E il mensile è il progetto editoriale dell’associazione umanitaria Emergency, nato nell’ aprile 2011, ma anche un quotidiano on line aperto dal 2003, per parlare di esteri e di cultura di pace.
In questi giorni però, è stata annunciata la sua improvvisa chiusura, per mancanza di fondi, così come si legge nell’ultimo editoriale del direttore Gianni Mura. Ne abbiamo parlato con Cecilia Strada, presidente di Emergency, per capire meglio le motivazioni di questa scelta.
Ascolta l’intervista
Perchè chiude E il Mensile?
«Chiude per effetti della crisi, effetti che conosciamo tutti sulla nostra pelle. Il terzo settore è stato particolarmente penalizzato lo scorso anno,gli italiani sono stati costretti a talgiare anche sulla solidarietà. Il terzo settore ha avuto un 26% in meno di donazioni. Noi lo vediamo nei nostri ambulatori, dove visitiamo sempre più italiani. Siamo davanti a un paradosso, dover lavorare di più, le sale di attesa sono sempre più piene, dover contare su sempre meno risorse, ridurre i costi e fare delle scelte. Fare cultura e informazione sono parti importantissime del nostro lavoro, abbiamo cominciato da subito a fare informazione, ma purtroppo oggi dobbiamo rinunciare al giornale».
Giornale o ospedali: la scelta è così netta?
«Quando si deve scegliere si sbaglia un po’ comunque. Essere costretti a scegliere tra un giornale o un ospedale è una di quelle scelte che nessuno dovrebbe fare. È una scelta traumatica, dolorosa ma inevitabile. E parlo anche come lettrice. Il panorama dell’editoria e della pubblicità sono in crisi, c’erano già dei segnali. Abbiamo creduto che ce la saremmo cavata comunque, ma quando si ha a che fare con delle variabili indipendenti dalla popria volontà, come il mercato, la pubblicità o la disponibilità degli acquirenti, non è semplice».
«Non abbiamo mai lavorato con il rischio d’impresa. Gli ospedali hanno spese e non hanno ricavi, punto. Questa volta abbiamo dovuto farlo, questo progetto culturale è stato fortemente voluto, lo è ancora, ma ci siamo resi conto che non possiamo più sostenerlo».
Ci sono stati errori di calcolo?
«Forse. Io non mi aspettavo che ci fosse un crollo simile del mercato pubblicitario. Puoi fare le previsioni più prudenziali del mondo, ma se le risorse sono a zero dei problemi ci sono».
Cosa fare per salvare il giornale?
«Sono grata ai lettori per l’affetto che ci stanno dimostrando. Un gesto potrebbe essere comprare una copia in più di quello che sarà l’ultimo numero, o comprarlo se non lo si è mai fatto. Grandi salvataggi purtroppo non sono possibili. La nostra campagna “SosEmergency, aiutaci a non smettere” non era un artefizio retorico: quando le risorse calano siamo molto in difficoltà. In questo momento vorrei avere delle prospettive ravvicinate per riaprire il giornale, ma siamo smarriti anche noi, come i lettori. Comprare l’ultimo numero è un gesto concreto che può darci una mano».
Anche Emergency ha dei problemi di fondi in questo periodo?
«È aumentato il numero di persone che donano, ma sono calate le donazioni. L’aumento di persone è un bel segnale, evidenzia anche la generosità degli italiani. L’identikit del donatore di Emergency è il piccolo contribuente italiano, l’impiegato, lo studente, il pensionato. Persone che non vorrebbero ridurre la solidarietà, ma ne sono costretti. Non c’è bisogno di vedere i rapporti degli istituti di ricerca per avere un quadro della situazione attuale: sempre più italiani utilizzano i nostri ambulatori, sia a Palermo che a Marghera. Ma è nei momenti di crisi che c’è bisogno di più solidarietà: è il paradosso che ci troviamo a vivere tutti i giorni».
Qual’è la via di fuga?
«L’unica via di fuga è che chi può ancora dare non smetta di dare. O chi non ha mai donato decida di iniziare a donare. Chi ha vissuto il bisogno sa benissimo quanto è importante l’aiuto, ma se anche chi non l’ha mai vissuto donasse, potrebbe risolversi la situazione. Da parte nostra continuiamo a non sprecare neanche un centesimo di quanto ci viene donato, e a usarlo nel modo migliore per aiutare sempre più persone».
«Siamo organizzazione indipendente che dipende dai cittadini. La dipendenza migliore di tutte».
Link utili
- L’intervista in occasione dell’apertura del Mensile
- Il sito di Emergency
- Il sito di E il Mensile
- La pagina per donare a Emergency




