Rimane la manovra appena approvata al centro delle discussioni e delle riflessioni non soltanto della nostra trasmissione, ma anche, e soprattutto, della classe più colpita dalle nuove direttive, vale a dire chi ha meno e paga di più. Proprio questo mette in gioco tensioni e dissapori, che si stanno esprimendo in modi diversi sia tra gli addetti ai lavori che tra i cittadini.

Il Presidente del Consiglio, Mario Monti
Continuiamo questa settimana con l’analisi della situazione politica ed economica sotto il nuovo governo. In primis, va denotata una crescente mancanza di fiducia nei confronti del nuovo esecutivo. I partiti stanno alla finestra o, in alcuni casi, appoggiano seppur con riserbo la manovra. Nel frattempo, la Lega Nord monta una furiosa ma sopprattutto chiassosa opposizione.
Non è cosa nuova che il governo Monti abbia deciso di implementare forti restrizioni e tagli. Per l’Italia, all’orizzonte, si prospetta una nuova annata di pagamenti con l’aumento dei prezzi dei servizi. Va detto però che tali sacrifici si ripercuotono soprattutto sulle classi meno abbienti. Ma quale sarà la soluzione effettiva ai problemi dell’Italia e del resto del mondo? Vi sarà mai una discussione seria su un’eventuale uscita dal modello di capitalismo sfrenato quale il sistema attuale?
È la mancanza di equità che si denota fortemente nella nuova manovra del nostro governo. Nel frattempo, lascia perplessi l’appoggio condizionato, particolarmente del PdL a Mario Monti. Indubbiamente una scelta strategica, in vista delle prossime elezioni. Ma le gente cosa pensa? Sembra nascere un paradosso poichè moltissimi sono scontenti delle manovre, ma allo stesso tempo non vedono alternativa al governo tecnico.
Intanto, il precariato giovanile persiste ed i lavoratori di mezza età sono al rischio di perdere l’impiego e di non trovarne un altro. Chiudiamo con una riflessione sull’immigrazione dopo i fatti gravi di Torino e Firenze e su quella che potremmo definire una nuova e insulsa guerra tra poveri.




