Primo giorno di votazioni per le presidenziali

Gli egiziani stanno ancora votando nel momento in cui scrivo. Tutto sommato è stata una giornata tranquilla: “solo” 21 feriti, secondo le fonti ufficiali, e qualche malore per il gran caldo. L’uccisione di un poliziotto nel quartiere di Rod el Farag al Cairo – notizia riportata anche dai giornali italiani – è avvenuta a causa di una rissa che non aveva nulla a che fare con le elezioni.

I seggi si sono aperti questa mattina alle 8 ed è parso subito chiaro che l’affluenza non sarebbe stata affatto paragonabile a quella vista in occasione delle elezioni parlamentari. Chissà, forse il motivo è che questa volta non è prevista una multa di 500 sterline per chi non va a votare; o perché si può votare anche domani e la gente, memore delle lunghissime code passate, ha deciso di non correre subito ai seggi; forse è perché molti stanno ancora decidendo chi votare e sono in attesa d’ispirazione; o forse c’è meno entusiasmo, rispetto alle parlamentari; o forse ancora è solo colpa del sole che brucia. In effetti, in serata le code sono aumentate, cosa che ha costretto a prolungare le operazioni di voto di un’ora, fino alle 21.

I militari, intanto, continuano a girare per strada, invitando la gente a votare. Loro, invece, non possono farlo, e nemmeno i poliziotti. Chi potrebbe votare, tuttavia, è il vecchio Mubarak. L’ha detto la Commissione Elettorale, perché i detenuti non ancora condannati ne hanno il diritto, previa richiesta formale. Tale richiesta, però, non pare essere arrivata da parte di Mubarak e famiglia. Pazienza, ci sono già abbastanza persone che votano per Ahmed Shafiq, soprattutto i cristiani, ahimé.

Per quanto riguarda la trasparenza delle elezioni, ci sono in effetti state molte irregolarità e violazioni: ritrovamenti di schede già votate (per Morsy), giudici che votano al posto degli elettori (per Morsy, per lo più), tentativi di influenzare i votanti fuori e dentro ai seggi (in genere per Shafiq o Morsy, sempre loro), ecc. Shafiq, tra l’altro, ha rotto il silenzio elettorale con una conferenza stampa nella sua villa. Voleva rassicurare i suoi fans che fosse vivo, dopo che era girata la notizia che avesse subito un attentato. Naturalmente ha anche approfittato dell’occasione per fare un po’ di propaganda elettorale: sicurezza, sicurezza, sicurezza e nient’altro (certo, ma con tutti gli oppositori in galera). La buona notizia è che i cittadini sembrano aver recepito l’idea che tali violazioni vadano denunciate, a giudicare dalla quantità di esposti che stanno arrivando alla Commissione Elettorale. Non si registrano, però, frodi su larga scala, anche se queste, normalmente, accadono dopo, tra lo spoglio delle schede e l’annuncio dei risultati, o prima, a livello delle liste elettorali.

Durante la giornata, sono inoltre accadute numerose risse tra sostenitori di campi avversi, specialmente tra salafiti e Fratelli Musulmani, gli uni favorevoli ad Abul Fotouh e gli altri a Morsy. Ma anche i sostenitori di Shafiq, Sabbahi e Moussa si sono fatti valere. Il più sfortunato è stato di nuovo Shafiq che, uscito dal seggio dove si era recato a votare, è stato inseguito da alcuni egiziani infuriati, che l’hanno accolto a colpi di sassi, scarpe e bottiglie d’acqua. Fosse almeno un segno che perderà, ma purtroppo le sue chances sono buone, se si dà retta alle testimonianze raccolte da giornali e social media.

Ultima osservazione importante: quante donne ai seggi! A sentire qualcuno sembra addirittura che abbiano superato il numero di uomini.

E domani sarà il secondo giorno, poi ci sarà lo spoglio delle schede e il 29 maggio ci dovrebbe essere l’annuncio ufficiale dei risultati, ma è probabile che si conosceranno già molto prima i nomi dei due vincitori che andranno al ballottaggio, o il nome del vincitore al primo turno.