Il Governo e l’ostacolo welfare

Welfare / Riforma del welfare[didascalia]Welfare / Riforma del welfare[/didascalia]
Welfare / Riforma del welfare

Migliora l’economia: i dati tecnici parlano chiaro, quindi la Cura Monti pare funzionare. Ma ci sono altri dettagli che paiano non girare per il verso giusto, in particolar modo l’appoggio parlamentare all’attuale esecutivo. La votazione rispetto alla responsabilità civile dei giudici nei processi, che da ora dovranno rispondere personalmente di eventuali errori, ha creato una tensione importante e palpabile, da parte di diversi giudici e associazioni di magistrati.

La Lega ed il PdL si sono uniti contro il Governo, esprimendosi favorevolmente rispetto al’emendamento in questione, ma sono un’atra sessantina di voti, provenienti da schieramenti diversi del centrosinistra, che lasciano perplessi. Cosa significa? Molte le ipotesi, ma poche le risposte. Sembra quasi una specie di vendetta trasversale postuma, per i fatti di Tangentopoli. In ogni caso è un segnale pericoloso, perché mette in pericolo la democrazia parlamentare.

Ma anche dallo stesso Governo arrivano segnali contraddittori: dalle dichiarazioni in favore del «salvatore della democrazia Silvio Berlusconi meritevole del Quirinale» da parte di Gianfranco Polillo, sottosegretario all’Economia, alle nuove idee, molto disinvolte, rispetto al mondo del lavoro, espresse dello stesso Mario Monti, alle volontà di mettere mano all’articolo 18.

Il Governo Monti ha risanato in parte i conti, ha evitato il default, ma sul piano della crescita e dell’occupazione mostra una debolezza evidente, in particolar modo nei confronti dei poteri forti, in contraddizione con il pensiero crescente che vorrebbe l’Europa più attenta al mondo sociale, puntando su un welfare concreto.

Un altro orgomento affrontato in questa puntata è la deriva della mancanza di credibilità del sistema partitico, infarcito di personaggi privi di moralità, corrotti, sempre pronti ad approfittare della loro posizione. Tutto questo genera una demagogia populista pericolosamente sterile, fine a sé stessa, che non propone nessuna alternativa vera ed applicabile nel concreto, col pericolo di un vero vuoto di democrazia in favore di un sistema autoritario.

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[sws_2_column title=”” rightmargin=””]Prima parte


[/sws_2_column][sws_2_columns_last title=””]Seconda parte


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Il gradimento per Monti sale, il potere d’acquisto no

Il gradimento per il governo di Mario Monti è stabile, e anzi sale leggermente, ma tutte le manovre finora varate sembrano pesare soprattutto sui ceti meno abbienti, e l’impopolarità delle nuove prospettive per il lavoro ed i lavoratori dipendenti sta creando tensioni e problemi. L’analisi della settimana abbraccia anche il quadro più ampio dell’Europa, ancora alle prese con grossi problemi economici globali.
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La speranza del miracolo Monti

L’Italia, e ora anche l’Europa, guardano con speranzoso ottimismo al nuovo esecutivo tecnico guidato da Mario Monti. Un esecutivo che ha saputo raccogliere l’ormai defunto consenso dei partner internazionali, degli industriali italiani e della Chiesa. Ma si sta davvero compiendo un miracolo o è soltanto il preludio ad una fase ancora più ardua da superare?
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Il nuovo governo di Mario Monti

Si è ufficialmente insediato il nuovo esecutivo tecnico capitanato da Mario Monti, dopo le dimissioni di Silvio Berlusconi. Il lavoro per l’economista si prospetta intenso e delicato, così come si prospettano pesanti e difficili da digerire i sacrifici che comporteranno l’auspicata uscita dalla crisi.

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La settimana della svolta

L’Italia si trova ad un importante e delicatissimo punto di svolta. La settimana che si profila è incandescente e può determinare la salvezza o il crollo del Paese, soprattutto da un punto di vista economico. Quale sarà il prossimo esecutivo? chi e come rappresenterà l’Italia?
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1900 miliardi di debiti e nessuna soluzione

La crisi economica, prima negata e poi palesatasi con prepotenza, sta ora mettendo a dura prova non solo il governo italiano, il premier e tutta la classe politica, ma anche le industrie, le banche, i mercati, i cittadini e l’Europa, che ancora non è convinta delle misure promesse e parzialmente messe in campo per risolvere la situazione.
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