l’ammontare del vitalizio è ovviamente proporzionale al numero degli
anni trascorsi in Parlamento, e corrisponde al 20% dell’indennità, se c’è
stato per 5 anni; al 40%, se dieci anni, al 60% (massimo) se 15 anni e oltre.
Pertanto, si può valutare come si ritiene l’istituto, ma occorre ricordare
che il vitalizio non incide asolutamente sulle casse dell’INPS o di altro ente
diverso dal bilancio del Senato o della Camera, che erogano le indennità
ai Parlamentari.
Si può, e su questo concordo, sollecitare una riduzione del trattamento
complessivo dei parlamentari, che si allinei con la media dei parlamentari
europei.
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