Forte di una lunga esperienza teatrale e musicale, arriva il momento per Carlotta Proietti di esordire come solista, con un album sperimentale, costruito da pop e cantautorato mschiati a pezzi grossi, saltellanti e sinuosi. Un esordio umile e sorridente, da professionista.

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Come per tutti i figli d’arte, anche per Carlotta Proietti ogni nuova esperienza rappresenta una prova un po’ più dura, perché deve superare pregiudizi e preconcetti. In questo caso, però, la genuinità e l’innegabile talento sono un fattore che pesa positivamente sul prodotto finale; un album pop dal sapore sperimentale, leggero, ma abbondantemente cantautorale ed intimistico.
Carlotta Proietti, romana, si forma a teatro e suonando con diverse realtà locali della capitale, affinando uno stile personale ed un gusto delicato e fresco per le sonorità anglosassoni più morbide. Esperienze ed ascolti che convergono in un interesse congiunto per la recitazione ed il canto, che sfocia in esperienze in rappresentazioni musical e recitate.
Grazie a questo importante bagaglio artistico e alla collaborazione di Fabrizio Federighi e Giancarlo Bigazzi, nasce così un album sperimentale, particolare, che è sì pop, ma abbastanza caratteristico ed inedito da sfiore molti altri generi. Il cantautorato si mescola col l’elettronica, gli arrangiamenti si ispirano a variazioni esotiche, con un risultato di qualità, godibile e ben costruito, ma soprattutto spontaneo e genuino.

Carlotta Proietti





