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Contenuto audio ascoltabileDal mondoDocumentoCosa lega la primavera araba all’Asia centrale?

Cosa lega le rivolte esplose in Nordafrica e in Medio Oriente con le zone e i governi delle repubbliche exsovietiche dell’Asia Centrale? Potrebbe delinearsi in quelle zone uno scenario simile  a quello esploso con la primavera araba?  Ci potrebbe essere un processo di democratizzazione in Asia Centrale destinato a sovvertire lo status quo politico di quelle repubbliche molto poco democratiche  e legate sotto molti aspetti agli interessi delle grandi potenze confinanti Russia e Cina?

A questo e a altri interrogativi gli analisti internazionali hanno iniziato a  provare a dare alcune risposte.

La primavera araba in ogni caso ha allarmato e messo sulla difensiva i presidenti che guidano le cinque repubbliche dell’Asia Centrale post-sovietica: Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan. Ora questi temono di perdere le redini del potere e devono affrontare un’ondata di islamizzazione capace di soppiantare le istituzioni politiche esistenti. Ma sotto molteplici punti di vista la situazione in NordAfrica e Medio Oriente è diversa da quella dell’Asia Centrale e una sorta di primavera araba in questi paesi è ancora lunga da venire. Per scoprirne i dettagli e il perché ascoltate l’intervista a Fabio Indeo, docente universitario e collaboratore di Limes.

 

Carta di Laura Canali tratta da Limes 3/2008 "Il marchio giallo"

 

Link utili: il sito di Limes

l’articolo di Fabio Indeo

 




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