Le manovre e gli aggiustamenti del governo tecnico di Mario Monti sembrano sortire i primi effetti calmando le apprenzioni dei mercati, ma stanno mettendo a dura prova una serie di categorie che, secondo i propri affiliati, verrebbero duramente colpite dalle liberalizzazioni del mercato. E non solo.
La situazione economica sembra essere soggetta ad un lieve miglioramento, con lo spread migliorato ed il valore dei titoli ottimisticamente bonificato. Il governo sembra aver centrato il risanamento ma vi sono forti opposizioni da parte di categorie di lavoratori, come i tassisti, secondo i quali la liberalizzazione delle licenze rappresenterebbe comunque un impatto negativo sulla categoria, così come perplessi sono i farmacisti ed i rivenditori di carburanti su normative che riguardano il proprio lavoro.
Il governo di Mario Monti incide di più sulle riforme dei governi precedenti, ma permane pur sempre l’impressione che, a conti fatti, i ceti più bassi ne escano ancora svantaggiati, soprattutto per quanta riguarda le pensioni.
Vi sono poi i due referendum bocciati e l’immunità mantenuta a Nicola Cosentino, che è un risaldare dell’asse Bossi-Berlusconi. Malgrado l’inevitabile spaccatura interna, la Lega Nord non ha mai digerito la rottura del centrodestra, poichè l’alleanza rappresentava per il partito la tenuta di un potere politico altimenti difficilmente raggiungibile. Infatti, la risorsa di Silvio Berlusconi è quella di usare il potere di interdizione e intervento sui mezzi a disposizione, come media ed imperi finanziari, al fine di mantenere il proprio status.
Alla luce di ciò, si potrebbe prevedere un ritorno sulle scene del Cavaliere. Chi pensava che la sua carriera politica fosse definitivamente tramontata con l’avvento di Mario Monti forse farebbe meglio a ricredersi. Permane un quadro politico incerto per il futuro: come intende muoversi il PD? Come si plasmerà il fronte di sinistra e centro-sinistra? Alla luce di ciò, la disaffezione della gente nei confronti del parlamento e dei partiti è sempre più grande, il che non è salutare per l’andamento politico del paese.





