Sembra che Mubarak…
Radio Beckwith evangelica

Sembra che Mubarak, tra poco, passerà i suoi poteri alle forze armate… Vedremo, intanto quel che è certo è che la protesta dilaga in Egitto. Gli avvocati chiedono che Mubarak se ne vada, i ferrovieri scioperano in diverse parti del paese, i dipendenti dell’ospedale oftalmico di Rod el Farag, al Cairo, manifestano, assieme a cineasti, intellettuali e giornalisti. E si potrebbe continuare. Si aprono inchieste sugli ex ministri, come il ministro della cultura Farouq Hosni, e si continua a protestare in piazza Tahrir.
La piazza, ormai, è diventata un insediamento permanente dotato di vari “comfort”. Hanno persino costruito delle toilettes, dopo un lungo dibattito su quale fosse il posto migliore per collocarle, perché non stonassero con l’ambiente (ebbene sì, chi conosce il Cairo a questo punto sgranerà gli occhi!). Ci sono postazioni internet improvvisate e servizi di “catering”. Insomma, hanno decisamente intenzione di non muoversi di lì.

Abdel Fattah mi ha telefonato oggi, chiedendomi di salutarvi e ringraziarvi tutti per il vostro interesse. Dice che ormai si è fatto una capanna in piazza Tahrir, che lui adesso chiama piazza dei Martiri (è il destino di questa piazza cambiare nome ad ogni rivoluzione!). E’ contento anche lui, ha grandi speranze per un nuovo Egitto, “purificato dalla corruzione con il sangue dei martiri”, per usare le sue parole.

Wael invece, dopo due settimane passate in strada, è un po’ influenzato, ma mi ha mandato la sua ultima intervista che passo a voi in allegato.

Resta il ruolo dubbio dell’esercito. Oggi ci sono notizie sui giornali che parlano di torture e arresti effettuati segretamente dall’esercito, che dunque sarebbe neutrale solo in apparenza. Questo è proprio quel che temeva Osama da qualche giorno e ora sembra che l’esercitò assumerà pieni poteri, vedremo con quali conseguenze. Certo è che domani è prevista un’altra manifestazione imponente di milioni di persone, ma tutto dipende dalle prossime ore. Seguite le notizie.

Sembra che Mubarak, tra poco, passerà i suoi poteri alle forze armate... Vedremo, intanto quel che è certo è che la protesta dilaga in Egitto. Gli avvocati chiedono che Mubarak se ne vada, i ferrovieri scioperano in diverse parti del paese, i dipendenti dell'ospedale oftalmico di Rod el Farag, al Cairo, manifestano, assieme a cineasti, intellettuali e giornalisti. E si potrebbe continuare. Si aprono inchieste sugli ex ministri, come il ministro della cultura Farouq Hosni, e si continua a protestare in piazza Tahrir. La piazza, ormai, è diventata un insediamento permanente dotato di vari "comfort". Hanno persino costruito delle toilettes, dopo un lungo dibattito su quale fosse il posto migliore per collocarle, perché non stonassero con l'ambiente (ebbene sì, chi conosce il Cairo a questo punto sgranerà gli occhi!). Ci sono postazioni internet improvvisate e servizi di "catering". Insomma, hanno decisamente intenzione di non muoversi di lì. Abdel Fattah mi ha telefonato oggi, chiedendomi di salutarvi e ringraziarvi tutti per il vostro interesse. Dice che ormai si è fatto una capanna in piazza Tahrir, che lui adesso chiama piazza dei Martiri (è il destino di questa piazza cambiare nome ad ogni rivoluzione!). E' contento anche lui, ha grandi speranze per un nuovo Egitto, "purificato dalla corruzione con il sangue dei martiri", per usare le sue parole. Wael invece, dopo due settimane passate in strada, è un po' influenzato, ma mi ha mandato la sua ultima intervista che passo a voi in allegato. Resta il ruolo dubbio dell'esercito. Oggi ci sono notizie sui giornali che parlano di torture e arresti effettuati segretamente dall'esercito, che dunque sarebbe neutrale solo in apparenza. Questo è proprio quel che temeva Osama da qualche giorno e ora sembra che l'esercitò assumerà pieni poteri, vedremo con quali conseguenze. Certo è che domani è prevista un'altra manifestazione imponente di milioni di persone, ma tutto dipende dalle prossime ore. Seguite le notizie.