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	<title>Gli Inediti &#187; Cinisello</title>
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	<description>Novità editoriali e nuove proposte letterarie</description>
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		<title>Via Monte Grappa 62/b &#8211; La comune di Cinisello negli anni &#8217;70 tra scuola popolare e lotte operaie</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 09:38:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Un libro semplice, ma non banale; veloce da leggere ma capace di segnare nel profondo il lettore. Sono queste le prime parole che rivolgo a Toti Rochat, quando arriva in studio per registrare l&#8217;intervista. In effetti &#8220;Via Monte Grappa 62/b &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un libro semplice, ma non banale; veloce da leggere ma capace di segnare nel profondo il lettore. Sono queste le prime parole che rivolgo a Toti Rochat, quando arriva in studio per registrare l&#8217;intervista. In effetti &#8220;Via Monte Grappa 62/b &#8211; La comune di Cinisello negli anni &#8217;70 tra scuola popolare e lotte operaie&#8221; è un libro davvero particolare. Lo si potrebbe definire come &#8220;una storia narrata attraverso l&#8217;intreccio di tante storie&#8221;. Toti ci conferma che l&#8217;attenzione alle persone, alle storie, alle relazioni è stato il centro del suo scrivere, oltre che dell&#8217;attività politica all&#8217;interno della <a href="http://www.jlombardini.org/index.php?module=pagemaster&amp;PAGE_user_op=view_page&amp;PAGE_id=52&amp;MMN_position=49:49" target="_blank">comune</a> e della <a href="http://www.jlombardini.org/index.php?module=fatcat&amp;fatcat[user]=viewCategory&amp;fatcat_id=13&amp;module_title=pagemaster&amp;MMN_position=40:40" target="_blank">scuola popolare</a>. &#8220;<em>Ma questo l&#8217;ho capito dopo</em>&#8220;. &#8220;A<em> me interessano le persone. Non è un libro ideologico né saggio. Cerca di raccontare quello che c&#8217;era dietro ai fatti e alle persone, come motivazione di atti e comportamenti</em>&#8220;.</p>
<p><strong>A<img class="alignright size-full wp-image-281" style="margin: 5px" src="http://rbe.it/inediti/files/2010/06/Toti_min.jpg" alt="Toti_min" width="140" height="230" />scolta l&#8217;intervista a Toti Rochat</strong></p>
<p>I fatti, gli scenari che fanno da sfondo alle storie, sono quelli degli anni &#8217;70, con le molte contraddizioni, le spinte sociali e le speranze di un periodo ancora oggi al centro di un forte dibattito. Era il 1969 quando un gruppo di protestanti (valdesi, battisti e metodisti) decise di fondare un&#8217;esperienza comunitaria nella periferia dell&#8217;area metropolitana milanese. &#8220;<em>Il centro era l&#8217;attivià politica e sociale di testimoninza nel movimento operaio</em>&#8221; che nel corso della lunga storia della comune vedrà fianco a fianco evangelici, cattolici e non credenti, intellettuali, operai, comunisti. Una diversità di storie ed esperienze in riferimento alla fede e alle idee politiche che rappresentava una ricchezza nella laicità dell&#8217;azione politica. Toti ci ricorda un dato importante che riassume molto del rimosso e delle contraddizioni dell&#8217;oggi in riferimento agli anni &#8217;70.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-284" style="margin: 5px" src="http://rbe.it/inediti/files/2010/06/monte_grappa_3-300x197.jpg" alt="monte_grappa_3" width="300" height="197" />Una memoria spesso a senso unico, che non lascia spazio alla complessità dei vissuti, alle storie, alle lotte e speranze; un racconto di quel periodo che si concentra molto spesso sui fatti drammatici di quegli anni: terrorismo, lotta armata, drammi. Ciò che manca è invece il racconto della vita delle persone, i perchè delle spinte sociali, l&#8217;idea di una memoria che non sia solo la conservazione di un elenco cronologico di date, fatti e drammi.</p>
<p>C<img class="alignright size-medium wp-image-289" style="margin: 5px" src="http://rbe.it/inediti/files/2010/06/monte_grappa-215x300.jpg" alt="monte_grappa" width="215" height="300" />erto, conservare la memoria ha un senso, ma è un peccato che essa venga conservata esclusivamente in un archivio, ribadisce con forza Toti. La memoria deve dialogare con l&#8217;oggi, essere una sponda. &#8220;<em>Sono convinta che l&#8217;importante sia che il credente testimoni e viva nel mezzo delle contraddizioni. Per questo non è assolutamente impossibile anche oggi trovarci nei punti cruciali, nei punti più scabrosi</em>&#8221; del presente. &#8220;<em>Penso che sia assolutamente possibile anche oggi. Non solo possibile, ma doveroso. Il problema è il come. Lo pongo come domanda cui non ho risposta. Dovrebbero rispondere le giovani generazioni</em>&#8220;.</p>
<p>Oggi questo interrogativo diventa di stretta attualità. Se ne parlerà in un incontro in occasione del Sinodo, ci dice Toti. All&#8217;incoltro parteciperanno alcune delle molte persone che hanno attraversato la Comune di Cinisello. Oggi molte delle tracce di quella storia sono presenti <a href="http://www.jlombardini.org/" target="_blank">sul sito del Centro Culturale Jacopo Lombardini</a>, da cui provengono anche le foto di questo articolo.</p>
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