L’Egitto e la Libia
Radio Beckwith evangelica

Si sta tenendo, in piazza Tahrir, la manifestazione programmata per oggi contro il governo Shafiq. In effetti, proprio oggi è stato annunciato il ricambio di una decina di ministri, ma tra questi non si trovano i ministri della difesa, degli interni e degli esteri, i ministeri più cruciali e più sotto accusa per le violenze contro i manifestanti. Dunque, venerdì prossimo, come era facile indovinare, ci sarà un’altra manifestazione intitolata “il venerdì della purificazione” (gli egiziani non mancano certo d’inventiva!).

Uno dei tanti modo escogitati per difendersi dalle bastonate

Intanto, i Fratelli Musulmani annunciano il nome del loro futuro partito, Giustizia e Libertà, mentre l’esercito emana il comunicato numero 9 per rassicurare gli egiziani di avere in mano le redini del paese, contraddicendo chi teme che Mubarak possa ancora influire sulle decisioni di governo. A questo proposito, confutando le notizie circolate nei giorni scorsi, secondo le quali Mubarak, a Sharm el-Sheykh, avesse costruito un piccolo regno separato dal resto del paese, l’esercito afferma che la città è una città egiziana in tutto e per tutto, dunque sotto la sua giurisdizione.

Tuttavia, gli eventi in Libia hanno tenuto la scena anche in Egitto, e non potrebbe essere diversamente, visto che l’Egitto è pesantemente coinvolto, sia a causa della vicinanza, sia a causa della presenza di un milione e mezzo di egiziani in Libia. Questo, dunque, è stato l’argomento del giorno e la manifestazione di piazza Tahrir si è presto trasformata in manifestazione in sostegno dei libici. L’esercito si è massicciamente schierato sul confine libico, dopo che si è saputo che le forze di sicurezza libiche l’hanno lasciato completamente sguarnito. Ma sono anche stati disposti diversi ospedali da campo per accogliere i rifugiati, egiziani e non. Cinquanta medici egiziani, e varie carovane umanitarie, hanno attraversato il confine per portare cure, medicine, cibo, latte per i bambini, bende, ecc. Sono anche stati preparati aerei per rimpatriare i cittadini egiziani. Finora, sono riusciti a rientrare in più di ottomila e centinaia sono le persone di altre nazionalità che hanno attraversato il confine verso l’Egitto.

C’è enorme preoccupazione e partecipazione in Egitto, ma il coinvolgimento dell’esercito egiziano forse non si fermerà qui. E’ girata la notizia, oggi, di una telefonata ufficiale che le forze armate egiziane avrebbero fatto a Tripoli, per paventare un loro possibile intervento, invocato anche da molti libici. Un coinvolgimento armato contro Gheddafi, però, non è proprio quello di cui avrebbe bisogno il neonato Egitto. Speriamo che si muova tutta la comunità internazionale, uscendo dalla sua vergognosa immobilità.

Per rinfrancare lo spirito, ecco qualche altra foto che illustra l’umorismo e la creatività degli egiziani. Mostrano gli stratagemmi escogitati per proteggersi il capo dalle eventuali bastonate dei baltagheya. Dubito che sarebbero serviti a qualcosa, ma l’importante è provarci…

p.s. Gheddafi sta parlando alla nazione, un discorso degno di uno psicopatico (se lo trovate tradotto da qualche parte, provate a leggerlo). E’ riuscito persino a dire che finora non ha usato la forza, ma se la situazione non cambierà, ricorrerà alle armi. E’ insostenibile, e ormai sarà un’ora che delira!

Si sta tenendo, in piazza Tahrir, la manifestazione programmata per oggi contro il governo Shafiq. In effetti, proprio oggi è stato annunciato il ricambio di una decina di ministri, ma tra questi non si trovano i ministri della difesa, degli interni e degli esteri, i ministeri più cruciali e più sotto accusa per le violenze contro i manifestanti. Dunque, venerdì prossimo, come era facile indovinare, ci sarà un'altra manifestazione intitolata "il venerdì della purificazione" (gli egiziani non mancano certo d'inventiva!). [caption id="" align="alignright" width="213"] Uno dei tanti modo escogitati per difendersi dalle bastonate[/caption] Intanto, i Fratelli Musulmani annunciano il nome del loro futuro partito, Giustizia e Libertà, mentre l'esercito emana il comunicato numero 9 per rassicurare gli egiziani di avere in mano le redini del paese, contraddicendo chi teme che Mubarak possa ancora influire sulle decisioni di governo. A questo proposito, confutando le notizie circolate nei giorni scorsi, secondo le quali Mubarak, a Sharm el-Sheykh, avesse costruito un piccolo regno separato dal resto del paese, l'esercito afferma che la città è una città egiziana in tutto e per tutto, dunque sotto la sua giurisdizione. Tuttavia, gli eventi in Libia hanno tenuto la scena anche in Egitto, e non potrebbe essere diversamente, visto che l'Egitto è pesantemente coinvolto, sia a causa della vicinanza, sia a causa della presenza di un milione e mezzo di egiziani in Libia. Questo, dunque, è stato l'argomento del giorno e la manifestazione di piazza Tahrir si è presto trasformata in manifestazione in sostegno dei libici. L'esercito si è massicciamente schierato sul confine libico, dopo che si è saputo che le forze di sicurezza libiche l'hanno lasciato completamente sguarnito. Ma sono anche stati disposti diversi ospedali da campo per accogliere i rifugiati, egiziani e non. Cinquanta medici egiziani, e varie carovane umanitarie, hanno attraversato il confine per portare cure, medicine, cibo, latte per i bambini, bende, ecc. Sono anche stati preparati aerei per rimpatriare i cittadini egiziani. Finora, sono riusciti a rientrare in più di ottomila e centinaia sono le persone di altre nazionalità che hanno attraversato il confine verso l'Egitto. C'è enorme preoccupazione e partecipazione in Egitto, ma il coinvolgimento dell'esercito egiziano forse non si fermerà qui. E' girata la notizia, oggi, di una telefonata ufficiale che le forze armate egiziane avrebbero fatto a Tripoli, per paventare un loro possibile intervento, invocato anche da molti libici. Un coinvolgimento armato contro Gheddafi, però, non è proprio quello di cui avrebbe bisogno il neonato Egitto. Speriamo che si muova tutta la comunità internazionale, uscendo dalla sua vergognosa immobilità. Per rinfrancare lo spirito, ecco qualche altra foto che illustra l'umorismo e la creatività degli egiziani. Mostrano gli stratagemmi escogitati per proteggersi il capo dalle eventuali bastonate dei baltagheya. Dubito che sarebbero serviti a qualcosa, ma l'importante è provarci... p.s. Gheddafi sta parlando alla nazione, un discorso degno di uno psicopatico (se lo trovate tradotto da qualche parte, provate a leggerlo). E' riuscito persino a dire che finora non ha usato la forza, ma se la situazione non cambierà, ricorrerà alle armi. E' insostenibile, e ormai sarà un'ora che delira!