Gialli nel nuovo Egitto
Radio Beckwith evangelica

Un incidente assai strano ha tenuto banco in Egitto negli ultimi due giorni. Sembra che una macchina dei militari abbia attaccato il monastero di Anba Bishoi, a Wadi Natrun, non lontano dal Cairo. I militari avrebbero distrutto dei muretti a protezione del monastero e avrebbero persino sparato sui monaci. I giornali non sono riusciti a verificare quest’ultima informazione, tuttavia ieri sono scesi in piazza centinaia di copti per manifestare contro l’accaduto e lamentarsi con le forze armate. L’esercito, dal canto suo, ha affermato in un comunicato che non è mai avvenuto nessun attacco, perché le forze armate rispettano la sacralità dei luoghi di venerazione degli egiziani. I militari erano a Wadi Natrun solo per demolire dei muretti abusivi e questo si sono limitati a fare.
Come interpretare questi fatti? L’esercito fa forse il doppio gioco, mostrando pubblicamente un volto democratico e agendo in segreto in maniera repressiva? Questo dubbio è già stato sollevato più volte, ad esempio a proposito delle torture di manifestanti arrestati. Ma certo l’incidente, se fosse stato pianificato dall’esercito, sarebbe stato una mossa a dir poco stupida e controproducente, capace soltanto di minare la fiducia che la gente ha nelle forze armate. Se anche l’esercito avesse mire autoritarie, non sarebbe furbo agire in questo modo. Potrebbe allora essere un’azione di singoli militari, che non condividono la svolta democratica dell’esercito? Oppure è un complotto della controrivoluzione che vuole seminare il conflitto religioso? Magari non erano affatto militari, erano solo travestiti, eppure l’esercito, con il suo comunicato, ha confermato che era presente a Wadi Natrun…

Un bel giallo, ma solo uno dei tanti che accadono in Egitto dalla caduta di Mubarak. Temo che esistano tante forze nascoste che agitano le acque della scena pubblica egiziana e non c’è dubbio che alcune di queste cerchino di alimentare il conflitto religioso, succedeva già al tempo di Mubarak. Anzi, a proposito, ho intravvisto una notizia – che andrà confermata ovviamente – sul ritrovamento di carte, nel palazzo presidenziale, che proverebbero l’esistenza di una vera strategia diretta a  causare tensioni tra la comunità cristiana e quella musulmana. Beh, non ci sarebbe da stupirsi, visto quanto si è scoperto sul vero mandante dell’attentato di Alessandria.

Qualunque cosa sia davvero successa, non bisogna comunque dimenticare il senso di unione tra cristiani e musulmani espresso dalla piazza durante la rivoluzione. Senso di unione che già esisteva nella società, ma non aveva la stessa visibilità che ha invece avuto durante le manifestazioni e che è stato esplicitato con parole e fatti. Questa è la realtà predominante che si deve preservare e si deve tenere sempre in mente, altrimenti si finisce per fare il gioco di chi vuole le guerre di religione. E per aggiungere un granello di complessità, che sfati ancora di più le visioni stereotipate, un leader dei Fratelli Musulmani ha detto oggi in un’intervista che il loro futuro partito sarà aperto anche ai cristiani. Da non capirci più nulla!

Confidando dunque che il popolo egiziano saprà resistere a ogni tentativo di divisione, guardiamo il video qui sotto. Mostra una bandiera dell’Egitto che, simbolicamente, viene appesa tra la Chiesa dei Due Santi di Alessandria (quella dell’attentato) e la moschea accanto. Questo è il vero spirito della rivoluzione del 25 gennaio.

Un incidente assai strano ha tenuto banco in Egitto negli ultimi due giorni. Sembra che una macchina dei militari abbia attaccato il monastero di Anba Bishoi, a Wadi Natrun, non lontano dal Cairo. I militari avrebbero distrutto dei muretti a protezione del monastero e avrebbero persino sparato sui monaci. I giornali non sono riusciti a verificare quest'ultima informazione, tuttavia ieri sono scesi in piazza centinaia di copti per manifestare contro l'accaduto e lamentarsi con le forze armate. L'esercito, dal canto suo, ha affermato in un comunicato che non è mai avvenuto nessun attacco, perché le forze armate rispettano la sacralità dei luoghi di venerazione degli egiziani. I militari erano a Wadi Natrun solo per demolire dei muretti abusivi e questo si sono limitati a fare. Come interpretare questi fatti? L'esercito fa forse il doppio gioco, mostrando pubblicamente un volto democratico e agendo in segreto in maniera repressiva? Questo dubbio è già stato sollevato più volte, ad esempio a proposito delle torture di manifestanti arrestati. Ma certo l'incidente, se fosse stato pianificato dall'esercito, sarebbe stato una mossa a dir poco stupida e controproducente, capace soltanto di minare la fiducia che la gente ha nelle forze armate. Se anche l'esercito avesse mire autoritarie, non sarebbe furbo agire in questo modo. Potrebbe allora essere un'azione di singoli militari, che non condividono la svolta democratica dell'esercito? Oppure è un complotto della controrivoluzione che vuole seminare il conflitto religioso? Magari non erano affatto militari, erano solo travestiti, eppure l'esercito, con il suo comunicato, ha confermato che era presente a Wadi Natrun... Un bel giallo, ma solo uno dei tanti che accadono in Egitto dalla caduta di Mubarak. Temo che esistano tante forze nascoste che agitano le acque della scena pubblica egiziana e non c'è dubbio che alcune di queste cerchino di alimentare il conflitto religioso, succedeva già al tempo di Mubarak. Anzi, a proposito, ho intravvisto una notizia - che andrà confermata ovviamente - sul ritrovamento di carte, nel palazzo presidenziale, che proverebbero l'esistenza di una vera strategia diretta a  causare tensioni tra la comunità cristiana e quella musulmana. Beh, non ci sarebbe da stupirsi, visto quanto si è scoperto sul vero mandante dell'attentato di Alessandria. Qualunque cosa sia davvero successa, non bisogna comunque dimenticare il senso di unione tra cristiani e musulmani espresso dalla piazza durante la rivoluzione. Senso di unione che già esisteva nella società, ma non aveva la stessa visibilità che ha invece avuto durante le manifestazioni e che è stato esplicitato con parole e fatti. Questa è la realtà predominante che si deve preservare e si deve tenere sempre in mente, altrimenti si finisce per fare il gioco di chi vuole le guerre di religione. E per aggiungere un granello di complessità, che sfati ancora di più le visioni stereotipate, un leader dei Fratelli Musulmani ha detto oggi in un'intervista che il loro futuro partito sarà aperto anche ai cristiani. Da non capirci più nulla! Confidando dunque che il popolo egiziano saprà resistere a ogni tentativo di divisione, guardiamo il video qui sotto. Mostra una bandiera dell'Egitto che, simbolicamente, viene appesa tra la Chiesa dei Due Santi di Alessandria (quella dell'attentato) e la moschea accanto. Questo è il vero spirito della rivoluzione del 25 gennaio.

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