Digitale Terrestre - Risintonizza il decoder!

Contenuto audio ascoltabile1900 miliardi di debiti e nessuna soluzione

La crisi economica, prima negata e poi palesatasi con prepotenza, sta ora mettendo a dura prova non solo il governo italiano, il premier e tutta la classe politica, ma anche le industrie, le banche, i mercati, i cittadini e l’Europa, che ancora non è convinta delle misure promesse e parzialmente messe in campo per risolvere la situazione.

Crisi!Anche l’Italia rischia l’insolvenza dei propri conti, dopo la crisi che ha investito l’Iralanda, il Portogallo, la Spagna e la Grecia. Ma mentre  questi paesi in qualche maniera hanno cercato di uscirne e in parte si muovono su terreni meno pericolosi, l’Italia è piombata in una situazione critica tale da corerre il rischio di non essere più solvibile per i conti pubblici, il cui debito ammonta a più di 1900 miliardi di euro. Ben di più di quello greco.

I buoni del tesoro vengono scambiati con un tasso di interesse estremamente elevato, oltre il 6%, e gli analisti sostengono che il 7% è la soglia di non ritorno per la bancarotta certa. In questo, la differenza tra i titoli italiani e quelli tedeschi, lo spread, è oltre il 4%: elevatissimo.

La fase di negazione della crisi è durata molto a lungo, e si incolpavano i media di propagandare il pessimismo. Ma improvvisamente è scoppiata la bolla, spostando le responsabilità verso gli speculatori e le opposizioni. Agli occhi internazionali, l’Italia ed il suo premier sono poco affidabili e le prospettive sono negative. E le iniziative proposte sono state inquinate da norme e soluzioni non condivise.

Mario Monti

Mario Monti

Il governo, in tutto questo, traballa, con la maggioranza parlamentare che scricchiola sotto il peso di abbandoni e fughe. Non si parla comunque di dimissioni da parte del premier che, a detta di alcuni commentatori, non si rende pienamente conto della situazione.

Sta prendendo forma l’idea di un governo tecnico di emergenza, magari capitanato da Mario Monti, che potrebbe provare a portare il paese fuori dalla crisi economica e creare una nuova legge elettorale per le nuove elezioni, nel 2013.

Il paese è intanto sconfortato, deluso dal quadro politico, che per certi versi, nell’ultimo periodo soprattutto, ha riportato alla luce l’idea più brutta, oscura e antisociale della politica stessa, fatta di sotterfugi, privilegi e disonestà.

Si apre la possibilità di compiere una svolta, una scelta importante, dura e difficile, che però potrebbe essere sano considerare.

 

Prima parte

Seconda parte

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