Buoni frutti. Mubarak si è dimesso
Radio Beckwith evangelica

Dopo una lunga giornata di proteste dilaganti, Mubarak si è dimesso, lasciando il potere all’esercito. Questa volta, però, per davvero! Il Consiglio Supremo delle Forze Armate ha appena rilasciato il comunicato numero 3, in cui afferma di non essere un sostituto della legittima autorità che il popolo vorrà darsi. Frase fondamentale e rassicurante. Nei prossimi comunicati verranno resi noti i passi che saranno intrapresi per soddisfare le richieste dei manifestanti. Poi, il portavoce ha reso gli onori a Mubarak, ma si è messo sull’attenti, facendo il saluto militare, solo per i martiri della rivoluzione. Nelle strade egiziane è un tripudio. Musica, danze, trilli, pianti, clacson, risate, preghiere di ringraziamento, bandiere sventolanti… Una festa infinita…
A questo punto potrei approfondire gli ultimi sviluppi di oggi, oppure passare a discutere degli scenari futuri, oppure potrei arrabbiarmi con il corrispondente del tg3 che, nel bel mezzo della festa egiziana, non sa fare di meglio che ricordare che tra gli obiettivi di al-Qaeda c’era proprio la destituzione dei regimi arabi… Ma non lo farò, ci sarà tempo domani. Vi traduco invece due commenti ricevuti su Facebook, appena un’ora dopo il comunicato sulle dimissioni di Mubarak. Parlano da soli di quale sia stato lo spirito di questa rivoluzione.

Il primo commento è di Huwayda Saleh, membro dell’associazione di scrittori e intellettuali che hanno preso parte alla rivoluzione del 25 gennaio: “Chiediamo che vengano celebrati i funerali dei martiri che ancora non hanno ricevuto sepoltura e che la gente scenda a dir loro addio partendo da piazza dei Martiri/Tahrir fino al luogo della loro sepoltura, affinché lo Stato egiziano possa proseguire le sue attività a partire da domenica. Invitiamo inoltre tutti quelli che amano l’Egitto a unirsi a noi, il prossimo martedì, per ricostruire piazza Tahrir e tutte le zone danneggiate”.

Il secondo commento è di Rania, rivolto agli egiziani: “Da oggi questo è il tuo paese. Non buttare la spazzatura per terra, non rompere le insegne, non dare bustarelle, non contraffare documenti, protesta se qualcuno non fa bene il suo lavoro. E’ la tua occasione di costruire il tuo paese con le tue mani”.

Speriamo che questo spirito non venga soffocato e che gli sia consentito di dare i suoi frutti. Buoni frutti.

Dopo una lunga giornata di proteste dilaganti, Mubarak si è dimesso, lasciando il potere all'esercito. Questa volta, però, per davvero! Il Consiglio Supremo delle Forze Armate ha appena rilasciato il comunicato numero 3, in cui afferma di non essere un sostituto della legittima autorità che il popolo vorrà darsi. Frase fondamentale e rassicurante. Nei prossimi comunicati verranno resi noti i passi che saranno intrapresi per soddisfare le richieste dei manifestanti. Poi, il portavoce ha reso gli onori a Mubarak, ma si è messo sull'attenti, facendo il saluto militare, solo per i martiri della rivoluzione. Nelle strade egiziane è un tripudio. Musica, danze, trilli, pianti, clacson, risate, preghiere di ringraziamento, bandiere sventolanti... Una festa infinita... A questo punto potrei approfondire gli ultimi sviluppi di oggi, oppure passare a discutere degli scenari futuri, oppure potrei arrabbiarmi con il corrispondente del tg3 che, nel bel mezzo della festa egiziana, non sa fare di meglio che ricordare che tra gli obiettivi di al-Qaeda c'era proprio la destituzione dei regimi arabi... Ma non lo farò, ci sarà tempo domani. Vi traduco invece due commenti ricevuti su Facebook, appena un'ora dopo il comunicato sulle dimissioni di Mubarak. Parlano da soli di quale sia stato lo spirito di questa rivoluzione. Il primo commento è di Huwayda Saleh, membro dell'associazione di scrittori e intellettuali che hanno preso parte alla rivoluzione del 25 gennaio: "Chiediamo che vengano celebrati i funerali dei martiri che ancora non hanno ricevuto sepoltura e che la gente scenda a dir loro addio partendo da piazza dei Martiri/Tahrir fino al luogo della loro sepoltura, affinché lo Stato egiziano possa proseguire le sue attività a partire da domenica. Invitiamo inoltre tutti quelli che amano l'Egitto a unirsi a noi, il prossimo martedì, per ricostruire piazza Tahrir e tutte le zone danneggiate". Il secondo commento è di Rania, rivolto agli egiziani: "Da oggi questo è il tuo paese. Non buttare la spazzatura per terra, non rompere le insegne, non dare bustarelle, non contraffare documenti, protesta se qualcuno non fa bene il suo lavoro. E' la tua occasione di costruire il tuo paese con le tue mani". Speriamo che questo spirito non venga soffocato e che gli sia consentito di dare i suoi frutti. Buoni frutti.