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Contenuto audio ascoltabileDal mondoDall'ItaliaDocumentoLa liberazione di Rossella Urru e la situazione del popolo Saharawi

Il campo profughi saharawiano a Tindouf, Algeria, dove sono stati rapiti la cooperante italiana Rossella Urru e i due colleghi spagnoli

La cooperante italiana Rossella Urru, rapita il 23 ottobre scorso nel campo profughi saharawi di Hassi Rabuni nel sud ovest dell’Algeria, è stata liberata in Mali giovedì 18 luglio assieme a due cooperanti spagnoli. Il rapimento dei tre europei, che lavoravano nel campo profughi con il Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli (Cisp), era stato rivendicato da una cellula dissidente di Al qaida nel Maghreb islamico (Aqmi), uno dei rami africani dell’organizzazione terroristica.

I saharawi sono un popolo che abita la regione del Sahara Occidentale, ex colonia spagnola che Madrid cedette nel 1975 a Marocco e Mauritania con un accordo segreto contrario al diritto di autodeterminazione. Nella successiva spartizione con la Mauritania, al Marocco andò il controllo di tutto il Sanguía el-Hamra e della parte settentrionale del Río de Oro, mentre il resto della regione passò sotto la giurisdizione di Nouakchott.

La decisione del Marocco di annettere la maggior parte del Sahara Spagnolo fu vissuta come un’invasione e una nuova colonizzazione da parte della popolazione sahrawi e in particolare dal Fronte Polisario, che, nato all’inizio degli anni Settanta come erede di un precedente movimento indipendentista sahrawi, l’Harakat al-Tahrir (ovvero Movimento di liberazione), aveva già combattuto contro la presenza spagnola riuscendo ad assicurarsi un grande seguito popolare.

Abbiamo intervistato Luca Attanasio, collaboratore di Limes, che ci ha spiegato nel dettaglio le dinamiche del rapimento e del contesto in cui si è verificato. Con una estrema attenzione alla situazione del martoriato popolo saharawi.

Ascolta l’intervista

 

Per approfondimenti: 

Gli articoli di Limes qui e qui 

www.ossing.org

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