Accordi…
Radio Beckwith evangelica

Diversi giorni sono ormai passati dall’inizio della rivolta, la tensione mediatica comincia a scendere e le telecamere vengono lentamente puntate altrove. La scena egiziana, dal punto di vista di tv e giornali, sembra meno ricca di eventi importanti, perché non ci sono scontri e violenze. Diventa noioso seguire tutti i sommovimenti della società, le trattative tra le varie forze politiche, il governo e i movimenti giovanili. Appare estremamente complicato, per cui ci si volge da un’altra parte. E questo è rischioso, perché è esattamente in questi momenti che le sorti del popolo egiziano vengono decise, quasi in sordina. Oggi, infatti, si è giunto a un accordo tra il governo, nella persona di Omar Suleyman, e i rappresentanti di tutte le opposizioni, inclusi i Fratelli Musulmani e 7 rappresentanti dei giovani di piazza Tahrir. L’accordo include i seguenti punti:

– esecuzione delle promesse fatte da Mubarak nel discorso del 1 febbraio: la sua non-candidatura alle prossime elezioni presidenziali, una transizione pacifica in accordo con la Costituzione, l’emendamento degli articoli 76 e 77 della Costituzione, l’applicazione dei verdetti della Corte di Cassazione sui brogli delle scorse elezioni parlamentari, la punizione dei responsabili del vuoto di sicurezza dei giorni scorsi, il ristabilimento della sicurezza attraverso gli apparati di polizia.

Dovranno poi essere formate due commissioni, una costituita da giudici e personalità politiche, incaricata di studiare gli emendamenti costituzionali da presentare entro la prima settimana di marzo, e una commissione di controllo indipendente formata da personalità pubbliche e rappresentanti dei movimenti giovanili.

Il governo ha anche annunciato l’apertura di un ufficio, dove poter presentare reclami sulla detenzione di prigionieri di opinione, e la loro immediata scarcerazione, senza processo o restrizioni alla loro attività politica. Ha inoltre annunciato che i mezzi di informazione e di comunicazione saranno lasciati di nuovo liberi da censure (censurati come prima della rivoluzione, aggiungo io).

Si è anche raggiunto l’accordo sulla cessazione delle leggi di emergenza, ma solo in base all’evolversi delle condizioni di sicurezza del paese. (Facilissimo aggirare questo punto dell’accordo, se si mantiene un sufficiente livello di insicurezza, sguinzagliando i baltagheya e mettendo di tanto in tanto qualche bomba islamica qua e là… Sono maligna?)

Il movimento del 25 gennaio è stato quindi riconosciuto come un movimento nazionale, indipendente da influenze esterne. Le interferenze straniere sono state condannate da entrambe le parti. E’ stato anche osservato un minuto di silenzio in ricordo dei morti della rivolta.

Soddisfacente? Chi lo sa… Il punto è che l’accordo è stato concluso con Omar Suleyman che rappresenta la continuità con il vecchio regime e Mubarak è sempre là, ben piantato al suo posto (già perché si dice che la sua presenza è necessaria per emendare la Costituzione). I manifestanti sono ancora in piazza e sono in tanti. I giornalisti inoltre denunciano che, nonostante la svolta riformista del vecchio regime, il sistema poliziesco continua ad agire, arrestando attivisti e giornalisti che vengono fatti sparire e irrompendo negli uffici del sito web dei Fratelli Musulmani. Dunque sembra la solita operazione di maquillage, ma la sostanza, per ora, non cambia…

Intanto, oggi si è anche formata una coalizione di minoranze religiose, costituita dagli Amazigh (berberi), gli sciiti, i nubiani e i baha’i. Chiedono un colloquio con Omar Suleyman per chiedere una legge contro la discriminazione razziale e religiosa.

Due disegni di legge sono stati presentati alla Camera, uno per aumentare del 15% gli stipendi degli operai e le pensioni, a partire dal mese di aprile, e un altro per abbassare l’età richiesta per candidarsi alla Camera da 30 a 21 anni. Saranno approvati?

In piazza, si sono urlati diversi slogan contro le interferenze dell’Iran. I manifestanti hanno urlato che la loro rivoluzione non si ispira a nessuno, tantomeno all’Iran, ma è il mondo a ispirarsi alla loro rivoluzione. Oggi, sempre in piazza, si è persino celebrato un matrimonio tra due giovani partecipanti alle manifestazioni.

Un’ultima informazione: ho sentito Wael (che sta bene per fortuna, anche se dice di essere deluso da come stanno andando le cose), il quale mi ha informato che adesso dovrebbe essere in grado di leggere le email (quando troverà un attimo di tranquillità), anche se internet funziona ancora così così. Non è sicuro però che gli arrivino davvero tutte. Chi ha scritto, o intende scrivere, agli amici egiziani via email, non si stupisca quindi se non riceverà risposta. Gli sms sono sempre bloccati (ah sì, nell’accordo c’è anche il ripristino completo di internet e telefonia).

Anche i telefoni, a dire il vero, fanno scherzi sospettosi. Al mio primo tentativo di chiamare Wael, mi ha risposto direttamente un’impiegata della Vodafone! Forse potevo chiederle di passarmi le mukhabarat, i servizi segreti, ma forse sono io che questa sera sono particolarmente maligna.

Per finire vi passo i link di articoli suggeritimi oggi da alcuni di voi. Grazie tantissimo per il contributo!!!

http://humanexperience.stanford.edu/beininegypt (in inglese)

http://www.wolfstep.cc/2011/02/mubarak.html

http://it.peacereporter.net/articolo/26710/I+ragazzi+di+piazza+Tahrir

Diversi giorni sono ormai passati dall'inizio della rivolta, la tensione mediatica comincia a scendere e le telecamere vengono lentamente puntate altrove. La scena egiziana, dal punto di vista di tv e giornali, sembra meno ricca di eventi importanti, perché non ci sono scontri e violenze. Diventa noioso seguire tutti i sommovimenti della società, le trattative tra le varie forze politiche, il governo e i movimenti giovanili. Appare estremamente complicato, per cui ci si volge da un'altra parte. E questo è rischioso, perché è esattamente in questi momenti che le sorti del popolo egiziano vengono decise, quasi in sordina. Oggi, infatti, si è giunto a un accordo tra il governo, nella persona di Omar Suleyman, e i rappresentanti di tutte le opposizioni, inclusi i Fratelli Musulmani e 7 rappresentanti dei giovani di piazza Tahrir. L'accordo include i seguenti punti: - esecuzione delle promesse fatte da Mubarak nel discorso del 1 febbraio: la sua non-candidatura alle prossime elezioni presidenziali, una transizione pacifica in accordo con la Costituzione, l'emendamento degli articoli 76 e 77 della Costituzione, l'applicazione dei verdetti della Corte di Cassazione sui brogli delle scorse elezioni parlamentari, la punizione dei responsabili del vuoto di sicurezza dei giorni scorsi, il ristabilimento della sicurezza attraverso gli apparati di polizia. Dovranno poi essere formate due commissioni, una costituita da giudici e personalità politiche, incaricata di studiare gli emendamenti costituzionali da presentare entro la prima settimana di marzo, e una commissione di controllo indipendente formata da personalità pubbliche e rappresentanti dei movimenti giovanili. Il governo ha anche annunciato l'apertura di un ufficio, dove poter presentare reclami sulla detenzione di prigionieri di opinione, e la loro immediata scarcerazione, senza processo o restrizioni alla loro attività politica. Ha inoltre annunciato che i mezzi di informazione e di comunicazione saranno lasciati di nuovo liberi da censure (censurati come prima della rivoluzione, aggiungo io). Si è anche raggiunto l'accordo sulla cessazione delle leggi di emergenza, ma solo in base all'evolversi delle condizioni di sicurezza del paese. (Facilissimo aggirare questo punto dell'accordo, se si mantiene un sufficiente livello di insicurezza, sguinzagliando i baltagheya e mettendo di tanto in tanto qualche bomba islamica qua e là... Sono maligna?) Il movimento del 25 gennaio è stato quindi riconosciuto come un movimento nazionale, indipendente da influenze esterne. Le interferenze straniere sono state condannate da entrambe le parti. E' stato anche osservato un minuto di silenzio in ricordo dei morti della rivolta. Soddisfacente? Chi lo sa... Il punto è che l'accordo è stato concluso con Omar Suleyman che rappresenta la continuità con il vecchio regime e Mubarak è sempre là, ben piantato al suo posto (già perché si dice che la sua presenza è necessaria per emendare la Costituzione). I manifestanti sono ancora in piazza e sono in tanti. I giornalisti inoltre denunciano che, nonostante la svolta riformista del vecchio regime, il sistema poliziesco continua ad agire, arrestando attivisti e giornalisti che vengono fatti sparire e irrompendo negli uffici del sito web dei Fratelli Musulmani. Dunque sembra la solita operazione di maquillage, ma la sostanza, per ora, non cambia... Intanto, oggi si è anche formata una coalizione di minoranze religiose, costituita dagli Amazigh (berberi), gli sciiti, i nubiani e i baha'i. Chiedono un colloquio con Omar Suleyman per chiedere una legge contro la discriminazione razziale e religiosa. Due disegni di legge sono stati presentati alla Camera, uno per aumentare del 15% gli stipendi degli operai e le pensioni, a partire dal mese di aprile, e un altro per abbassare l'età richiesta per candidarsi alla Camera da 30 a 21 anni. Saranno approvati? In piazza, si sono urlati diversi slogan contro le interferenze dell'Iran. I manifestanti hanno urlato che la loro rivoluzione non si ispira a nessuno, tantomeno all'Iran, ma è il mondo a ispirarsi alla loro rivoluzione. Oggi, sempre in piazza, si è persino celebrato un matrimonio tra due giovani partecipanti alle manifestazioni. Un'ultima informazione: ho sentito Wael (che sta bene per fortuna, anche se dice di essere deluso da come stanno andando le cose), il quale mi ha informato che adesso dovrebbe essere in grado di leggere le email (quando troverà un attimo di tranquillità), anche se internet funziona ancora così così. Non è sicuro però che gli arrivino davvero tutte. Chi ha scritto, o intende scrivere, agli amici egiziani via email, non si stupisca quindi se non riceverà risposta. Gli sms sono sempre bloccati (ah sì, nell'accordo c'è anche il ripristino completo di internet e telefonia). Anche i telefoni, a dire il vero, fanno scherzi sospettosi. Al mio primo tentativo di chiamare Wael, mi ha risposto direttamente un'impiegata della Vodafone! Forse potevo chiederle di passarmi le mukhabarat, i servizi segreti, ma forse sono io che questa sera sono particolarmente maligna. Per finire vi passo i link di articoli suggeritimi oggi da alcuni di voi. Grazie tantissimo per il contributo!!! http://humanexperience.stanford.edu/beininegypt (in inglese) http://www.wolfstep.cc/2011/02/mubarak.html http://it.peacereporter.net/articolo/26710/I+ragazzi+di+piazza+Tahrir