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	<title>Voce delle chiese &#187; culto settimanale</title>
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	<description>Solo un altro blog targato RBE - Radio Beckwith Evangelica</description>
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		<title>Culto su Geremia 9, versetti 23 e 24</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 09:15:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Culto]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Gabrielli]]></category>
		<category><![CDATA[culto settimanale]]></category>
		<category><![CDATA[Geremia 9]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il culto di oggi è curato dal pastore Bruno Gabrielli, della comunità di Villar Pellice, ed è incentrato sui versetti 23 e 24 del libro di Geremia, al capitolo 9.</p>
<p><em><strong>Ascolta il culto</strong></em><br />
 <a href="http://rbe.it/vocedellechiese/files/2012/02/5-Culto-Bruno-Gabrielli-05-02-2012.mp3" target="_blank" class="download-button">Scarica</a></p>
<p><strong>Leggi il testo</strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il culto di oggi è curato dal pastore Bruno Gabrielli, della comunità di Villar Pellice, ed è incentrato sui versetti 23 e 24 del libro di Geremia, al capitolo 9.</p>
<p><em><strong>Ascolta il culto</strong></em><br />
 <a href="http://rbe.it/vocedellechiese/files/2012/02/5-Culto-Bruno-Gabrielli-05-02-2012.mp3" target="_blank" class="download-button">Scarica</a></p>
<p><strong>Leggi il testo della predicazione</strong></p>
<p>23 Così parla il SIGNORE:<br />
«Il saggio non si glori della sua saggezza,<br />
il forte non si glori della sua forza,<br />
il ricco non si glori della sua ricchezza:<br />
24 ma chi si gloria si glori di questo:<br />
che ha intelligenza e conosce me,<br />
che sono il SIGNORE.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Culto su 2 Re 5, versetti da 1 a 19</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 13:32:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Culto]]></category>
		<category><![CDATA[2 Re]]></category>
		<category><![CDATA[culto settimanale]]></category>
		<category><![CDATA[Marcello Salvaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il culto di oggi è curato dal pastore Marcello Salvaggio, della comunità di Torre Pellice.</p>
<p><strong>Ascolta il culto</strong><br />
 <a href="http://rbe.it/vocedellechiese/files/2012/01/4-Culto-Marcello-Salvaggio-29-01-2012.mp3" class="download-button">Scarica</a></p>
<p><strong>2 Re, capitolo 5, versetti da 1 a 19</strong><br />
1 Naaman, capo dell&#8217;esercito del re di Siria, era un&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il culto di oggi è curato dal pastore Marcello Salvaggio, della comunità di Torre Pellice.</p>
<p><strong>Ascolta il culto</strong><br />
 <a href="http://rbe.it/vocedellechiese/files/2012/01/4-Culto-Marcello-Salvaggio-29-01-2012.mp3" class="download-button">Scarica</a></p>
<p><strong>2 Re, capitolo 5, versetti da 1 a 19</strong><br />
1 Naaman, capo dell&#8217;esercito del re di Siria, era un uomo tenuto in grande stima e onore presso il suo signore, perché per mezzo di lui il SIGNORE aveva reso vittoriosa la Siria; ma quest&#8217;uomo, forte e coraggioso, era lebbroso. 2 Alcune bande di Siri, in una delle loro incursioni, avevano portato prigioniera dal paese d&#8217;Israele una ragazza che era passata al servizio della moglie di Naaman. 3 La ragazza disse alla sua padrona: «Oh, se il mio signore potesse presentarsi al profeta che sta a Samaria! Egli lo libererebbe dalla sua lebbra!» 4 Naaman andò dal suo signore, e gli riferì la cosa, dicendo: «Quella ragazza del paese d&#8217;Israele ha detto così e così». 5 Il re di Siria gli disse: «Ebbene, va&#8217;; io manderò una lettera al re d&#8217;Israele». Egli dunque partì, prese con sé dieci talenti d&#8217;argento, seimila sicli d&#8217;oro, e dieci cambi di vestiario; 6 e portò al re d&#8217;Israele la lettera, che diceva: «Quando questa lettera ti sarà giunta, saprai che ti mando Naaman, mio servitore, perché tu lo guarisca dalla sua lebbra». 7 Appena il re d&#8217;Israele lesse la lettera, si stracciò le vesti, e disse: «Io sono forse Dio, con il potere di far morire e vivere, ché costui mi chieda di guarire un uomo dalla lebbra? È cosa certa ed evidente che egli cerca pretesti contro di me».</p>
<p>8 Quando Eliseo, l&#8217;uomo di Dio, udì che il re si era stracciato le vesti, gli mandò a dire: «Perché ti sei stracciato le vesti? Quell&#8217;uomo venga pure da me, e vedrà che c&#8217;è un profeta in Israele». 9 Naaman dunque venne con i suoi cavalli e i suoi carri, e si fermò alla porta della casa di Eliseo. 10 Ed Eliseo gli inviò un messaggero a dirgli: «Va&#8217;, làvati sette volte nel Giordano; la tua carne tornerà sana, e tu sarai puro». 11 Ma Naaman si adirò e se ne andò, dicendo: «Ecco, io pensavo: egli uscirà senza dubbio incontro a me, si fermerà là, invocherà il nome del SIGNORE, del suo Dio, agiterà la mano sulla parte malata, e guarirà il lebbroso. 12 I fiumi di Damasco, l&#8217;Abana e il Parpar, non sono forse migliori di tutte le acque d&#8217;Israele? Non potrei lavarmi in quelli ed essere guarito?» E, voltatosi, se n&#8217;andava infuriato. 13 Ma i suoi servitori si avvicinarono a lui e gli dissero: «Padre mio, se il profeta ti avesse ordinato una cosa difficile, tu non l&#8217;avresti fatta? Quanto più ora che egli ti ha detto: &#8220;Làvati, e sarai guarito&#8221;?» 14 Allora egli scese e si tuffò sette volte nel Giordano, secondo la parola dell&#8217;uomo di Dio; e la sua carne tornò come la carne di un bambino; egli era guarito.</p>
<p>15 Poi tornò con tutto il suo sèguito dall&#8217;uomo di Dio, andò a presentarsi davanti a lui, e disse: «Ecco, io riconosco adesso che non c&#8217;è nessun Dio in tutta la terra, fuorché in Israele. E ora, ti prego, accetta un regalo dal tuo servo». 16 Ma Eliseo rispose: «Com&#8217;è vero che vive il SIGNORE di cui sono servo, io non accetterò nulla». Naaman insisteva perché accettasse, ma egli rifiutò. 17 Allora Naaman disse: «Poiché non vuoi, permetti almeno che io, tuo servo, mi faccia dare tanta terra quanta ne porteranno due muli; poiché il tuo servo non offrirà più olocausti e sacrifici ad altri dèi, ma solo al SIGNORE. 18 Tuttavia il SIGNORE voglia perdonare una cosa al tuo servo: quando il re, mio signore, entra nella casa di Rimmon per adorare, e si appoggia al mio braccio, anch&#8217;io mi prostro nel tempio di Rimmon. Voglia il SIGNORE perdonare a me, tuo servo, quando io mi prostrerò così nel tempio di Rimmon!» 19 Egli se ne andò e fece un buon tratto di strada.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Culto su I Corinzi 1, 26 a 36</title>
		<link>http://rbe.it/vocedellechiese/2012/01/culto-su-i-corinzi-1-26-a-36/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 15:46:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Culto]]></category>
		<category><![CDATA[culto settimanale]]></category>
		<category><![CDATA[Dario Tron]]></category>
		<category><![CDATA[I Corinzi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il culto di oggi è curato dal Diacono Dario Tron, della comunità di Luserna San Giovanni.</p>
<p><em><strong>Ascolta o scarica il culto</strong></em><br />
 <a class="download-button" href="http://rbe.it/vocedellechiese/files/2012/01/1-CultoDarioTron-08_01_2012.mp3">Scarica</a></p>
<p><em><strong>Il testo del culto<br />
</strong></em>26 Infatti, fratelli, guardate la vostra vocazione; non ci sono tra&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il culto di oggi è curato dal Diacono Dario Tron, della comunità di Luserna San Giovanni.</p>
<p><em><strong>Ascolta o scarica il culto</strong></em><br />
 <a class="download-button" href="http://rbe.it/vocedellechiese/files/2012/01/1-CultoDarioTron-08_01_2012.mp3">Scarica</a></p>
<p><em><strong>Il testo del culto<br />
</strong></em>26 Infatti, fratelli, guardate la vostra vocazione; non ci sono tra di voi molti sapienti secondo la carne, né molti potenti, né molti nobili; 27 ma Dio ha scelto le cose pazze del mondo per svergognare i sapienti; Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti; 28 Dio ha scelto le cose ignobili del mondo e le cose disprezzate, anzi le cose che non sono, per ridurre al niente le cose che sono, 29 perché nessuno si vanti di fronte a Dio. 30 Ed è grazie a lui che voi siete in Cristo Gesù, che da Dio è stato fatto per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione; 31 affinché, com&#8217;è scritto:<br />
«Chi si vanta, si vanti nel Signore».</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Culto su Isaia 9</title>
		<link>http://rbe.it/vocedellechiese/2011/12/culto-su-isaia-9/</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 10:45:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Culto]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[18 dicembre]]></category>
		<category><![CDATA[culto settimanale]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Genre]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il culto di oggi, l&#8217;ultimo prima del culto di Natale, è curato dal pastore Gianni Genre, della comunità valdese di Pinerolo.</p>
<p><strong>Ascolta il culto</strong></p>
<p>&#160;</p>
<p><strong>Isaia 9</strong></p>
<p>1 Il popolo che camminava nelle tenebre,<br />
vede una gran luce;<br />&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il culto di oggi, l&#8217;ultimo prima del culto di Natale, è curato dal pastore Gianni Genre, della comunità valdese di Pinerolo.</p>
<p><strong>Ascolta il culto</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Isaia 9</strong></p>
<p>1 Il popolo che camminava nelle tenebre,<br />
vede una gran luce;<br />
su quelli che abitavano il paese dell&#8217;ombra della morte,<br />
la luce risplende.<br />
2 Tu moltiplichi il popolo,<br />
tu gli largisci una gran gioia;<br />
esso si rallegra in tua presenza come uno si rallegra<br />
al tempo della mietitura,<br />
come uno esulta quando spartisce il bottino.<br />
3 Infatti il giogo che gravava su di lui,<br />
il bastone che gli percoteva il dorso,<br />
la verga di chi l&#8217;opprimeva<br />
tu li spezzi, come nel giorno di Madian.<br />
4 Difatti ogni calzatura portata dal guerriero nella mischia,<br />
ogni mantello sporco di sangue,<br />
saranno dati alle fiamme,<br />
saranno divorati dal fuoco.<br />
5 Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato,<br />
e il dominio riposerà sulle sue spalle;<br />
sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente,<br />
Padre eterno, Principe della pace,<br />
6 per dare incremento all&#8217;impero<br />
e una pace senza fine al trono di Davide e al suo regno,<br />
per stabilirlo fermamente e sostenerlo<br />
mediante il diritto e la giustizia,<br />
da ora e per sempre:<br />
questo farà lo zelo del SIGNORE degli eserciti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Culto su Filippesi 2, da 1 a 11</title>
		<link>http://rbe.it/vocedellechiese/2011/12/culto-su-filippesi-2-da-1-a-11/</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 09:38:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Culto]]></category>
		<category><![CDATA[11 dicembre]]></category>
		<category><![CDATA[culto settimanale]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Genre]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il culto di oggi è curato dal pastore della comunità di Pinerolo, Gianni Genre. Il testo della predicazione sono i primi undici versetti del secondo capitolo della Lettera di Paolo ai Filippesi. Buon ascolto.</p>
<p><em><strong>Ascolta il culto</strong></em></p>
<p>&#160;</p>
<p><strong>Filippesi 2</strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il culto di oggi è curato dal pastore della comunità di Pinerolo, Gianni Genre. Il testo della predicazione sono i primi undici versetti del secondo capitolo della Lettera di Paolo ai Filippesi. Buon ascolto.</p>
<p><em><strong>Ascolta il culto</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Filippesi 2</strong></p>
<p>1 Se dunque v&#8217;è qualche incoraggiamento in Cristo, se vi è qualche conforto d&#8217;amore, se vi è qualche comunione di Spirito, se vi è qualche tenerezza di affetto e qualche compassione, 2 rendete perfetta la mia gioia, avendo un medesimo pensare, un medesimo amore, essendo di un animo solo e di un unico sentimento. 3 Non fate nulla per spirito di parte o per vanagloria, ma ciascuno, con umiltà, stimi gli altri superiori a se stesso, 4 cercando ciascuno non il proprio interesse, ma anche quello degli altri. 5 Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù, 6 il quale, pur essendo in forma di Dio, non considerò l&#8217;essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, 7 ma spogliò se stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini; 8 trovato esteriormente come un uomo, umiliò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce. 9 Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome, 10 affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto terra, 11 e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Culto su Atti 28, da 11 a 31</title>
		<link>http://rbe.it/vocedellechiese/2011/11/culto-su-atti-28/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 08:02:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Culto]]></category>
		<category><![CDATA[Atti 28]]></category>
		<category><![CDATA[culto settimanale]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Ollearo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Si conclude il viaggio dell&#8217;apostolo Paolo attraverso le predicazioni del pastore Davide Ollearo, della comunità di Pramollo. Oggi si conclude il capitolo 28 di Atti.</p>
<p><strong>Ascolta il culto</strong></p>
<p><strong>Atti 28</strong><br />
11 Tre mesi dopo, ci imbarcammo su una nave alessandrina,&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si conclude il viaggio dell&#8217;apostolo Paolo attraverso le predicazioni del pastore Davide Ollearo, della comunità di Pramollo. Oggi si conclude il capitolo 28 di Atti.</p>
<p><strong>Ascolta il culto</strong></p>
<p><strong>Atti 28</strong><br />
11 Tre mesi dopo, ci imbarcammo su una nave alessandrina, recante l&#8217;insegna di Castore e Polluce, la quale aveva svernato nell&#8217;isola. 12 Approdati a Siracusa, vi restammo tre giorni. 13 Di là, costeggiando, arrivammo a Reggio. Il giorno seguente si levò un vento di scirocco, e in due giorni giungemmo a Pozzuoli. 14 Qui trovammo dei fratelli, e fummo pregati di rimanere presso di loro sette giorni. E dunque giungemmo a Roma. 15 Or i fratelli, avute nostre notizie, di là ci vennero incontro sino al Foro Appio e alle Tre Taverne; e Paolo, quando li vide, ringraziò Dio e si fece coraggio.<br />
16 E quando entrammo a Roma, a Paolo fu concesso di abitare per suo conto con un soldato di guardia.<br />
17 Tre giorni dopo, Paolo convocò i notabili fra i Giudei; e, quando furono riuniti, disse loro: «Fratelli, senza aver fatto nulla contro il popolo né contro i riti dei padri, fui arrestato a Gerusalemme, e di là consegnato in mano dei Romani. 18 Dopo avermi interrogato, essi volevano rilasciarmi perché non c&#8217;era in me nessuna colpa meritevole di morte. 19 Ma i Giudei si opponevano, e fui costretto ad appellarmi a Cesare, senza però aver nessuna accusa da portare contro la mia nazione. 20 Per questo motivo dunque vi ho chiamati per vedervi e parlarvi; perché è a motivo della speranza d&#8217;Israele che sono stretto da questa catena».<br />
21 Ma essi gli dissero: «Noi non abbiamo ricevuto lettere dalla Giudea sul tuo conto, né è venuto qui alcuno dei fratelli a riferire o a dir male di te. 22 Ma desideriamo sentire da te quel che tu pensi; perché, quanto a questa setta, ci è noto che dappertutto essa incontra opposizione».<br />
23 E, avendogli fissato un giorno, vennero a lui nel suo alloggio in gran numero; ed egli dalla mattina alla sera annunciava loro il regno di Dio rendendo testimonianza e cercando di persuaderli per mezzo della legge di Mosè e per mezzo dei profeti, riguardo a Gesù. 24 Alcuni furono persuasi da ciò che egli diceva; altri invece non credettero. 25 Essendo in discordia tra di loro, se ne andarono, mentre Paolo pronunciava quest&#8217;unica sentenza: «Ben parlò lo Spirito Santo quando per mezzo del profeta Isaia disse ai vostri padri:<br />
26 &#8220;Va&#8217; da questo popolo e di&#8217;:<br />
&#8216;Voi udrete con i vostri orecchi e non comprenderete;<br />
guarderete con i vostri occhi, e non vedrete;<br />
27 perché il cuore di questo popolo si è fatto insensibile,<br />
sono divenuti duri d&#8217;orecchi, e hanno chiuso gli occhi,<br />
affinché non vedano con gli occhi e non odano con gli orecchi,<br />
non comprendano con il cuore,<br />
non si convertano, e io non li guarisca&#8217;&#8221;.<br />
28 Sappiate dunque che questa salvezza di Dio è rivolta alle nazioni; ed esse presteranno ascolto».<br />
29 [Quand'ebbe detto questo, i Giudei se ne andarono discutendo vivamente fra di loro.]<br />
30 E Paolo rimase due anni interi in una casa da lui presa in affitto, e riceveva tutti quelli che venivano a trovarlo, 31 proclamando il regno di Dio e insegnando le cose relative al Signore Gesù Cristo, con tutta franchezza e senza impedimento.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Culto su Atti 28, da 1 a 10</title>
		<link>http://rbe.it/vocedellechiese/2011/11/culto-su-atti-28-da-1-a-10/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 11:03:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Culto]]></category>
		<category><![CDATA[Atti 28]]></category>
		<category><![CDATA[culto settimanale]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Ollearo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Prosegue il viaggio del pastore Davide Ollearo insieme all&#8217;apostolo Paolo. Questa settimana il testo della predicazione è Atti 28, i versetti da 1 a 10.<br />
<em><br />
<strong>Ascolta il culto<br />
</strong></em></p>
<p><strong>Atti 28<br />
</strong>1 Dopo essere scampati, riconoscemmo&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue il viaggio del pastore Davide Ollearo insieme all&#8217;apostolo Paolo. Questa settimana il testo della predicazione è Atti 28, i versetti da 1 a 10.<br />
<em><br />
<strong>Ascolta il culto<br />
</strong></em></p>
<p><strong>Atti 28<br />
</strong>1 Dopo essere scampati, riconoscemmo che l&#8217;isola si chiamava Malta.<br />
2 Gli indigeni usarono verso di noi bontà non comune; infatti, ci accolsero tutti intorno a un gran fuoco acceso a motivo della pioggia che cadeva e del freddo. 3 Mentre Paolo raccoglieva un fascio di rami secchi e li poneva sul fuoco, ne uscì fuori una vipera, risvegliata dal calore, e gli si attaccò alla mano. 4 Quando gli indigeni videro la bestia che gli pendeva dalla mano, dissero tra di loro: «Certamente, quest&#8217;uomo è un omicida perché, pur essendo scampato dal mare, la Giustizia non lo lascia vivere». 5 Ma Paolo, scossa la bestia nel fuoco, non ne patì alcun male. 6 Or essi si aspettavano di vederlo gonfiare o cadere morto sul colpo; ma dopo aver lungamente aspettato, vedendo che non gli avveniva nessun male, cambiarono parere, e cominciarono a dire che egli era un dio.<br />
Mt 8:14-16; 10:8-13<br />
7 Nei dintorni di quel luogo vi erano dei poderi dell&#8217;uomo principale dell&#8217;isola, chiamato Publio, il quale ci accolse amichevolmente e ci ospitò per tre giorni. 8 Il padre di Publio era a letto colpito da febbre e da dissenteria. Paolo andò a trovarlo; e, dopo aver pregato, gli impose le mani e lo guarì. 9 Avvenuto questo, anche gli altri che avevano delle infermità nell&#8217;isola vennero, e furono guariti; 10 questi ci fecero grandi onori; e, quando salpammo, ci rifornirono di tutto il necessario.</p>
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		<title>Culto su Atti 27, da 27 a 44</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 10:57:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Culto]]></category>
		<category><![CDATA[Atti 27]]></category>
		<category><![CDATA[culto settimanale]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Ollearo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il culto di oggi è curato dal pastore Davide Ollearo, della comunità di Pramollo. Il testo della predicazione è quello di Atti 27, versetti da 27 a 44.<br />
<strong>Ascolta il culto</strong></p>
<p>Atti 27<br />
27 E la quattordicesima notte&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il culto di oggi è curato dal pastore Davide Ollearo, della comunità di Pramollo. Il testo della predicazione è quello di Atti 27, versetti da 27 a 44.<br />
<strong>Ascolta il culto</strong></p>
<p>Atti 27<br />
27 E la quattordicesima notte da che eravamo portati qua e là per l&#8217;Adriatico, verso la mezzanotte, i marinai sospettavano di essere vicini a terra; 28 e, calato lo scandaglio, trovarono venti braccia; poi, passati un po&#8217; oltre e scandagliato di nuovo, trovarono quindici braccia. 29 Temendo allora di urtare contro gli scogli, gettarono da poppa quattro ancore, aspettando con ansia che si facesse giorno.<br />
30 Ma siccome i marinai cercavano di fuggire dalla nave, e già stavano calando la scialuppa in mare con il pretesto di voler gettare le ancore da prua, 31 Paolo disse al centurione e ai soldati: «Se costoro non rimangono sulla nave, voi non potete scampare». 32 Allora i soldati tagliarono le funi della scialuppa, e la lasciarono cadere.<br />
33 Finché non si fece giorno, Paolo esortava tutti a prendere cibo, dicendo: «Oggi sono quattordici giorni che state aspettando, sempre digiuni, senza prendere nulla. 34 Perciò, vi esorto a prendere cibo, perché questo contribuirà alla vostra salvezza; e neppure un capello del vostro capo perirà». 35 Detto questo, prese del pane e rese grazie a Dio in presenza di tutti; poi lo spezzò e cominciò a mangiare. 36 E tutti, incoraggiati, presero anch&#8217;essi del cibo. 37 Sulla nave eravamo duecentosettantasei persone in tutto. 38 E, dopo essersi saziati, alleggerirono la nave, gettando il frumento in mare. 39 Quando fu giorno, non riuscivamo a riconoscere il paese; ma scorsero un&#8217;insenatura con spiaggia, e decisero, se possibile, di spingervi la nave. 40 Staccate le ancore, le lasciarono andare in mare; sciolsero al tempo stesso i legami dei timoni e, alzata la vela maestra al vento, si diressero verso la spiaggia. 41 Ma essendo incappati in un luogo che aveva il mare dai due lati, vi fecero arenare la nave; e mentre la prua, incagliata, rimaneva immobile, la poppa si sfasciava per la violenza delle onde.<br />
42 Il parere dei soldati era di uccidere i prigionieri, perché nessuno fuggisse a nuoto. 43 Ma il centurione, volendo salvar Paolo, li distolse da quel proposito, e ordinò che per primi si gettassero in mare quelli che sapevano nuotare, per giungere a terra, 44 e gli altri, chi sopra tavole, e chi su rottami della nave. E così avvenne che tutti giunsero salvi a terra.</p>
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		<title>Culto su Atti 27, da 1 a 26</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 10:57:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Culto]]></category>
		<category><![CDATA[Atti 27]]></category>
		<category><![CDATA[culto settimanale]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Ollearo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il culto di oggi è curato dal pastore Davide Ollearo, della comunità di Pramollo.</p>
<p><em><strong>Ascolta il culto<br />
</strong></em> <a href="http://rbe.it/vocedellechiese/files/2011/11/Culto-Davide-Ollearo-30-ottobre-2011.mp3" class="download-button">Scarica</a></p>
<p><strong>Atti 27<br />
</strong>1 Quando fu deciso che noi salpassimo per l&#8217;Italia, Paolo con altri prigionieri furono consegnati&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il culto di oggi è curato dal pastore Davide Ollearo, della comunità di Pramollo.</p>
<p><em><strong>Ascolta il culto<br />
</em></strong> <a href="http://rbe.it/vocedellechiese/files/2011/11/Culto-Davide-Ollearo-30-ottobre-2011.mp3" class="download-button">Scarica</a></p>
<p><strong>Atti 27<br />
</strong>1 Quando fu deciso che noi salpassimo per l&#8217;Italia, Paolo con altri prigionieri furono consegnati a un centurione, di nome Giulio, della coorte Augusta. 2 Saliti sopra una nave di Adramitto, che doveva toccare i porti della costa d&#8217;Asia, salpammo, avendo con noi Aristarco, un macedone di Tessalonica.<br />
3 Il giorno seguente arrivammo a Sidone; e Giulio, usando benevolenza verso Paolo, gli permise di andare dai suoi amici per ricevere le loro cure. 4 Poi, partiti di là, navigammo al riparo di Cipro, perché i venti erano contrari. 5 E, attraversato il mare di Cilicia e di Panfilia, arrivammo a Mira di Licia. 6 Il centurione, trovata qui una nave alessandrina che faceva vela per l&#8217;Italia, ci fece salire su quella.<br />
7 Navigando per molti giorni lentamente, giungemmo a fatica, per l&#8217;impedimento del vento, di fronte a Cnido. Poi veleggiammo sotto Creta, al largo di Salmone; 8 e, costeggiandola con difficoltà, giungemmo a un luogo detto Beiporti, vicino al quale era la città di Lasea.<br />
9 Intanto era trascorso molto tempo, e la navigazione si era fatta pericolosa, poiché anche il giorno del digiuno era passato. Paolo allora li ammonì dicendo: 10 «Uomini, vedo che la navigazione si farà pericolosa con grave danno, non solo del carico e della nave, ma anche delle nostre persone». 11 Il centurione però aveva più fiducia nel pilota e nel padrone della nave che non nelle parole di Paolo. 12 E, siccome quel porto non era adatto a svernare, la maggioranza fu del parere di partire di là per cercare di arrivare a Fenice, un porto di Creta esposto a sud-ovest e a nord-ovest, e di passarvi l&#8217;inverno.<br />
13 Intanto si era alzato un leggero scirocco e, credendo di poter attuare il loro proposito, levarono le ancore e si misero a costeggiare l&#8217;isola di Creta più da vicino.<br />
14 Ma poco dopo si scatenò giù dall&#8217;isola un vento impetuoso, chiamato Euroaquilone; 15 la nave fu trascinata via e, non potendo resistere al vento, la lasciammo andare ed eravamo portati alla deriva. 16 Passati rapidamente sotto un&#8217;isoletta chiamata Clauda, a stento potemmo impadronirci della scialuppa. 17 Dopo averla issata a bordo, utilizzavano dei mezzi di rinforzo, cingendo la nave di sotto; e, temendo di finire incagliati nelle Sirti, calarono l&#8217;àncora galleggiante, e si andava così alla deriva. 18 Siccome eravamo sbattuti violentemente dalla tempesta, il giorno dopo cominciarono a gettare il carico. 19 Il terzo giorno, con le loro proprie mani, buttarono in mare l&#8217;attrezzatura della nave. 20 Già da molti giorni non si vedevano né sole né stelle, e sopra di noi infuriava una forte tempesta, sicché ogni speranza di scampare era ormai persa.<br />
21 Dopo che furono rimasti per lungo tempo senza mangiare, Paolo si alzò in mezzo a loro, e disse: «Uomini, bisognava darmi ascolto e non partire da Creta, per evitare questo pericolo e questa perdita. 22 Ora però vi esorto a stare di buon animo, perché non vi sarà perdita della vita per nessuno di voi ma solo della nave. 23 Poiché un angelo del Dio al quale appartengo, e che io servo, mi è apparso questa notte, 24 dicendo: &#8220;Paolo, non temere; bisogna che tu compaia davanti a Cesare, ed ecco, Dio ti ha dato tutti quelli che navigano con te&#8221;. 25 Perciò, uomini, state di buon animo, perché ho fede in Dio che avverrà come mi è stato detto. 26 Dovremo però essere gettati sopra un&#8217;isola».</p>
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		<title>Culto su Matteo 7: 24-27</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Oct 2011 08:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Culto]]></category>
		<category><![CDATA[culto settimanale]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Gisola]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo 7]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il culto di oggi è curato dal Pastore Marco Gisola, della Comunità Valdese di Pinerolo.</p>
<p><strong>Ascolta</strong></p>
<p><em>Le due case<br />
</em><br />
24 «Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica sarà paragonato a un uomo avveduto che&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il culto di oggi è curato dal Pastore Marco Gisola, della Comunità Valdese di Pinerolo.</p>
<p><strong>Ascolta</strong></p>
<p><em>Le due case<br />
</em><br />
24 «Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica sarà paragonato a un uomo avveduto che ha costruito la sua casa sopra la roccia. 25 La pioggia è caduta, sono venuti i torrenti, i venti hanno soffiato e hanno investito quella casa; ma essa non è caduta, perché era fondata sulla roccia. 26 E chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica sarà paragonato a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. 27 La pioggia è caduta, sono venuti i torrenti, i venti hanno soffiato e hanno fatto impeto contro quella casa, ed essa è caduta e la sua rovina è stata grande».<br />
28 Quando Gesù ebbe finito questi discorsi, la folla si stupiva del suo insegnamento, 29 perché egli insegnava loro come uno che ha autorità e non come i loro scribi.</p>
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