Il secondo giorno di elezioni

Secondo giorno di elezioni parlamentari in Egitto, e ultimo giorno del primo turno. Anche oggi si sono riviste le lunghe code di ieri, ma esistono dati contraddittori sull’affluenza. Alcuni sostengono che ci sia stato un calo rispetto a ieri. Testimoni parlano di seggi completamente vuoti. Altri invece, tra i quali alcuni esponenti del Consiglio MIlitare, prevedono che l’affluenza, alla fine, supererà il 70%. I meno ottimisti dicono che non si supererà la percentuale del 40%.

I Fratelli Musulmani, intanto, hanno fatto i loro sondaggi. Sul loro sito web ufficiale hanno dichiarato che l’affluenza di ieri è stata del 30%. Quel che è certo, confermato da numerose parti, è l’enorme partecipazione delle donne, tutte accorse a votare per reclamare i propri diritti. Donne velate con il hijab o il niqab, donne dall’abbigliamento moderno ed emancipato oppure tradizionale, donne di tutte le età. Ognuna intende i propri diritti a suo modo, ma tutte sentono l’uguale necessità di rivendicarli, pensando che votare sia un primo importante passo. Chissà se avranno votato per candidate donne, però.

Ora sono iniziati lo spoglio delle schede e il conteggio dei voti. Neanche oggi, per fortuna, si sono riscontrate violenze o irregolarità sistematiche. Ci sono stati, tuttavia, molti problemi, per i quali sono giunte le scuse ufficiali del Ministero degli Interni. Alcuni seggi non hanno nemmeno aperto, in altri ha regnato la confusione, con urne non sigillate portate di qua e di là e gente che votava senza alcuna privacy. Anche oggi, poi, è continuata la propaganda politica fin dentro i seggi. E’ probabile che la Commissione Elettorale dovrà gestire numerosissime denunce nei prossimi giorni e mesi. Tuttavia, il feldmaresciallo Tantawi e il nuovo Primo Ministro Ganzouri si sono mostrati visibilmente soddisfatti. Stanno arrivando anche i voti dall’estero, ma i risultati non saranno annunciati se non assieme a quelli delle elezioni in patria. Questo ha fatto infuriare alcuni votanti, che temono che i propri voti vadano persi o subiscano brogli. E’ questo, infatti, il momento più delicato per i brogli. Era improbabile che avvenissero durante le votazioni, la gente si sarebbe ribellata con forza questa volta. Ma tra lo spoglio delle schede e l’annuncio dei risultati chissà… Gli osservatori stanno facendo una grande fatica a far accettare la propria presenza e il proprio ruolo. Inoltre, pare che il garante della regolarità delle elezioni sia lo stesso giudice accusato di aver ratificato in passato i brogli di Mubarak. Non una grande garanzia, dunque.

Comunque sia, il successo delle elezioni ha oscurato piazza Tahrir. E’ ancora piena di manifestanti, ma non come nei giorni precedenti le elezioni, cosa che ha guastato il clima, perché quando i numeri diminuiscono si infiltra gente estranea. I piccoli scontri tra venditori ambulanti e addetti alla sicurezza che sono scoppiati questa sera ne sono un segno, dicono i giovani di Tahrir. Sarà nei prossimi giorni, però, che piazza Tahrir sarà nuovamente messa alla prova. Con uno scarso numero di manifestanti e le telecamere di tutto il mondo ormai rivolte altrove, piazza Tahrir rischierà di più. Un nuovo sgombero violento, ad esempio.

  

Ma nel paese non si è del tutto spenta la rabbia per la brutale repressione dei manifestanti della settimana scorsa. Oggi c’è stato un ammutinamento dei lavoratori della dogana di Suez, che si sono rifiutati di far scaricare un container da sette tonnellate di gas lacrimogeno fresco fresco, proveniente dagli Stati Uniti. Purtroppo l’ammutinamento ha fermato il gas solo per poche ore, poi il container è stato trasportato al Cairo. Intanto, però, si è indagato sulla ditta che produce questi lacrimogeni. E’ stata individuata in Pennsylvania. I rivoltosi egiziani hanno subito contattato i giovani del movimento di protesta statunitense per chiedere aiuto e questi hanno già organizzato una protesta. La solidarietà internazionale è attiva e funzionante, come si vede. Purtroppo, però, sembra che sia riuscito a scappare il giovane ufficiale delle Forze di Sicurezza che nei giorni scorsi è diventato famoso per essersi divertito a sparare direttamente negli occhi dei manifestanti. Se ne sono perse le tracce, con rabbia e sgomento generale.

Intanto, l’economia va a picco. Si stanno esaurendo le scorte alimentari e la sterlina egiziana ha raggiunto il minimo storico degli ultimi sette anni. L’entusiasmo elettorale si esaurirà presto, temo.