Il nuovo album dei torinesi N.A.M.B. è un concept molto singolare, che racconta la storia di un piccolo robot, BMan, che osserva e vive il suo mondo così strano. Un progetto che unisce la musica alla grafica, per suggerire a tutti di essere un po’ più BMan.





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N.A.M.B.: [Sito ufficiale] [MySpace] [Facebook] [Wikipedia]
I N.A.M.B. si sono fatti conoscere al pubblico subito come una band con le idee chiaramente confuse. Il primo album, che raccoglieva materiale inedito e cover, era rock, secco e opaco, con accenni glam e britannici, fu salutato come un’ottima presentazione. Nessuno sapeva che quello stile sarebbe stato abbandonato per un nuovo progetto, BMan, tutto incentrato sulla metafora di un robottino che osserva il proprio strano mondo e ne vive le contraddizioni. E ancora una volta, la prossima volta che ascolteremo i N.A.M.B. saranno ancora diversi.
Questa è la loro caratteristica: cercare sempre qualcosa di diverso da suonare, per esprimere una visione il più possibile disincantata del mondo e della vita, giocando con i suoni e gli stili.
Non c’è potenzialmente nulla che non potrebbero fare i N.A.M.B., ma di certo l’impianto è quello di una rock band collaudata e temprata da anni di collaborazioni importanti e di studi approfonditi, che con questo nuovo progetto sbarca in America e si fa apprezzare per una spiccata indipendenza stilistica.
Una produzione italiana che ancora una volta riesce a cogliere l’essenza dell’internazionalità senza perdere la propria identità.






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