L’annosa questione dell’articolo 18

In questa puntata si discuterà della riforma al mondo del lavoro, con l’annunciata modifica da parte del governo dell’articolo 18, che sarà ottimizzato per ampliare le possibilità di licenziamento per le aziende.

Secondo tale modifica, il reintegro verrà quindi escluso ed il solo obbligo di pagare un indennizzo aprirà, in tal senso, un terreno vasto sul quale agire per i proprietari delle aziende.

Siamo sicuri che il solo problema economico sarà utilizzato per i licenziamenti? Non si introduce forse la possibilità di poter fare passare quali provvedimenti di sola natura economica, altre motivazioni per l’allontanamento? Si apre quindi un nuovo conflitto sociale, con un potenziale scontro di proporzioni notevoli.

Alla luce di tutto ciò, il governo Monti si è accollato la decisione di chiarire i rapporti sociali, pur con il pugno di ferro. Ma, d’altro canto, far cadere questo governo potrebbe significare un ritorno al caos e l’incertezza. È quindi una situazione molto complicata e di disagio sociale.

La seconda parte della puntata è dedicata al mondo dell’informazione ed alla percezione di quest’ultimo nei riguardi delle vicende attuali, tra le quali quella della TAV. Il movimento No TAV rimane in piedi malgrado il fatto che anche qui i mass-media tendono a dipingerli come un’orda selvaggia ed incontrollata.

Sembra vi sia una tendenza a demonizzare movimenti di opposizione, nonché voler subito dar alito a facili ed improvvise congetture. Il cosidetto pescare nel torbido. Quand’è che, nel nostro paese, riusciremo a poterci affidare ad un’informazione chiara, intelligente e non faziosa?

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Il mercato del lavoro Monti style

In questa puntata l’argomento principe è il mercato del lavoro. Secondo il governo, l’obiettivo rimane di trovare un accordo con le parti sociali entro il 23 Marzo.

Il negoziato in realtà va avanti da molto, dall’esecutivo Berlusconi, ma Mario Monti vuole portare il tutto ad un accordo finale, magari usando anche la mano pesante.
Si vorrebbe normalizzare il mercato del lavoro, sotto richiesta dell’Europa, attraverso un’approccio restrittivo e riducendo le possibilità di mobilità e di reingresso al proprio posto a seguito di licenziamenti dubbi.

Sorgono dei dubbi riguardo ai lavoratori cosidetti “anziani”, la cui pensione si è allontanata dopo l’ultimo decreto ed il reintegro all’occupazione è quantomeno molto difficile, anche per la solita discriminante d’età presente nel mercato dell’occupazione. Il rapporto di lavoro viene quindi snaturato ed inserito nelle variabili dell’azienda, così come potrebbero essere le merci.

Purtroppo tali provvedimenti non vengono sottoposti al giudizio dei lavoratori, anzi, sembra che vi sia un vero e proprio attacco al modello sociale di welfare europeo.
Il problerma è che non si offre un ulteriore incremento dell’occupazione come alternativa, bensì la protezione dei cittadini viene ridotta. Mentre l’America prova a pensare ad un sistema di previdenza sociale proprio sul modello del Vecchio Continente, l’Europa stessa sembra volerlo rottamare.

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Il Governo e l’ostacolo welfare

Welfare / Riforma del welfare[didascalia]Welfare / Riforma del welfare[/didascalia]
Welfare / Riforma del welfare

Migliora l’economia: i dati tecnici parlano chiaro, quindi la Cura Monti pare funzionare. Ma ci sono altri dettagli che paiano non girare per il verso giusto, in particolar modo l’appoggio parlamentare all’attuale esecutivo. La votazione rispetto alla responsabilità civile dei giudici nei processi, che da ora dovranno rispondere personalmente di eventuali errori, ha creato una tensione importante e palpabile, da parte di diversi giudici e associazioni di magistrati.

La Lega ed il PdL si sono uniti contro il Governo, esprimendosi favorevolmente rispetto al’emendamento in questione, ma sono un’atra sessantina di voti, provenienti da schieramenti diversi del centrosinistra, che lasciano perplessi. Cosa significa? Molte le ipotesi, ma poche le risposte. Sembra quasi una specie di vendetta trasversale postuma, per i fatti di Tangentopoli. In ogni caso è un segnale pericoloso, perché mette in pericolo la democrazia parlamentare.

Ma anche dallo stesso Governo arrivano segnali contraddittori: dalle dichiarazioni in favore del «salvatore della democrazia Silvio Berlusconi meritevole del Quirinale» da parte di Gianfranco Polillo, sottosegretario all’Economia, alle nuove idee, molto disinvolte, rispetto al mondo del lavoro, espresse dello stesso Mario Monti, alle volontà di mettere mano all’articolo 18.

Il Governo Monti ha risanato in parte i conti, ha evitato il default, ma sul piano della crescita e dell’occupazione mostra una debolezza evidente, in particolar modo nei confronti dei poteri forti, in contraddizione con il pensiero crescente che vorrebbe l’Europa più attenta al mondo sociale, puntando su un welfare concreto.

Un altro orgomento affrontato in questa puntata è la deriva della mancanza di credibilità del sistema partitico, infarcito di personaggi privi di moralità, corrotti, sempre pronti ad approfittare della loro posizione. Tutto questo genera una demagogia populista pericolosamente sterile, fine a sé stessa, che non propone nessuna alternativa vera ed applicabile nel concreto, col pericolo di un vero vuoto di democrazia in favore di un sistema autoritario.

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La manovra economica, i rifiuti di Napoli, il lavoro, la TAV: ecco gli argomenti della settimana

Questa settimana Sergio Pasetto affronta diversi temi di attualità: la manovra economica varata dal Governo, la nuova emergenza rifiuti a Napoli ed in Campania, la situazione contrattuale italiana ed infine la delicata questione legata agli ultimi accadimenti a Chiomonte, in occasione dell’apertura dei cantieri per la costruzione della Linea ad Alta Velocità.

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Tra le righe 26 Novembre

Continua il discorso di Sergio Pasetto sulle dinamiche politiche del nostro paese. L’analisi della protesta degli studenti universitari e dei ricercatori. Salire sui tetti per farsi ascoltare.

Ascolta la prima parte

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Tra le Righe – 23 Luglio – FIAT e manovra economica

Nella puntata di oggi Sergio Pasetto approfondisce due temi di stretta attualità economica italiana. La crisi tra il sistema Italia e la Fiat dopo l’annuncio della casa d’auto di trasferire la produzione della L0 in Serbia, e la manovra economica ed i suoi risvolti sociali. Continue reading “Tra le Righe – 23 Luglio – FIAT e manovra economica”