Ai nostri microfoni il Pastore Alberto Romussi, segretario della Conferenza delle Chiese evangeliche di Cuneo. Pretesto dell’intervista, un recente comunicato da parte delle minoranze religiose cuneesi contro la sentenza del Consiglio di Stato in merito al credito scolastico da assegnarsi agli studenti che frequentano il corso di religione cattolica.
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“A parità di merito - dice Romussi -gli studenti che frequentano religione cattolica a scuola, vengono privilegiati ottenendo un punto in più, con la conseguenza che gli studenti cattolici-romani avranno la possibilità di accedere più facilmente a borse di studio e posti universitari, qualora essi siano basati sul punteggio di maturità, oltre al superamento degli scrutini finali dell’anno. Una gravissima forma di discriminazione“.
Rispetto alla sentenza, aggiunge Romussi “la questione è gravissima perchè è la prima volta che un tribunale avvalla una decisione discriminatoria di questo tipo“.
Dui seguito la dichiarazione delle minoranze religiose cuneesi.
“Indignati e feriti”
Siamo assolutamente indignati e ci sentiamo profondamente feriti dalla inaccettabile sentenza del Consiglio di Stato di ieri, che introduce una così palese discriminazione nel nostro Paese tra le persone soltanto in base alla loro confessione o orientamento religioso. A seguito di tale sentenza, d´ora in avanti tutti gli scolari e studenti frequentanti una qualsiasi scuola pubblica in Italia, finanziata con i soldi di tutti i contribuenti, indistintamente dal loro credo religioso, per il solo fatto di essere di orientamento religioso (o di provenire da famiglie di orientamento religioso) ebreo, protestante, ortodosso, cattolico-dissidente, mussulmano, buddista, ateo o di altro convincimento filosofico-religioso, e di non prendere parte dunque all´insegnalento della religione cattolico-romana nelle scuole pubbliche, riceveranno un punteggio di scrutinio finale inferiore rispetto agli scolari e studenti di orientamento religioso cattolico-romano, con gravi conseguenze discriminatrici sul rendimento scolastico e superamento o meno degli esami e degli scrutini annuali, ammissione all´esame di maturità, ottenimento di borse di studio e sostegni economici e accesso a posti di studio universitari assegnati in base al profitto scolastico.
Siamo costernati che tutto ció sia possibile in un Paese fondato su di una Costituzione democratica che afferma la pari dignità davanti alla legge e l´ugualianza di tutti i cittadini “senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Ci attendiamo che le coscienze e le istituzioni democratiche del Paese esprimano la loro ferma condanna nei confronti di questo atto giurisdizionale di discriminazione seicentesca, prima ancora che esso venga cancellato dalla Corte Costituzionale italiana o dalla Corte Europea dei Diritti dell´Uomo.




Un commento
Sono cattolica da quando sono nata,in crisi e in percorso di fede con la chiesa Valdese di Torre Pellice,ma comunque anche prima avrei detto :VERGOGNOSO!!