Quattro cantautori si ritirano in uno sperduto casolare dimenticato nella natura e suonano per dieci giorni consecutivi. Il risultato è un album coinvolgente, emozionante e molto profondo, Sunglasses Under All Stars. Loro sono gli Arm On Stage.



Ad ascoltarli potrebbe sembrare che Sunglasses Under All Stars non sia il loro primo album. E invece il risultato di questa improbabile band, composta da quattro cantautori navigati, è un esperimento che ha avuto successo, un successo forse un po’ inaspettato.
Arm On Stage sono Folco Orselli, Stefano Piro, Alessandro Sicardi e Claudio Domestico, che, in diversa misura, hanno sempre lavorato indipendentemente a vari progetti cantautorali con diverse sonorità, dal rock, al folk-jazz, manetenendo sempre ben presente la tradizione italiana e internazionale.
Amici di lunga data, hanno deciso di sperimentare una via nuova di fare musica. Dieci giorni isolati sui mondi del Sassello e soltanto la voglia di suonare, in quella che la stessa band ha chiamato «improvvisione», ovvero improvvisazione guidata dalle immagini. Immagini della natura selvaggia e incontaminata, immagini del cielo inondato dal sole o trapunto di stelle, immagini di quattro musicisti che, senza una meta, intraprendono insieme un viaggio di musica ed emozioni. Tutto questo si traduce in dieci tracce evocative, delicati ma forti, semplici ma mature e strutturate, cantate in inglese perché «in questa esperienza nuova, volevamo trovarci tutti su un terreno nuovo, anche per quanto riguardava la lingua».
Il rock classico è il motivo trainante di tutto il disco, ma non mancano accenni di new wave e di jazz, in tracce eseguite con maestria e precisione. L’improvvisazione è quindi nel tema di base, non certo nel risultato finale che è un disco completo e strutturato.
Per ascoltare l’intervista a Folco Orselli, utilizzare il player integrato.
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di Radio Beckwith
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