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Culto del mattino, mercoledì 25 agosto

Ilaria Valenzi
Prima Corinzi 12, 12-26

“Infatti noi tutti siamo stati battezzati in un unico Spirito per formare un unico corpo, Giudei e greci, schiavi e liberi; e tutti siamo stati abbeverati in un solo Spirito”. Care sorelle e cari fratelli in Cristo, queste parole dell’Apostolo Paolo ci parlano e ci invitano ad interrogarci nel profondo, nella nostra individualità, corporea e spirituale, nella nostra dimensione di comunità di credenti, chiamata a riconoscere nell’altro e nell’altra l’unicità, la ricchezza dei doni, ciò che rende speciale e differente ognuno ed ognuna, ciò che si rivela indispensabile per la buona salute della nostra interezza. Parole annunciate con la forza di un’immagine suggestiva e al contempo di immediata comprensione: il corpo, troppo spesso utilizzato quale fonte di divisione, oggetto di violenza, soggetto a soprusi, si  manifesta nella forza dirompente della chiamata all’unità e all’uguaglianza, nel riconoscimento della naturalità della differenza e della dignità di ogni parte e di ogni contributo. Un invito deciso alla cooperazione e alla ricerca dell’armonia, al superamento della frammentazione e del mito dell’autosufficienza.
Ma quale l’elemento, lo strumento essenziale, indispensabile per compiere la nostra opera di trasformazione e di riconoscimento di unità e di paritarietà? Il battesimo nell’unico Spirito, per formare l’unico corpo, altrimenti inerme e senza energie, l’accoglienza incondizionata, per grazia, da parte di Dio, lo Spirito che ci toglie la sete e che agisce in noi e per noi, tutto questo ci ricorda costantemente che confessare la nostra fede nel Signore è frutto dell’annuncio ricevuto, è impegno alla testimonianza attiva, a dire quel che abbiamo udito e conosciuto.

“Io non so se credo in Dio, eppure oggi confesso la mia fede in Lui, le trasformazioni che egli ha opperato in me”; “La mia testimonianza si dirige all’esterno delle mura ed oltre le persone che formano la comunità in cui sono stata battezzata ed in cui oggi chiedo la confermazione del battesimo ricevuto”.

Questi sono solo alcuni esempi della particolare testimonianza di giovani membri delle nostre comunità, simbolo di un percorso forse ancora molto fragile, di gambe che desiderano sostenere il corpo nel suo cammino,ma hanno dubbi ed incertezze sul sentiero da percorrere; di occhi che hanno ancora  un mondo da esplorare, ma che hanno anche il dono di poter guardare lontano. Eppure sono parole che confessano la speranza in Dio, che  non dimenticano le Sue opere. Sono testimonianza di una confessione che va oltre la fede “da comodino”, che ci dicono quanto il percorso personale di crescita e maturazione abbia bisogno del confronto con il mondo, così come del sostegno dei padri e delle madri nel racconto e nel conforto. Sono parole che chiedono tempo e al contempo riconoscono la centralità di Dio per la vita di chi le ha pronunciate, di chi si impegna responsabilmente a riconoscere, nelle proprie fragilità, di essere una parte indispensabile per la formazione dell’unico, incerto ed eterogeneo corpo dellla Chiesa.
Cari fratelli e care sorelle in Cristo, la chiamata all’unità che ci è rivolta ci interroga profondamente. Ci esorta al riconoscimento reciproco e alla testimonianza continua dell’annuncio dell’Evangelo, nella consapevolezza che il tempo della maturazione, la stabilità del passo, le cose nuove seguono il tempo dello Spirito che le accompagna, dello Spirito che ci libera dalle nostre urgenze e che ci fa accettare l’oggi come un dono con tutte le sue incertezze.
Amen

Preghiera
Dio d’amore,
ti preghiamo di accompagnarci nel nostro cammino di credenti, di suggerirci tu stesso le parole per confessare la nostra fede.
Ti preghiamo di darci il coraggio per confessare la nostra fede ed anche quello necessario ad affrontare inostri dubbi.
Ti preghiamo di sostenerci con il tuo Spirito, che rinnovi continuamente le energie della tua Chiesa, animi le comunità, rendendole capaci di rispettare, accompagnare e sostenere il percorso di fede di ognuna ed ognuno.
Tutte le nostre preghiere te le rivolgiamo nella gioia della fede, che tu ci hai donato incontrandoci in gesù Cristo.
Amen

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Un commento

  1. Luca Zacchi | Pubblicato 26 agosto 2010 alle 07:34 | Permalink

    Grazie Ilaria!

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