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Contenuto audio ascoltabileDall'ItaliaDal PiemonteDocumentoTorino, travolto e ucciso sulla pista ciclabile

L’ennesima vittima delle due ruote si chiama Gianmatteo, falciato a 28 anni a Torino sulla pista ciclabile, mentre andava a lavorare. La sua morte ha scatenato la reazione piena di rabbia e dolore dei ciclisti torinesi che chiedono sicurezza e rispetto. E hanno convocato per questa sera una manifestazione davanti al Municipio, alle 22. Tutti in bici, con una candela in mano.

Gianmatteo è stato travolto «mentre stava correttamente attraversando sulla pista ciclabile», nei pressi del parco Ruffini. «Non si possono continuare a considerare queste morti come incidenti», dice pieno di rabbia Giuseppe Piras, dell’associazione Ciclofficina ABC, una delle molte dei gruppi a due ruote che ormai si contato a Torino, diventati sempre più caparbi e numerosi nel portare avanti le proprie rivendicazioni. L’automobilista che ha investito il ciclista è prima scappato, poi si è costituito ai carabinieri. Ma non è contro di lui in particolare che si rivolge l’immensa rabbia del popolo a due ruote: perché anche quell’automobilista è un simbolo di una città in cui, nonostante tante battaglie che vanno avanti ormai da anni, per i ciclisti la strada continua a essere un pericolo. «Probabilmente quell’uomo è una persona normale – spiega Piras in un comunicato che ha fatto il giro della Rete attraverso i social network – che come tutte le persone normali in auto ignora completamente il codice e non sa che gli attraversamenti ciclabili, come quelli pedonali, hanno sempre la precedenza su tutti i mezzi. E’ abituato da sempre a non rispettarlo, a non staccare il piede dall’acceleratore neanche un secondo, lo fanno tutti. Non ce l’abbiamo con lui – ribadisce – che, oltre al reato, si porterà dietro il rimorso».

 

La rabbia, tanta, è per la normalità di questi fatti. Perdiamo ore al giorno a segnalare pericoli e i rischi per chi non si muove in auto, proponendo soluzioni economiche per evitarli, ma l’urgenza di intervenire non viene colta». I ciclisti hanno portato alla Giunta la lista degli incroci giudicati più pericolosi, primo fra tutti piazza Statuto.

Ascolta l’intervista con Giuseppe Piras dell’associazione ciclofficina San Salvario ABC




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