Insieme al Segratario Generale Provinciale della Fiom, Federico Bellono, analizziamo a caldo i punti critici dell’accordo Mirafiori. Mentre molti commenti politici e sindacali lo danno come un miglioramento, un passo in avanti, sembra essere tutto l’opposto. Un retrocedere dove il lavoratore non può scegliere la propria rappresentanza e dove sembra essere lasciato sempre più a sè stesso.
Ascolta l’intervista
“Penso con grande forza che siamo di fronte ad un problema molto serio di democrazia”.
“I lavoratori usciranno da fiat e verranno riassunti dalla nuova società, e dovranno firmare indivi il nuovo contratto di lavoro che comprenderà la clausole previste da questo accordo”.
“Noi abbiamo un sistema che si basa su un accordo storico, del ’93, per garantire a chi dissente con l’azienda di avere una rappresentanza. Con l’accordo di ieri questa possibilità viene cancellata. Non può essere l’azienda a stabilire i criteri con i qualiun sindacato può o non può rappresentare i lavoratori. Sono i lavoratori devono poter scegliere il sindacato o la lista che può e li deve rappresentare. Con ieri si torna a prima dell’accordo del ’93″.




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