Il Sinodo valdese conferma Maria Bonafede moderatora
Rieletta con un’ampia maggioranza. Dialogo interreligioso, diritti umani, libertà di coscienza nelle scelte bioetiche, ma anche un richiamo all’unità d’Italia, sono i temi forti che, dopo aver segnato la settimana di lavori, hanno caratterizzato il discorso conclusivo della pastora
Il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi, con un’ampia maggioranza, ha rieletto oggi alla carica di moderatora della Tavola valdese la pastora Maria Bonafede.
Dialogo interreligioso, diritti umani, libertà di coscienza nelle scelte bioetiche, ma anche un richiamo all’unità d’Italia, sono i temi forti che, dopo aver segnato la settimana di lavori, hanno caratterizzato il discorso conclusivo della moderatora.
Tra gli ordini del giorno votati uno specifico, infatti, è sui 150 anni dell’unità nazionale. La Chiesa valdese ha voluto sottolineare il suo profondo radicamento nella realtà sociale e culturale italiana. In questo contesto la pastora Bonafede ha sottolineato l’importanza di una “Italia unita e solidale da Nord a Sud”. Non è mancato un cenno alla sfida che il Sinodo ha lanciato alla Tavola valdese, incaricandola di promuovere proprio in concomitanza con questo anniversario una campagna di evangelizzazione tesa alla rinnovata diffusione della Bibbia e all’annuncio del Vangelo.
Concludendo il suo messaggio di saluto al Sinodo la moderatora Bonafede ha lanciato un forte appello al dialogo, anche con quanti non condividono alcune prese di posizione valdesi e metodiste, ad esempio in materia di etica sessuale: “Sbarrare i ponti della comunicazione e del dialogo, anche aspro, non è la soluzione – ha affermato. – Non è il tempo di chiudere i ponti, semmai di costruirne e di aprirne. Viviamo in una società che si chiude, che si frammenta, che fatica a immaginare il suo futuro”. Repubblica


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