La fiducia passa con 316 voti a favore e 301 contrari. Un risultato che non sana comunque la crisi che grava sul governo: molti dei votanti hanno espresso i loro dubbi ed i loro distinguo, e le frange che stanno prendendo le distanze da Berlusconi acquisiscono sempre più forza.

I risultati del voto di fiducia del 14 ottobre
Dopo il precedente scivolone del governo, la votazione per la fiducia ha avuto esito positivo, anche se non sono mancate una serie di dichiarazioni importanti, che aprono scenari importanti e che potrebbero anche portare ad una fine prematura del governo.
I 316 voti che hanno permesso di approvare la fiducia sono pervenuti anche dal gruppo dei responsabili e dei repubblicani, dei frondisti e degli scajioliani, che comunque hanno posto precise condizioni e distinguo: un segnale che in dica chiaramente come Silvio Berlusconi non abbia più di fatto potere decisionale libero, ma sia fortemente condizionato dagli stretti legami di concessioni e condizioni poste dai vari sottogruppi che si stanno coagulando in seno alla maggioranza.
Anche tra i più stretti collaboratori del premier ci sono malumori. Il ministro Prestigiacomo ha alzato la voce dopo la notizia del taglio del 90% dei fondi destinati al suo dicastero, e non è sfuggita ai giornalisti la sequenza dei dodici sbadigli di Bossi durante il discorso del Cavaliere.
Il cosiddetto “Governo delle Promesse” è ora di fronte ad altre prove. I decreti sviluppo e le manifestazioni di piazza di sabato 15 ottobre, che porranno nuove questioni da fronteggiare in tempi brevi.



