I Protestanti e il contributo all’Unità d’Italia, nel 150°

Nel nostro nuovo video, sempre nell’ottica di avvicinamento ai temi del Sinodo 2011, vi presentiamo una sintesi del grande contributo risorgimentale portato dai Valdesi e dai Protestanti, in particolare italiani, ma anche stranieri, all’Unità d’Italia.

Gli evangelici italiani hanno partecipano con convinzione e commozione alla festa per i centocinquanta anni dell’Unità d’Italia, consci dell’importanza dell’unificazione della penisola e del contributo dato al Risorgimento dagli evangelici italiani e stranieri.

“Perchè il mondo evangelico italiano è così interessato alle tematiche risorgimentali? Semplice: rappresenta la cifra della sua apparizione sulla scena pubblica italiana. Estirpato per secoli dal rullo compressore della Controriforma nell’800 emerge con grande vitalità.

Le radici del protestantesimo vanno molto più in profondità, partono dal messaggio della Riforma protestante del XVI secolo. Ma il Risorgimento ha, per così dire, creato le condizioni che un nuovo vento di libertà e di rinascita spirituale percorresse il Paese, nel suo tumultuoso e cruento processo d’unificazione.

Sino al 1848 la chiesa valdese era l’unica realtà riformata italiana. Ben rinchiusa e sigillata nel ghetto alpino dei Savoia. Si tenevano prima di allora culti riformati presso ambasciate straniere, c’erano individui isolati, imprenditori o nobili illuminati come il conte Piero Guicciardini di Firenze che (1836) entrato in contatto con le idee riformate d’oltralpe le fece proprie ma dovette andare in esilio. ” da una lettera del Pastore Giuseppe Platone.

 

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