Molti e tutti importanti gli argomenti di questa settimana: la conclusione della vicenda Libica con la cruenta morte di Gheddafi; la nomina del nuovo governatore della Banca D’Italia; la vigilia della manifestazione dell’opposizione alla TAV alla luce degli scontri avvenuti a Roma il 15 ottobre scorso.
Memori di diversi precedenti, tutti i giornali hanno dato risalto alla morte di Gheddafi, raccontando del suo regime, delle violenze, delle amicizie con Silvio Berlusconi e degli accordi stipulati con l’Italia in merito ai respingimenti di clandestini. Pochi hanno sottolineato l’ipocrisia dei governi europei che hanno supportato il dittatore per via della ricchezza petrolifera del suo territorio.
In Libia il futuro si presenta comunque incerto: il governo attuale è traballante e precario, e la situazione geopolitica è intricata, avvelenata da tensioni ed inimicizie storiche tra le varie etnie locali.

Ignazio Visco
Per quanto riguarda il nostro paese, Ignazio Visco è stato nominato nuovo governatore della Banca d’Italia. Una decisione sofferta che ha messo in luce i problemi del governo, con tensioni e divisioni intestine, con le diverse parti della maggioranza che spingevano ognuna il proprio candidato. Si è rischiata una scelta fortemente politica, ma che alla fine si è concretizzata in un elemento visto come valido ed esperto anche dal Quirinale. Adesso però la doppia presenza italiana nel consiglio della Banca Centrale Europea crea un nuovo nodo da sciogliere.
In ultimo, la violenza cieca ed ignorante, che ricorda quella gli anni settanta, secondo la quale sistema si può contrastare solo con azioni di forza bruta, ha guastato il clima della prossima manifestazione programmata in Val Susa per protestare contro la TAV. Ci saranno militari in quantità, controlli preventivi e minuziosissimi, barriere: una situazione difficile e tesa che può degenerare velocemente. Una prova in più per il popolo NO TAV.
Non mancano infine le osservazioni strettamente legate alla politica Italiana, con un’analisi sulla situazione venuta a crearsi con la figura di Beppe Grillo, il cui movimento, deviando una parte dei voti della sinistra, è diventato «il miglior alleato della maggioranza», secondo le stesse parole del Premier.




