Primi risultati delle elezioni presidenziali

Continuano ad arrivare i primi risultati delle elezioni presidenziali all’estero. Mancano ancora diversi stati (come l’Arabia Saudita) e diverse città (New York e altre metropoli statunitensi), inoltre i dati non sono definitivi, ma già si delinea una precisa tendenza: il candidato islamista liberale Abdel Moneim Abul Fotouh pare vincere in molti stati ed essere in vantaggio anche rispetto alla somma di tutti i voti.

Nella vignetta, un temuto possibile scenario delle prossime elezioni presidenziali in Egitto

L’ex leader della Fratellanza è in testa in molti paesi europei, come Belgio, Irlanda, Germania, Austria, Spagna, Gran Bretagna, Norvegia e Islanda (forse anche in Olanda, ma non sono sicura del dato). E’ inoltre il più votato anche in Malesia, Libia, Emirati Arabi, Tanzania, Pakistan, Stati Uniti (Washington) e Russia.

La seconda posizione è più incerta per ora. Il rivale diretto di Abul Fotouh, cioè Mohammed Morsy, candidato dei Fratelli Musulmani, vince in Bahrein, Italia, Ghana, Sudan, Yemen, Lesoto (ma lì c’è stato un solo votante) e Giordania. In Nigeria sembra essere a pari merito con Abul Fotouh.
Poi c’è il nasseriano Hamdeen Sabbahi, che a prima vista intasca un buon risultato. Vince in Francia, Etiopia, Svizzera, Liechtenstein, Lettonia e Svezia. Tuttavia, in molti altri paesi, si piazza al secondo posto, importante per il ballottaggio.
Amr Moussa, invece, altro candidato superfavorito secondo i sondaggi, non pare aver avuto il gran successo sperato. Si colloca al primo posto solo in Libano, Australia e Grecia. A Washington guadagna il secondo posto, ma a debita distanza da Abul Fotouh.
E il mubarakiano Ahmed Shafiq? Per ora non sembra essere in testa da nessuna parte, per fortuna. I risultati, però, sono parziali, insisto a dirlo.
Se invece guardiamo alla somma di tutti i voti (ma c’è ancora confusione, a dire il vero), Abul Fotouh sarebbe in vantaggio con circa il 29%, seguito da Sabbahi con il 22%, Moussa con il 20%, Morsy con il 18% e Shafiq con l’11%, classifica un po’ diversa rispetto a quelle fornite dai sondaggi ufficiali.
Una prima conclusione che si può trarre da questi dati, se saranno confermati e con tutte le cautele del caso, è che gli egiziani (quelli all’estero almeno) sono piuttosto divisi tra islamisti e liberali, tuttavia sono abbastanza concordi nel penalizzare gli uomini più vicini al vecchio regime. Naturalmente bisognerà aspettare il voto in Egitto, prima di esprimersi.