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	<title>Voce delle chiese &#187; laicità</title>
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	<description>Solo un altro blog targato RBE - Radio Beckwith Evangelica</description>
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		<title>La laicità di Oscar Luigi Scalfaro</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 14:32:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[Oscar Luigi Scalfaro]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em>di Paolo Naso, Federazione delle chiese evangeliche in Italia</em></p>
<p>Tra le definizioni più appropriate di Oscar Luigi Scalfaro, all&#8217;indomani della sua morte, vi è quella di &#8220;democristiano laico&#8221;. Potrebbe apparire un ossimoro stravagante ma in realtà egli fu l&#8217;uno e&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Paolo Naso, Federazione delle chiese evangeliche in Italia</em></p>
<p>Tra le definizioni più appropriate di Oscar Luigi Scalfaro, all&#8217;indomani della sua morte, vi è quella di &#8220;democristiano laico&#8221;. Potrebbe apparire un ossimoro stravagante ma in realtà egli fu l&#8217;uno e l&#8217;altro, e proprio per questo si è imposto come uno dei personaggi più interessanti e controversi della cosiddetta Prima Repubblica. In ogni caso fu uno dei politici italiani più attento a costruire e coltivare un rapporto con il mondo protestante italiano: tema purtroppo rimasto in ombra nelle commemorazioni di queste ore.<span id="more-3929"></span></p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-3930" src="http://rbe.it/vocedellechiese/files/2012/01/8SCALFARO01gr.jpg" alt="" width="213" height="320" />Tra le frasi che Scalfaro amava scoprire con la sua prosa antica, vi era la convinzione che &#8220;lo Stato fosse la casa di tutti&#8221;: non un apparato, né un centro di potere, ma piuttosto una &#8220;casa aperta&#8221;, capace di accogliere diverse sensibilità e diverse tradizioni culturali e religiose. Egli fu tra i primi ad affermarlo con forza, pronto ad affrontare le perplessità, la sorpresa e lo scandalo che talvolta queste esternazioni suscitavano oltre il Tevere. Negli anni della sua presidenza, Scalfaro ha partecipato a Torre Pellice &#8211; la Ginevra d&#8217;Italia, secondo la definizione di De Amicis &#8211; ad un culto in occasione del XVII Febbraio: data che come nessun&#8217;altra esprime il valore della libertà religiosa e di coscienza. Era il 1998 e ricorrevano i 150 anni dalle &#8220;Lettere Patenti&#8221; di re Carlo Alberto, con cui vennero concesse le libertà civili ai valdesi. Qualche anno prima aveva partecipato all&#8217;inaugurazione della Biblioteca della Facoltà valdese di teologia di Roma; numerosi, ormai emerito, i suoi interventi su diverse testate del protestantesimo italiano o in occasione di incontri promossi in ambito evangelico. Prolungata nel tempo, infine, la sua amicizia spirituale con alcuni pastori evangelici con i quali negli anni ha mantenuto una bella corrispondenza.</p>
<p>Benché tutto questo si possa attribuire al tratto gentile e colto della personalità di Scalfaro, a nostro avviso la trama di fondo di questa sua attenzione è di altra natura ed ha a che fare con un&#8217;idea costituzionale piuttosto che con la psicologia: dal suo ingresso all&#8217;Assemblea Costituente ai suoi ultimi giorni, la Costituzione è stata l&#8217;asse portante della sua militanza politica e del suo impegno istituzionale, e non è un caso se proprio la difesa della Carta fondamentale della Repubblica sia stata al centro di tutti i suoi ultimi interventi, spesso pronunciati di fronte a giovani e giovanissimi. L&#8217;idea guida, una vera e propria bussola, era che la Costituzione non sia solo un cumulo di norme e di regole: quel testo fondamentale è l&#8217;espressione più alta del patto di convivenza che è alla base della nazione, il frutto più oneroso e maturo del riscatto nazionale dopo il fascismo e la guerra. In questo senso Scalfaro della Costituzione aveva un&#8217;idea sacra, propria di quella &#8220;civil religion&#8221; in un&#8217;Italia così povera e fraintesa. E, anche di fronte a prelati e porporati, ha sempre ricordato che i principi di laicità dello Stato e di libertà religiosa sono solidamente iscritti in quel testo che fonda giuridicamente e tutela la convivenza nazionale. Certo, ben pochi democristiani furono &#8220;laici&#8221; quanto Oscar Luigi Scalfaro, ma alla prova dei fatti molti &#8220;laici&#8221; si sono mostrati assai più clericali di quel vecchio democristiano della Prima Repubblica.</p>
<p>(nev- notizie evangeliche 05/12)</p>
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		<title>Il legame tra evangelici, risorgimento e laicità secondo Emanuele Fiume</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Oct 2011 10:56:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Si svolge il 14 e 15 ottobre, a Roma, un importante convegno dal titolo &#8220;Risorgimento ed evangelici&#8221;, con numerosi interventi di esponenti del mondo evangelico, culturale e politico italiano.</p>
<p>Abbiamo chiesto al pastore <strong>Emanuele Fiume</strong> di raccontarci il tema del&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si svolge il 14 e 15 ottobre, a Roma, un importante convegno dal titolo &#8220;Risorgimento ed evangelici&#8221;, con numerosi interventi di esponenti del mondo evangelico, culturale e politico italiano.<span id="more-3640"></span></p>
<p>Abbiamo chiesto al pastore <strong>Emanuele Fiume</strong> di raccontarci il tema del convegno e il legame che unisce gli evangelici e il risorgimento: &#8220;Evangelici e Risorgimento sono legati nella storia in maniera piuttosto imprescindibile, perchè fin dal Risorgimento non era possibile essere evangelici italiani, in Italia, senza venir ghettizzati, come avvenne nelle valli valdesi, appunto. Il Risorgimento fu importante occasione per affermare i valori di libertà di pensiero, di religione e di stampa, pensando ad esempio alla grande diffusione della Bibbia&#8221;.</p>
<p>Il pastore Fiume porta l&#8217;esempio di due personaggi piuttosto sconosciuti, <strong>Vinet</strong> e<strong> Kuyper</strong>, che attraverso percorsi differenti, se non opposti, arrivarono a stabilire le medesime convinzioni: la laicità si attua quando Stato e Chiese rimangono separati, pur mantenendo aperto il confronto e il dialogo, ma senza far proprio, nè da una parte nè dall&#8217;altra il concetto stesso, imprescindibile di laicità.</p>
<p> <a class="download-button" href="http://rbe.it/vocedellechiese/files/2011/10/2011-10-15-Emanuele-Fiume-Evangelici-e-risorgimento.mp3">Scarica</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La sentenza di Strasburgo sul crocefisso nelle scuole: una vittoria per chi?</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 07:02:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Insieme al past. Peter Ciaccio commentiamo la sentenza della Corte Europea di Strasburgo sul crocefisso nelle aule scolastiche.</p>
<p><strong>Ascolta l&#8217;intervista</strong></p>
<p>Un tema, questo, che in Italia è stato accolto con entusiasmo e festeggiamenti da parte del Governo (si è parlato&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Insieme al past. Peter Ciaccio commentiamo la sentenza della Corte Europea di Strasburgo sul crocefisso nelle aule scolastiche.<span id="more-2704"></span></p>
<p><strong><img class="alignright size-full wp-image-2705" title="scuola" src="http://rbe.it/vocedellechiese/files/2011/04/scuola.jpg" alt="" width="259" height="194" />Ascolta l&#8217;intervista</strong></p>
<p>Un tema, questo, che in Italia è stato accolto con entusiasmo e festeggiamenti da parte del Governo (si è parlato di vittoria dell&#8217;Italia) e della Chiesa Cattolica.</p>
<p>Peter Ciaccio ha diffuso nei giorni scorsi un <a href="http://rbe.it/vocedellechiese/2011/03/considerazioni-sulla-sentenza-di-strasburgo-sul-crocifisso-a-scuola/" target="_blank">video su Youtube</a> nel quale ha provato a decostruire la sentenza di Strasburgo e i suoi significati in riferimento all&#8217;Italia.</p>
<p>Tra le molte questioni sul tavolo, vi è in primo luogo da chiedersi per chi la sentenza rappresenti una vittoria e se piuttosto non si debba parlare di sconfitta per chi &#8220;tifava&#8221; per una sentenza favorevole al ricorso presentato dall&#8217;Italia.</p>
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		<title>Considerazioni sulla sentenza di Strasburgo sul crocifisso a scuola</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Mar 2011 11:24:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il pastore Peter Ciaccio, commenta la sentenza sul caso &#8220;Lautsi ed altri contro Italia&#8221;, emessa il 18 marzo 2011 dalla Grande Camera della Corte Europea dei Diritti Umani.</p>
<p style="text-align: center;"><p><a href="http://rbe.it/vocedellechiese/2011/03/considerazioni-sulla-sentenza-di-strasburgo-sul-crocifisso-a-scuola/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il pastore Peter Ciaccio, commenta la sentenza sul caso &#8220;Lautsi ed altri contro Italia&#8221;, emessa il 18 marzo 2011 dalla Grande Camera della Corte Europea dei Diritti Umani.<span id="more-2627"></span></p>
<p style="text-align: center;"><p><a href="http://rbe.it/vocedellechiese/2011/03/considerazioni-sulla-sentenza-di-strasburgo-sul-crocifisso-a-scuola/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
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		<title>&#8220;Un&#8217;occasione persa per la laicità dello Stato&#8221;</title>
		<link>http://rbe.it/vocedellechiese/2011/03/unoccasione-persa-per-la-laicita-dello-stato/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 12:09:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em>Disappunto da parte dei protestanti per la sentenza della Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo di Strasburgo. &#8220;Non è un simbolo di dominio&#8221;</em></p>
<p>Roma, 18 marzo 2011 (NEV-CS18) &#8211; Non piace ai protestanti l&#8217;assoluzione dell&#8217;Italia da parte della Corte europea dei&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Disappunto da parte dei protestanti per la sentenza della Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo di Strasburgo. &#8220;Non è un simbolo di dominio&#8221;</em></p>
<p>Roma, 18 marzo 2011 (NEV-CS18) &#8211; Non piace ai protestanti l&#8217;assoluzione dell&#8217;Italia da parte della Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo nel caso Lautsi.</p>
<p>Dopo la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), che in una nota ha espresso &#8220;rammarico&#8221; per la decisione dei giudici di Strasburgo, di seguito i commenti a caldo di luterani, battisti, avventisti, valdesi e metodisti.</p>
<p>La pastora Maria Bonafede, moderatora della Tavola valdese (organo esecutivo dell&#8217;Unione delle chiese metodiste e valdesi) ha commentato così la sentenza: &#8220;Accolgo con grave disappunto questa sentenza, che conferma l&#8217;ambiguità e la contraddittorietà della normativa italiana sulla materia: da una parte non si ha il coraggio di affermare che il crocifisso è obbligatorio, mentre dall&#8217;altra si teme di dispiacere le gerarchie vaticane non sciogliendo un nodo che si trascina ormai da decenni da una Corte all&#8217;altra. Valdesi e metodisti italiani restano convinti che l&#8217;esposizione del crocifisso nelle sedi istituzionali violi il principio supremo di laicità dello Stato e di pluralismo culturale e confessionale. Come credenti ci preoccupa che un simbolo della fede cristiana venga imposto come espressione di una cultura e di una civiltà. Per parte nostra né il crocifisso, né la nuda croce possono essere imposti come simboli di una tradizione, ma possono essere soltanto il contenuto di una predicazione e di una testimonianza liberamente rese&#8221;.</p>
<p>Il pastore Ulrich Eckert, vice decano della Chiesa evangelica luterana in Italia (CELI), ha dichiarato: &#8220;Per i luterani, il crocifisso o la croce è il simbolo più alto che riassume il dono che Dio fa di sé all&#8217;umanità. Non esigiamo che il crocifisso venga esposto in luoghi pubblici in quanto simbolo di fede, ma non siamo contrari alla sua esposizione come simbolo di un richiamo alla tradizione viva della fede cristiana. E&#8217; però fondamentale rispettare la richiesta di toglierlo ove qualcuno se ne veda disturbato, proprio per evitare l&#8217;uso di questo simbolo di amore e di solidarietà come simbolo di dominio. Siamo contrari all&#8217;uso del crocifisso come segno di affermazione di una presunta supremazia della fede cristiana nella società pluralistica, democratica e quindi ispirata a criteri di giustizia, uguaglianza e laicità. Guai a chi spera di concentrare il difficile e importante compito di un&#8217;autentica testimonianza delle fede nel Signore Gesù Cristo sull&#8217;affissione di simboli&#8221;.</p>
<p>Per il pastore Raffaele Volpe, presidente dell&#8217;Unione cristiana evangelica battista d&#8217;Italia (UCEBI) &#8220;ora che la Grande Camera della Corte europea ha assolto l&#8217;Italia, per noi protestanti non resta altro da fare che tornare alla grande corte della nostra coscienza. Davanti a questo tribunale noi conserveremo la nostra posizione che riteniamo non solo buona, ma anche giusta. Lo faremo attraverso la nostra testimonianza, la nostra civile disobbedienza, nel nome del Dio che professiamo, ma anche nel nome della ragione&#8221;.</p>
<p>L&#8217;avventista Dora Bognandi, segretario nazionale dell&#8217;Associazione internazionale per la difesa della libertà religiosa (AIDLR), ha dichiarato: &#8220;E&#8217; una sentenza alla Ponzio Pilato: in pratica la Corte di Strasburgo se ne lava le mani. Ancora una volta si è dimostrato che spesso si sceglie di non dispiacere il più forte. Un&#8217;occasione persa per aiutare il nostro paese a scegliere la via della laicità&#8221;.</p>
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		<title>Il rammarico della Federazione delle chiese evangeliche per la sentenza della Corte europea di Strasburgo sul crocifisso</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 12:07:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><em>&#8220;Una decisione che non realizza pienamente uno stato laico. Per gli evangelici i crocifissi nelle scuole non rimandano ad una comune cultura italiana, ma sono retaggio di una società dominata dalla cultura cattolica&#8221;.</em></p>
<p>Roma, 18 marzo 2011 (NEV-CS17) &#8211; In&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Una decisione che non realizza pienamente uno stato laico. Per gli evangelici i crocifissi nelle scuole non rimandano ad una comune cultura italiana, ma sono retaggio di una società dominata dalla cultura cattolica&#8221;.</em></p>
<p>Roma, 18 marzo 2011 (NEV-CS17) &#8211; In seguito alla pubblicazione della sentenza della Corte di Strasburgo nel caso Lautsi contro l&#8217;Italia sul crocifisso nelle aule scolastiche, la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) ha dichiarato quanto segue:</p>
<p>&#8220;La FCEI si rammarica che il &#8216;caso italiano&#8217; sia stato ancora una volta occasione di una normativa eccezionale, che non realizza pienamente uno Stato laico, in cui tutti possano riconoscersi, senza discriminazione di credo religioso o altro (art. 3 della Costituzione italiana). I crocifissi continueranno a essere presenti nelle aule scolastiche e nei tribunali, ma per le minoranze che hanno ricevuto i diritti civili e di culto poco più di 150 anni fa, come le chiese evangeliche, questi crocifissi non rimanderanno a una comune appartenenza o cultura italiana.</p>
<p>Essi appariranno invece, come sono, retaggio di una società dominata dalla cultura cattolica e dai suoi simboli. Pur conoscendo, a livello ecumenico, che le forze migliori della chiesa cattolica si propongono di costruire insieme una società di convivenza multireligiosa e interculturale, invitiamo ad approfondire il confronto sui temi della laicità e in particolare di una presenza plurale nella scuola pubblica&#8221;.</p>
<p>Nella sentenza della Corte di Strasburgo resa pubblica oggi si legge tra l&#8217;altro: &#8220;se è vero che il crocifisso è prima di tutto un simbolo religioso, non sussistono tuttavia nella fattispecie elementi attestanti l’eventuale influenza che l’esposizione di un simbolo di questa natura sulle mura delle aule scolastiche potrebbe avere sugli alunni. Inoltre, pur essendo comprensibile che la ricorrente possa vedere nell’esposizione del crocifisso nelle aule delle scuole pubbliche frequentate dai suoi figli una mancanza di rispetto da parte dello Stato del suo diritto di garantire loro un’educazione e un insegnamento conformi alle sue convinzioni filosofiche, la sua percezione personale non è sufficiente a integrare une violazione dell’articolo 2 del Protocollo n° 1&#8243;.</p>
<p>Inoltre la Corte europea considera che &#8220;non è suo compito prendere posizione in un dibattito tra giurisdizioni interne&#8221;, dato che in Italia &#8220;il Consiglio di Stato e la Corte di Cassazione hanno delle posizioni divergenti sul significato del crocifisso e che la Corte Costituzionale non si è pronunciata sulla questione&#8221;.</p>
<p>Con questa decisione la Grande Camera della Corte di Strasburgo a grande maggioranza (15 giudici contro 2) ha ribaltato quanto reso il 3 novembre 2009 in prima istanza all&#8217;unanimità dai 7 giudici della Camera.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Religione cattolica a scuola: intervista al Pastore Romussi</title>
		<link>http://rbe.it/vocedellechiese/2010/05/religione-cattolica-a-scuola-intervista-al-pastore-romussi/</link>
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		<pubDate>Sat, 15 May 2010 10:15:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Ai nostri microfoni il Pastore Alberto Romussi, segretario della Conferenza delle <a href="http://www.evangelici-cuneo.com/" target="_blank">Chiese evangeliche di Cuneo</a>. Pretesto dell&#8217;intervista, un recente comunicato da parte delle minoranze religiose cuneesi <a href="http://www.fedevangelica.it/articolo-2.php?id=548" target="_blank">contro la sentenza</a> del Consiglio di Stato in merito al&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ai nostri microfoni il Pastore Alberto Romussi, segretario della Conferenza delle <a href="http://www.evangelici-cuneo.com/" target="_blank">Chiese evangeliche di Cuneo</a>. Pretesto dell&#8217;intervista, un recente comunicato da parte delle minoranze religiose cuneesi <a href="http://www.fedevangelica.it/articolo-2.php?id=548" target="_blank">contro la sentenza</a> del Consiglio di Stato in merito al credito scolastico da assegnarsi agli  studenti che frequentano il corso di religione cattolica.</p>
<p><strong><img class="alignright size-medium wp-image-448" style="margin: 5px" src="http://rbe.it/vocedellechiese/files/2010/05/Foto_articolo_1_primo_paragrafo-234x300.jpg" alt="Foto_articolo_1_primo_paragrafo" width="234" height="300" />Ascolta l&#8217;intervista</strong></p>
<p>&#8220;<em>A parità di merito -</em> dice Romussi <em>-gli studenti che frequentano religione cattolica a scuola, vengono privilegiati ottenendo un punto in più, con la conseguenza che gli studenti cattolici-romani avranno la possibilità di accedere più facilmente a borse di studio e posti universitari, qualora essi siano basati sul punteggio di maturità, oltre al superamento degli scrutini finali dell&#8217;anno. Una gravissima forma di discriminazione</em>&#8220;.</p>
<p>Rispetto alla sentenza, aggiunge Romussi &#8220;<em>la questione è gravissima perchè è la prima volta che un tribunale avvalla una decisione discriminatoria di questo tipo</em>&#8220;.</p>
<p>Dui seguito la dichiarazione delle minoranze religiose cuneesi.<br />
<strong></strong></p>
<blockquote><p><strong>&#8220;Indignati e feriti&#8221;</strong><br />
Siamo assolutamente indignati e ci  sentiamo profondamente feriti dalla inaccettabile sentenza del Consiglio di  Stato di ieri, che introduce una così palese discriminazione nel nostro Paese  tra le persone soltanto in base alla loro confessione o orientamento  religioso. A seguito di tale sentenza, d´ora in avanti tutti gli scolari e  studenti frequentanti una qualsiasi scuola pubblica in Italia,  finanziata con i soldi di tutti i contribuenti, indistintamente dal loro credo  religioso, per il solo fatto di essere di orientamento religioso (o di  provenire da famiglie di orientamento religioso) ebreo, protestante, ortodosso,  cattolico-dissidente, mussulmano, buddista, ateo o di altro convincimento  filosofico-religioso, e di non prendere parte dunque all´insegnalento della  religione cattolico-romana nelle scuole pubbliche, riceveranno un punteggio  di scrutinio finale inferiore rispetto agli scolari e studenti di  orientamento religioso cattolico-romano, con gravi conseguenze discriminatrici  sul rendimento scolastico e superamento o meno degli esami  e degli  scrutini annuali, ammissione all´esame di maturità, ottenimento di borse di  studio e sostegni economici e accesso a posti di studio universitari assegnati  in base al profitto scolastico.<br />
Siamo costernati che  tutto ció sia possibile in un Paese fondato su di una Costituzione democratica  che afferma la pari dignità davanti alla  legge e l´ugualianza di tutti i cittadini &#8220;senza distinzioni di sesso, di  razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e  sociali&#8221;. Ci attendiamo che le coscienze e le istituzioni democratiche del Paese  esprimano la loro ferma condanna nei confronti di questo atto giurisdizionale di  discriminazione seicentesca, prima ancora che esso venga cancellato dalla Corte  Costituzionale italiana o dalla Corte Europea dei Diritti  dell´Uomo.</p></blockquote>
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		<title>La laicità e il voto: a Genova un appello e una raccolta firme</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 11:07:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
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		<category><![CDATA[genova]]></category>
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		<description><![CDATA[“Sono qui  per dire che d&#8217;ora in avanti &#8211; e  spero saremo milioni &#8211; misurerò i  candidati e i programmi di tutte le  prossime elezioni, con il metro  della laicità e della passione per i  diritti e le libertà e<p>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h6 style="text-align: right">“Sono qui  per dire che d&#8217;ora in avanti &#8211; e  spero saremo milioni &#8211; misurerò i  candidati e i programmi di tutte le  prossime elezioni, con il metro  della laicità e della passione per i  diritti e le libertà e che nessuno  avrà il mio voto che non si sia  schierato esplicitamente, con  formulazioni inequivocabili e impegnative,  sui temi della laicità,  dell&#8217;etica pubblica, della ricerca  scientifi­ca, del riconoscimento dei  diritti, dell&#8217;indipendenza della  politica da ogni ideo­logismo e  religione. Lo penso, sempre e comunque,  ma tanto più quando sono in  gioco le libertà e la qualità della  democrazia, cioè le sorti della  Repubblica: non c&#8217;è Parigi che possa  valere alcuna messa.”</h6>
<h6 style="text-align: right"><em>(Daniele   Garrone, Decano della Facoltà Valdese di Teologia, Roma)</em></h6>
<p><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: left">Questo  l&#8217;appello su chi si basa la <a href="http://www.firmiamo.it/appelloamministrative2010" target="_blank">raccolta firme</a> che la Chiesa Valdese di Genova  Sampierdarena e quella Metodista di Genova Sestri  Ponente hanno  lanciato sul tema della laicità in occasione delle regionali 2010.<span style="font-family:  Arial;font-size: x-small"> </span></p>
<p style="text-align: justify;text-indent: 0.95cm;margin-bottom: 0cm"><span style="color: #800000"> </span></p>
<p>Il brano è tratto dall’intervento del Prof. Daniele Garrone, decano  della  Facoltà Valdese di Teologia alla manifestazione organizzata dalla   rivista Micromega il 21 febbraio 2009 a Roma in Piazza Farnese “Sì  alla  vita, no alla tortura di Stato”.</p>
<p>&#8220;<em>E’  a partire da questo brano</em> &#8211; scrivono <a href="http://www.valdesimetodistigenova.org/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=134:nessuno-avra-il-mio-voto-se-non-si-sia-schierato-esplicitamente&amp;catid=29:rss-news" target="_blank">sul sito</a> &#8211; <em>e a seguito di queste sollecitazioni,  che  riteniamo opportuno aprire una riflessione sull’essere cristiani e   protestanti “nel” mondo. E pensiamo che l’imminente scadenza delle   elezioni regionali sia un’ottima occasione per sperimentare questa   dimensione di testimonianza diretta.</em>&#8221;</p>
<p>Martedì 13 marzo è organizzato un incontro,  moderato da Adriano  Bertolini del  Consiglio nazionale della Federazione delle Chiese  Evangeliche in Italia con la partecipazione di rappresentanti dei  diversi schieramenti  politici: Pippo Rossetti candidato del PD,  Gianfranco Gadolla candidato  del PdL, Agostino Calvi, candidato della  lista Sinistra Ecologia  Libertà.</p>
<p>Incontro: sabato 13 marzo 2010 alle ore 15,00 presso il tempio di   Via Assarotti ed è organizzato dalle chiese evangeliche valdesi e   metodiste di Genova.</p>
<p><strong>Ascolta</strong> l&#8217;intervista al Pastore della Chiesa Valdese di Genova Sampierdarena <strong>Stefano Mercurio</strong>:</p>
<p>Per informazioni e approfondimenti: <a href="http://www.valdesimetodistigenova.org/" target="_blank">Valdesimetodistigenova</a> | <a href="http://www.firmiamo.it/appelloamministrative2010" target="_blank">L&#8217;appello da firmare</a></p>
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		<title>Intervista a Domenico Maselli, presidente FCEI</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 11:23:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[crocefisso]]></category>
		<category><![CDATA[FCEI]]></category>
		<category><![CDATA[laicità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Domenico Maselli, presidente della FCEI, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, intervistato da Diego Meggiolaro sulla recente sentenza della Corte Europea di Giustizia che vieta l&#8217;esposizione in luoghi pubblici dei crocifissi nei paesieuropei perchè vìola le libertà religiose dei cittadini.&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domenico Maselli, presidente della FCEI, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, intervistato da Diego Meggiolaro sulla recente sentenza della Corte Europea di Giustizia che vieta l&#8217;esposizione in luoghi pubblici dei crocifissi nei paesieuropei perchè vìola le libertà religiose dei cittadini.</p>
<p>Il punto di vista delle chiese protestanti:</p>
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