Il primo giorno della rinascita egiziana
Radio Beckwith evangelica

Oggi è il primo giorno della rinascita egiziana, questo è il sentimento più diffuso ora in Egitto. Una rinascita che ieri mattina sembrava insperabile. Wael, con cui oggi ho potuto parlare più tranquillamente, dopo i grandi festeggiamenti ancora in corso, racconta che ieri, dopo il comunicato numero 2 dell’esercito, che aveva dato l’impressione che le forze armate appoggiassero il regime, le persone scese in strada erano determinate a fronteggiare anche l’attacco dell’esercito, dopo quello precedente della polizia. Erano pronti a morire, resistendo in maniera pacifica fino alla fine. La speranza di vincere era sfumata. Invece, la vittoria è giunta inaspettata ed è stato come passare dalla morte alla vita. Wael dice proprio questo della nuova atmosfera che si è instaurata in Egitto: “E’ come se ci fosse stata restituita la vita”. Anche Nagwa, che proprio ieri festeggiava il suo compleanno, esprime sentimenti simili: “Non dimenticherò mai il giorno del mio compleanno, perché è il giorno in cui è rinato l’Egitto”. E poi dice ancora: “La malattia è passata”. 
La gioia incontenibile degli egiziani non è solo per aver cacciato il tiranno, un sogno che sembrava irrealizzabile, ma anche per il modo in cui lo hanno cacciato, con una rivolta pacifica e popolare, non partitica né ideologica. Sono ben consci naturalmente dei rischi della situazione e dell’enorme lavoro che resta da fare per smantellare il regime, ma la cacciata di Mubarak, oltre a essere fortemente simbolica, a restituito loro la fiducia in se stessi. Sanno che, d’ora in poi, la loro voce conterà, e se non sarà ascoltata hanno imparato come fare a farsi sentire. Ormai sono liberi dalla paura.

Intanto, l’esercito sembra comportarsi bene. Nel comunicato numero 4 di stamattina, due sono i punti importanti da sottolineare: la dichiarazione che l’esercito si impegna a costruire una nazione civile (e non militare) e che tutti gli accordi e i trattati precedenti, regionali e internazionali, verranno rispettati. Nel frattempo, in piazza Tahrir si è cominciato a pulire e riordinare…

Oggi è il primo giorno della rinascita egiziana, questo è il sentimento più diffuso ora in Egitto. Una rinascita che ieri mattina sembrava insperabile. Wael, con cui oggi ho potuto parlare più tranquillamente, dopo i grandi festeggiamenti ancora in corso, racconta che ieri, dopo il comunicato numero 2 dell'esercito, che aveva dato l'impressione che le forze armate appoggiassero il regime, le persone scese in strada erano determinate a fronteggiare anche l'attacco dell'esercito, dopo quello precedente della polizia. Erano pronti a morire, resistendo in maniera pacifica fino alla fine. La speranza di vincere era sfumata. Invece, la vittoria è giunta inaspettata ed è stato come passare dalla morte alla vita. Wael dice proprio questo della nuova atmosfera che si è instaurata in Egitto: "E' come se ci fosse stata restituita la vita". Anche Nagwa, che proprio ieri festeggiava il suo compleanno, esprime sentimenti simili: "Non dimenticherò mai il giorno del mio compleanno, perché è il giorno in cui è rinato l'Egitto". E poi dice ancora: "La malattia è passata".  La gioia incontenibile degli egiziani non è solo per aver cacciato il tiranno, un sogno che sembrava irrealizzabile, ma anche per il modo in cui lo hanno cacciato, con una rivolta pacifica e popolare, non partitica né ideologica. Sono ben consci naturalmente dei rischi della situazione e dell'enorme lavoro che resta da fare per smantellare il regime, ma la cacciata di Mubarak, oltre a essere fortemente simbolica, a restituito loro la fiducia in se stessi. Sanno che, d'ora in poi, la loro voce conterà, e se non sarà ascoltata hanno imparato come fare a farsi sentire. Ormai sono liberi dalla paura. Intanto, l'esercito sembra comportarsi bene. Nel comunicato numero 4 di stamattina, due sono i punti importanti da sottolineare: la dichiarazione che l'esercito si impegna a costruire una nazione civile (e non militare) e che tutti gli accordi e i trattati precedenti, regionali e internazionali, verranno rispettati. Nel frattempo, in piazza Tahrir si è cominciato a pulire e riordinare...