“Abbiamo già vinto”: le donne africane candidate al Nobel per la Pace 2011

Il 7 ottobre verrà assegnato il Premio Nobel 2011 per la Pace. Il CIPSI, Coordinamento di Iniziative Popolari di Solidarietà Internazionale, e Chiama l’Africa avevano promosso la campagna per l’assegnazione del Nobel alle donne africane. Alla vigilia dell’assegnazione approfondiamo con Guido Barbera, Presidente del CIPSI, le motivazioni e i risultati della campagna.

Donna in Senegal - Fonte Noppaw.org

 

Ascolta l’intervista a Guido Barbera

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«Abbiamo già vinto». Questo è il commento delle donne africane, che ci riporta Barbera e che pone l’attenzione sul senso profondo di un’iniziativa come la candidatura al Nobel, di cui l’assegnazione del premio costituisce solo la punta dell’iceberg. Un significato che riporta alle migliaia di persone che si sono mobilitate per far conoscere le storie quotidiane di migliaia di donne che in Africa si occupano del 95% dell’economia di sussistenza: lavorano nei campi di prioprietà degli uomini, si mobilitano contro l’HIV, curano l’ambiente circostante, si riuniscono in iniziative di microcredito e cooperative come in Burkina Faso, ricoscstuiscono la società dopo i conflitti come in Rwanda o in Costa D’Avorio.
In Liberia i conflitti sono stati risolti dalle donne e per la prima volta una donna, Ellen Johnson Sirleaf, è stata eletta democraticamente nel suo paese.

 

Il video di lancio della campagna

 

 

Un continente sconosciuto da questo punto di vista, anche perchè il lavoro di queste donne «è un lavoro silenzioso. Le donne mi ripetono che non servono i premi o i riconoscimenti ma ripropongono la necessità di costruire nuove relazioni insieme, per trovare soluzioni non solo per l’Africa ma per tutti».

La necessità di “camminare insieme” ha pervaso tutto il percorso di candidatura al Nobel, fin dal 2008 «quando il Cipsi ha promosso un incontro internazionale in Senegal per incontrare una pare delle associazioni africane coin cui collaboriamo. In quel dibattito era emerso fortemente il ruolo delle donne nella società civile africana».

Fonte Noppaw.org

Tra le molte iniziative anche quella di un puzzle, l’African Web Puzzle, per dare concretezza ad una mobilitazione che nel mondo ha visto una partecipazione di migliaia di persone.

Il 25 settembre è morta a 71 anni, Wangari Maathai, Nobel per la Pace nel 2004. In un certo senso si può considerare la Wangari come una delle ispiratrici di questa campagna. Nella sua vita questa donna «ha piantato più di 40 milioni di alberi. Il pregio di questa donna che inizio fin da ragazza la sua battaglia, non è solo quello di aver piantato degli alberi. Si rese conto, giovanissima, dei legati all’ambiente e alla vita del suo villaggio. Ascoltando le donne che discutevano capì che i problemi erano legati all’acqua, al cibo. Per piantare degli alberi bisogna organizzarsi e il suo lavoro fu quello di educare ed informare le donne e poi organizzarle tra loro. Fu incarcerata molte vole, perchè per il potere e i Governo il pericolo non è il piantare un albero, ma l’organizzare la società civile. Non si scoraggiò e continuò a battersi per organizzare le donne africane».

 

Alcuni video su Wangari Maathai

 

TAKING ROOT: The Vision of Wangari Maathai

Wangari Maathai – Resources and Conflict

“I will be a hummingbird” – Wangari Maathai

 

Il 7 ottobre alle 11 ci sarà la proclamazione del Nobel per la Pace 2011. Il 10 dicembre i promotori, qualunque sia l’esito, festeggeranno, perchè hanno già vinto.

 

Documenti e riferimenti

Noppaw.net – Il sito della Campagna per il Nobel alle donne africane
Africanwebpuzzle.org – Il sito dell’African Web Puzzle
greenbeltmovement.org  - Il sito del movimento di Wangari Maathai
Addio a Wangari Maathai - Un’intervista del settimanale Vita a Wangari Maathai
Wangari Maathai, Nobel peace prize winner, dies at 71 – L’articolo del Guardian

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