Rivoluzione, ovvero Thawra
Radio Beckwith evangelica

In queste ore di attesa, contrattazioni tra le varie forze coinvolte nella rivoluzione (ormai tutti usano questo termine, “thawra” in arabo, che ha sostituito quello di “intifada”, utilizzato nei primi giorni della sollevazione popolare) e di relativa tranquillità sul piano degli scontri di piazza, è utile fermarsi un attimo a riflettere per cercare di capire meglio che cosa bolle in pentola. E’ un momento estremamente delicato. Vi traduco alcuni estratti di un articolo di Said Shoaib, giornalista del quotidiano “Al-Youm al-Sabiaa”, il quale, tra l’altro, avrebbe dovuto tenere una conferenza per Cairo Multireligiosa, ma poi non ha potuto per motivi di salute:

Tutte le forze politiche parlano in nome del popolo. Qualunque cosa dicono devono sempre ribadire, con strana determinazione, che “questo è quanto vuole il popolo”. I sostenitori del regime di governo, nelle loro manifestazioni, affermano di parlare in nome del popolo e innalzano striscioni con i quali chiedono al Presidente Mubarak di restare al potere in nome del popolo. Anzi uno di loro ha pure scritto che nessuno può destituire chi è stato designato da Dio, forse influenzato dal discorso religioso politicoE se si riflette sul discorso delle varie forze politiche, si vedrà che sono sullo stesso tono, perché anche loro parlano in nome del popolo, nonostante propongano discorsi politici diversi fra loro, anzi contradditori. Infatti, tra loro, c’è chi vuole le immediate dimissioni del Presidente, chi vuole che si dimetta e lasci il paese, chi vuole che completi il suo mandato, a condizione di passare i suoi poteri effettivi al suo vice, Omar Suleyman, ecc.
Perché tutti insistono nel reclamare a sé, in maniera contraffatta, il ruolo di chi parla in nome del popolo? Perché questo dà loro la credibilità alla quale, altrimenti, non hanno diritto. Credo che sarete d’accordo che questa frode e questa menzogna politica non si addice a quanti dichiarano di parlare sinceramente alla gente, perché l’unico luogo che esprime veramente la voce del popolo è l’urna delle elezioni. Credo che sia solo una delle tante forme della pericolosa tirannia nel nostro paese, quella di pensare di essere gli unici rappresentanti del popolo. Ciò dà loro automaticamente il diritto di non riconsocere le altre parti in causa, magari persino di ucciderle, dato che non rappresentano il popolo… Penso che sia un tipo di dispotismo pericoloso, nella cui trappola sono cadute le persone più nobili che hanno preso parte alla battaglia per la libertà del 25 gennaio. Non è strano lottare per qualcosa che assomiglia alla dittatura che ci governava?

E intanto la coalizione dei giovani della rivoluzione egiziana del 25 gennaio fa sapere, con una dichiarazione ufficiale, le proprie richieste che vi traduco qui sotto. E’ interessante anche la retorica che viene usata, alla quale noi non simao più abituati:

Adesso respiriamo la libertà… Siamo a un passo dalla vittoria della nostra gloriosa rivoluzione… Saluti al nobile popolo egiziano, compagno della nostra rivoluzione e fonte di ogni autorità. Saluti ai giovani che si sono fatti carico del peso della lotta contro gli scagnozzi di Mubarak… Per noi la vittoria significa una cosa sola, la caduta di Mubarak con il suo regime al completo, oltre al suo processo per aver derubato il popolo… Non si può restare indifferenti nei confronti di questo furto… Per questo deve andarsene, in maniera chiara. Mubarak deve essere allontanato, le due camere del Parlamento devono essere sciolte, così come i consigli locali che sono stati eletti con i brogli. Lo stato di emergenza deve terminare, la formazione di partiti e associazioni deve immediatamente essere resa libera e i responsabili della morte di centinaia di martiri della rivoluzione devono pagare. Si devono liberare i prigionieri (sott. di opinione), si deve togliere immediatamente ogni vincolo alla libertà di opinione, espressione e informazione.
Si deve costituire un governo temporaneo formato dai leader dei movimenti giovanili e di tutte le vere forze di opposizione, così come dai leader dei sindacati dei lavoratori… L’esercito deve restare fuori dal gioco politico, con l’unica funzione di protezione dal colonialismo sionista. Non ci deve essere alcun rapporto tra esercito e politica… Compito del governo di transizione sarà preparare l’elezione di una commissione costituente, sotto la piena supervisione dei giudici, per scrivere una nuova Costituzione per il paese. Vogliamo che il governo stabilisca un limite minimo ai salari e vogliamo che i salari siano legati al costo della vita. Vogliamo anche che il governo indennizzi le fabbriche chiuse e le riapra. Vogliamo capovolgere le politiche economiche degli uomini d’affari.

La Coalizione dei Giovani della Rivoluzione Egiziana (seguono 12 firme dei rappresentanti)

Questo era un piccolo scorcio del dibattito che sta avendo luogo in Egitto…

In queste ore di attesa, contrattazioni tra le varie forze coinvolte nella rivoluzione (ormai tutti usano questo termine, "thawra" in arabo, che ha sostituito quello di "intifada", utilizzato nei primi giorni della sollevazione popolare) e di relativa tranquillità sul piano degli scontri di piazza, è utile fermarsi un attimo a riflettere per cercare di capire meglio che cosa bolle in pentola. E' un momento estremamente delicato. Vi traduco alcuni estratti di un articolo di Said Shoaib, giornalista del quotidiano "Al-Youm al-Sabiaa", il quale, tra l'altro, avrebbe dovuto tenere una conferenza per Cairo Multireligiosa, ma poi non ha potuto per motivi di salute: Tutte le forze politiche parlano in nome del popolo. Qualunque cosa dicono devono sempre ribadire, con strana determinazione, che "questo è quanto vuole il popolo". I sostenitori del regime di governo, nelle loro manifestazioni, affermano di parlare in nome del popolo e innalzano striscioni con i quali chiedono al Presidente Mubarak di restare al potere in nome del popolo. Anzi uno di loro ha pure scritto che nessuno può destituire chi è stato designato da Dio, forse influenzato dal discorso religioso politico... E se si riflette sul discorso delle varie forze politiche, si vedrà che sono sullo stesso tono, perché anche loro parlano in nome del popolo, nonostante propongano discorsi politici diversi fra loro, anzi contradditori. Infatti, tra loro, c'è chi vuole le immediate dimissioni del Presidente, chi vuole che si dimetta e lasci il paese, chi vuole che completi il suo mandato, a condizione di passare i suoi poteri effettivi al suo vice, Omar Suleyman, ecc. Perché tutti insistono nel reclamare a sé, in maniera contraffatta, il ruolo di chi parla in nome del popolo? Perché questo dà loro la credibilità alla quale, altrimenti, non hanno diritto. Credo che sarete d'accordo che questa frode e questa menzogna politica non si addice a quanti dichiarano di parlare sinceramente alla gente, perché l'unico luogo che esprime veramente la voce del popolo è l'urna delle elezioni. Credo che sia solo una delle tante forme della pericolosa tirannia nel nostro paese, quella di pensare di essere gli unici rappresentanti del popolo. Ciò dà loro automaticamente il diritto di non riconsocere le altre parti in causa, magari persino di ucciderle, dato che non rappresentano il popolo... Penso che sia un tipo di dispotismo pericoloso, nella cui trappola sono cadute le persone più nobili che hanno preso parte alla battaglia per la libertà del 25 gennaio. Non è strano lottare per qualcosa che assomiglia alla dittatura che ci governava? E intanto la coalizione dei giovani della rivoluzione egiziana del 25 gennaio fa sapere, con una dichiarazione ufficiale, le proprie richieste che vi traduco qui sotto. E' interessante anche la retorica che viene usata, alla quale noi non simao più abituati: Adesso respiriamo la libertà... Siamo a un passo dalla vittoria della nostra gloriosa rivoluzione... Saluti al nobile popolo egiziano, compagno della nostra rivoluzione e fonte di ogni autorità. Saluti ai giovani che si sono fatti carico del peso della lotta contro gli scagnozzi di Mubarak... Per noi la vittoria significa una cosa sola, la caduta di Mubarak con il suo regime al completo, oltre al suo processo per aver derubato il popolo... Non si può restare indifferenti nei confronti di questo furto... Per questo deve andarsene, in maniera chiara. Mubarak deve essere allontanato, le due camere del Parlamento devono essere sciolte, così come i consigli locali che sono stati eletti con i brogli. Lo stato di emergenza deve terminare, la formazione di partiti e associazioni deve immediatamente essere resa libera e i responsabili della morte di centinaia di martiri della rivoluzione devono pagare. Si devono liberare i prigionieri (sott. di opinione), si deve togliere immediatamente ogni vincolo alla libertà di opinione, espressione e informazione. Si deve costituire un governo temporaneo formato dai leader dei movimenti giovanili e di tutte le vere forze di opposizione, così come dai leader dei sindacati dei lavoratori... L'esercito deve restare fuori dal gioco politico, con l'unica funzione di protezione dal colonialismo sionista. Non ci deve essere alcun rapporto tra esercito e politica... Compito del governo di transizione sarà preparare l'elezione di una commissione costituente, sotto la piena supervisione dei giudici, per scrivere una nuova Costituzione per il paese. Vogliamo che il governo stabilisca un limite minimo ai salari e vogliamo che i salari siano legati al costo della vita. Vogliamo anche che il governo indennizzi le fabbriche chiuse e le riapra. Vogliamo capovolgere le politiche economiche degli uomini d'affari. La Coalizione dei Giovani della Rivoluzione Egiziana (seguono 12 firme dei rappresentanti) Questo era un piccolo scorcio del dibattito che sta avendo luogo in Egitto...