Sono stati diffusi nei giorni scorsi dalla Camera di Commercio di Torino i dati relativi alla natalità e mortalità delle imprese in Provincia. Insieme a Gianpiero Masera, dirigente dell’area Promozione e Sviluppo del Territorio della Camera di Commercio, proviamo ad analizzarli.
La rilevazioni della Camera di Commercio offrono uno spaccato positivo in relazione al numero di imprese esistenti in Provincia, dato che ovviamente non deve essere confuso con la ricchezza prodotta o il numero di occupati. “Il tracciato storico degli ultimi 10 anni – dice Masera - ha sempre avuto un saldo positivo, ma sicuramente nei periodi di maggior recessione economica il margine di questo saldo è stato fortemente ridotto. Il dato interessante è che la cosiddetta “forbice”, cioè il numero di aziende che aprono e che chiudono, è divergente, e non succedeva dal 2006. Abbiamo contemporaneamente un un numero crescente di aziende che aprono e un numero in diminuzione di aziende che chiudono, e questo sembra essere incoraggiante“.
Al di là del segno generalmente positivo, se si analizzano i vari settori produttivi ci si accorge di un panorama variegato. “La ripresa quest’anno è trainata dalle aziende del settore dell’istruzione, sanità e servizi alla persona (+2,7%) e dai servizi di alloggio e ristorazione (+3,7%), mentre abbiamo un regresso del comparto manufatturiero e dell’agricoltura“. Dati non sufficienti per testimoniare il cambiamento di vocazione produttiva del territorio da industriale ai servizi. “Il vero peso dei settori produttivi e dei servizi si delinea guardando il numero di addetti e il valore generato dai vari comparti. E’ però chiaro che è in atto uno spostamento da più di un decennio dal comparto purtamento manifatturiero ad un comparto di servizi per l’industria e ad uno sviluppo del terziario e dei servizi avanzati. Un terrotorio che non è più industria-dipendente“.
Guardando proprio al territorio è invece interessante notare come quasi la metà delle 238.000 imprese delle Provincia sono presenti su Torino e prima cintura. Guardando al pinerolese vi è da notare come la città di Pinerolo abbia una forte polarizzazione (3879 le imprese che risultano iscritte) ma anche comuni come Cavour, Volvera e Vigone hanno una forte concentrazione di imprese. Il dato positivo coinvolge anche il pinerolese dopo una variazione negativa tra il 2008 e il 2009. “Mentre lo scorso anno il saldo nascita-morte delle imprese era negativo, quest’anno il saldo si è riportato in parità con un +0,36% di imprese nate. In un anno si è recuperato quello che si era perso lo scorso anno. Sull’area del pinerolese abbiamo avuto 1082 nuove imprese e 1025 cessazioni“.
Nel pinerolese il 20% delle imprese operano nel commercio, ma sono anche molto importanti le costruzioni e l’agricoltura. Questi ultimi dati divergono dal resto della provincia. Altro dato interessante per pinerolo e dintroni, riguarda gli imprenditori che sono molti (1129 imprese) e corrispondono al 4% delle imprese.
In generale comunque l’imprenditoria straniera dimostra di essere in forte espansione e capace di grande dinamismo. “Abbiamo dei dati sistematizzati degli ultimi 10 anni di una crescita spesso doppia o tripla del saldo positivo degli imprenditori stranieri in Provincia. Partivamo da 12 posizioni nel 2000 e oggi siamo arrivati a 30.000, triplicandosi. Dal 2009 al 2010 il saldo positivo è del 5,7%, e questo rappresenta un buon motore di crescita dell’economia locale“. Un’impreditoria giovane, che paga le tasse e produce ricchezza. Le maggiori presenze sono quelle dei romeni, cinesi, marocchini, albanesi.
“Il dato è interessante se agganciato a quello dell’imprenditoria femminile, Anche in questo caso quella straniera è stata la componente di maggior dinamismo con una crescita molto positiva“. A livello generale l’equilibrio di imprese a guida femminile e maschile non muta, ma all’interno dell’insieme delle imprese femminili, quelle gestite da donne immigrate crescono del 6,6%, dato certamente molto significativo in relazione agli indici di integrazione.
Per approfondire
Download Scarica il comunicato stampa della Camera di Commercio con i dati e i grafici



