Questione di barba

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Contrariamente a quanto inizialmente annunciato, i Fratelli Musulmani hanno per ora rinunciato ad indicare un proprio candidato alla Presidenza. Prima di farlo, attenderanno la chiusura della registrazione delle candidature ad aprile. Probabilmente, dicono i commentatori, non sono riusciti ad accordarsi al proprio interno su un nome plausibile. La Fratellanza, tuttavia, insiste sulla necessità di un candidato che riscuota un vasto consenso, perché un Presidente troppo sbilanciato politicamente rischierebbe di acuire il conflitto nel paese, che invece avrebbe un gran bisogno di unità.


La newsletter sull’Egitto diventa un libro!


Sono molto lieta di annunciarvi che la newsletter sulla rivoluzione egiziana (contenuta in questo blog) sta per diventare un libro. Sarà edito dalla EMI di Bologna, nella collana Parole non crociate diretta dal Prof. Paolo Naso. Intitolato Cristiani e musulmani, una sola mano. L’Egitto di piazza Tahrir, laboratorio di dialogo e democrazia, sarà disponibile in libreria dalla seconda settimana di marzo.

Cercasi Presidente


Mentre la piazza egiziana - per una volta - è tranquilla, la scena politica è piuttosto movimentata in questi giorni. La ricerca di un candidato alla Presidenza che sia  sostenuto da tutte le forze politiche avanza tra mille polemiche. Innanzitutto, è l'idea stessa che non piace. Infatti si sono ribellati con ugual forza esponenti islamisti e liberali, da Abdel Moneim Abul Futuh a Mohammed el-Baradei.


  • 17 febbraio 2012

    Forse un accordo sul prossimo Presidente

    Egitto e Stati Uniti tentano di gettare acqua sul fuoco a proposito delle recenti tensioni tra i due paesi. Oggi l'Università di al-Azhar ha fatto sapere che la propria iniziativa di istituire un fondo per sostenere l'economia nazionale, alimentato dalle donazioni degli egiziani (quelli che se lo possono permettere, ovviamente), non è in alternativa al ricevimento di aiuti finanziari americani.

  • 16 febbraio 2012

    Tensione tra USA e Egitto

    si vanno aggiungendo nuovi dettagli sulla crisi tra gli Stati Uniti e l'Egitto. L'iniziativa proposta dal predicatore salafita Mohammed Hassan (quella di rinunciare completamente agli aiuti finanziari statunitensi, sostituendoli con donazioni da parte degli egiziani) ha raccolto un consenso importante oggi: quello dell'Università di al-Azhar.

  • 15 febbraio 2012

    Basta agli aiuti statunitensi?

    Dopo l'annuncio dell'apertura ufficiale delle candidature alla Presidenza il prossimo 10 marzo, questa mattina è giunta la notizia che le elezioni si dovrebbero tenere alla fine di maggio (anche se Tantawi ha ribadito ieri che cederà il potere solo il 30 giugno). In attesa di ricevere ulteriore conferma della notizia, l'ex Primo Ministro Ahmed Shafiq (quello nominato da Mubarak durante i diciotto giorni di rivolta di gennaio-febbraio 2011) si è candidato ufficialmente.

  • 14 febbraio 2012

    Un nuovo governo islamista?

    La disubbidienza civile stenta ancora ad uscire dal ristretto circolo delle università e degli studenti. Ieri, gli operai del porto di Ayn Sukhna hanno effettivamente dato inizio al previsto sciopero a oltranza, tuttavia la loro protesta riguarda migliori salari e condizioni di lavoro, ed è del tutto slegata dall'iniziativa della disubbidienza civile. Il porto comunque, di proprietà di una ditta di Dubai, è completamente bloccato.

  • 12 febbraio 2012

    La parola agli studenti

    Come si temeva, l'atteso sciopero generale di ieri, con l'appello alla disubbidienza civile, non ha avuto il successo sperato. Militari e islamisti sono letteralmente gongolanti, felici che "il popolo egiziano abbia scelto di lavorare per salvare il paese". Anche gli organizzatori dello sciopero hanno dovuto ammettere gli scarsi risultati ottenuti, sebbene siano (e devono esserlo) molto più ottimisti. Infatti, si sono dati 40 giorni per far "lievitare" l'iniziativa, cercando di coinvolgere mano a mano operai, professionisti di vari settori, impiegati pubblici, semplici cittadini, ecc. ecc. Ma si sa che è una sfida azzardata. 

  • 11 febbraio 2012

    Marciando sul Ministero della Difesa

    Tutto è pronto per dare il via allo sciopero generale e alla disubbidienza civile, nel giorno dell'anniversario della caduta di Mubarak. L'azione passa soprattutto nelle mani degli studenti, gli ideatori dell'iniziativa. Chissà, però, se quest'ultimo tentativo di lotta non violenta al regime dei militari avrà successo, visto l'opposizione compatta di islamisti, al-Azhar e chiesa copto-ortodossa. 

  • 9 febbraio 2012

    Sarebbe tutto da rifare…

    Pare che gli scontri si siano finalmente calmati al Cairo, mentre gli appelli alla disubbidienza civile si moltiplicano. Le posizioni al riguardo si vanno via via definendo. Finora, in favore del boicottaggio dei militari e dello sciopero generale ci sono soprattutto universitari e operai, oltre a diversi intellettuali.

  • 7 febbraio 2012

    La battaglia in Parlamento

    Domenica sera e lunedì notte, gli scontri nei pressi del Parlamento e del Ministero degli Interni hanno nuovamente preso una brutta piega. Le Forze di Sicurezza Centrale, dopo aver costruito vari muri, non si sono barricate dietro a questi come si pensava inizialmente. Hanno invece lanciato una micidiale caccia all'uomo, nel centro del Cairo, inseguendo i dimostranti con i blindati e sparando loro addosso lacrimogeni e pallini da caccia. Ci sono stati di nuovo morti e tanti feriti. Anche l'attivista Salma Said (vedi foto) è stata colpita, coperta dalle ferite dei pallini da caccia dagli occhi (per fortuna salvi) ai piedi. 

  • 5 febbraio 2012

    Tra calcio e politica

    La situazione è rimasta quasi immutata da ieri. Gli scontri nel centro del Cairo sono proseguiti anche oggi, alternandosi a brevi tregue. Diversi cortei hanno tentato di interromperli definitivamente, come la marcia delle "madri egiziane", non molto numerosa (qualche centinaia) ma agguerrita. Una delegazione di madri è anche stata chiamata a parlamentare con alcuni deputati della Camera Bassa. Finora, però, le violenze continuano.

  • 4 febbraio 2012

    Verso la disubbidienza civile?

    Purtroppo la situazione non si è affatto calmata in Egitto, le violenze nel centro del Cairo non si sono attenuate e la tensione è sempre alta. Per tutto il giorno, giovani attivisti, deputati del Parlamento, religiosi e tanti altri hanno tentato di fermare gli scontri, anche collaborando con la polizia e l'esercito, ma a parte una breve tregua di poche ore, la battaglia è ripresa ed è ancora in corso mentre sto scrivendo. I morti ormai sono saliti a una dozzina, che si vanno ad aggiungere a quelli del massacro di Port Said, età media sedici anni.


Flying screens
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Date 2010-10-01
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