Prove di costruzione di un Paese
Radio Beckwith evangelica

L’Egitto continua ad avanzare verso il futuro, procedendo su due binari: lo smantellamento del vecchio regime e la ricostruzione della società, basata su principi democratici. Per quanto riguarda il primo punto, oggi ha fatto notizia la comparsa in tribunale di tre noti personaggi del vecchio regime: Ahmad Ezz, ex segretario generale del Partito Nazionale Democratico, Zuhayr Garrana, ex ministro del turismo, e Ahmed al-Maghrabi, ex ministro dell’edilizia. Sono accusati di frode ed appropriazione indebita di denaro pubblico. Vedere i tre in gabbia (letteralmente!), con la divisa bianca del carcere, deve essere stato un momento davvero storico per l’Egitto. La polizia ha dovuto proteggerli dalla furia inferocita sia all’ingresso, sia all’uscita del tribunale. E’ chiaro che essi incarnano la corruzione di trent’anni di regime e la folla si è sfogata su di loro. Speriamo che i processi, almeno in Egitto, si facciano sul serio.

L’Egitto ha inoltre chiesto a tredici nazioni, arabe e non, il congelamento dei fondi di Mubarak e famiglia. Se riusciranno a riavere indietro anche solo parte della ricchezza rubata al paese sarà già una vittoria.

Per quanto riguarda invece la ricostruzione del paese, si sono nuovamente attivati i giudici della corrente indipendente. Centocinquanta di loro hanno avanzato una proposta per garantire la trasparenza e la regolarità delle prossime elezioni. La proposta racchiude diversi punti, tra i quali:

– la supervisione di ogni procedura delle elezioni da parte di giudici dei tribunali superiori, eletti dall’Assemblea Generale dei giudici.
– la preparazione di liste elettorali sulla base dei registri civici delle varie circoscrizioni, nelle quali sia indicato il nome dell’elettore assieme al suo numero identificativo nazionale (basarsi solo sul nome per identificare una persona è una cosa impossibile in Egitto, data la frequenza delle omonimie…). Le liste devono poi essere messe a disposizione di tutti, per almeno due mesi, presso i tribunali di prima istanza, in modo da permettere a chiunque di sollevare eventuali obiezioni presso i rappresentanti della Suprema Commissione per il Controllo delle Elezioni.
– la presentazione delle candidature presso i tribunali di prima istanza.
– la presenza di un giudice in ogni seggio elettorale durante lo svolgimento delle elezioni

Ma l’Egitto, nemmeno oggi, ha potuto dimenticare la Libia. Infatti, nel quartiere di Mohandiseen, al Cairo, si è organizzata una campagna per la raccolta di sangue da donare ai libici. L’obiettivo è raccogliere almeno mille sacche, e non ho dubbi che ci riusciranno, gli egiziani sono gente generosa.

E ora, per sorridere un po’, vi allego tre foto. La prima mostra degli egiziani pronti a salire sul microbus, il mezzo di trasporto più popolare in Egitto. Guardate bene… Ebbene sì, si sono messi in fila, non è un miraggio. Miracolo della rivoluzione egiziana!

La seconda foto, invece, mostra Mubarak in piazza che manifesta. Il cartello dice “Mubarak vuole cambiare il popolo!”, invertendo il tipico slogan dei manifestanti che urlavano “Il popolo vuole cambiare il regime!”.

La terza foto, infine, mostra Mubarak camuffato, con i baffi, calvo e il segno sulla fronte dovuto alle frequenti preghiere. In alto a destra c’è scritto “Pensiero nuovo”, e sotto “Mahmud Huseyn Mabruk, il vostro candidato alle elezioni presidenziali 2011”. Ovviamente Mahmud Huseyn Mabruk è la storpiatura di Mohammad Hosni Mubarak… La gente è ben conscia dei tentativi del vecchio regime di riciclarsi!

L'Egitto continua ad avanzare verso il futuro, procedendo su due binari: lo smantellamento del vecchio regime e la ricostruzione della società, basata su principi democratici. Per quanto riguarda il primo punto, oggi ha fatto notizia la comparsa in tribunale di tre noti personaggi del vecchio regime: Ahmad Ezz, ex segretario generale del Partito Nazionale Democratico, Zuhayr Garrana, ex ministro del turismo, e Ahmed al-Maghrabi, ex ministro dell'edilizia. Sono accusati di frode ed appropriazione indebita di denaro pubblico. Vedere i tre in gabbia (letteralmente!), con la divisa bianca del carcere, deve essere stato un momento davvero storico per l'Egitto. La polizia ha dovuto proteggerli dalla furia inferocita sia all'ingresso, sia all'uscita del tribunale. E' chiaro che essi incarnano la corruzione di trent'anni di regime e la folla si è sfogata su di loro. Speriamo che i processi, almeno in Egitto, si facciano sul serio. L'Egitto ha inoltre chiesto a tredici nazioni, arabe e non, il congelamento dei fondi di Mubarak e famiglia. Se riusciranno a riavere indietro anche solo parte della ricchezza rubata al paese sarà già una vittoria. Per quanto riguarda invece la ricostruzione del paese, si sono nuovamente attivati i giudici della corrente indipendente. Centocinquanta di loro hanno avanzato una proposta per garantire la trasparenza e la regolarità delle prossime elezioni. La proposta racchiude diversi punti, tra i quali: - la supervisione di ogni procedura delle elezioni da parte di giudici dei tribunali superiori, eletti dall'Assemblea Generale dei giudici. - la preparazione di liste elettorali sulla base dei registri civici delle varie circoscrizioni, nelle quali sia indicato il nome dell'elettore assieme al suo numero identificativo nazionale (basarsi solo sul nome per identificare una persona è una cosa impossibile in Egitto, data la frequenza delle omonimie...). Le liste devono poi essere messe a disposizione di tutti, per almeno due mesi, presso i tribunali di prima istanza, in modo da permettere a chiunque di sollevare eventuali obiezioni presso i rappresentanti della Suprema Commissione per il Controllo delle Elezioni. - la presentazione delle candidature presso i tribunali di prima istanza. - la presenza di un giudice in ogni seggio elettorale durante lo svolgimento delle elezioni Ma l'Egitto, nemmeno oggi, ha potuto dimenticare la Libia. Infatti, nel quartiere di Mohandiseen, al Cairo, si è organizzata una campagna per la raccolta di sangue da donare ai libici. L'obiettivo è raccogliere almeno mille sacche, e non ho dubbi che ci riusciranno, gli egiziani sono gente generosa. E ora, per sorridere un po', vi allego tre foto. La prima mostra degli egiziani pronti a salire sul microbus, il mezzo di trasporto più popolare in Egitto. Guardate bene... Ebbene sì, si sono messi in fila, non è un miraggio. Miracolo della rivoluzione egiziana! La seconda foto, invece, mostra Mubarak in piazza che manifesta. Il cartello dice "Mubarak vuole cambiare il popolo!", invertendo il tipico slogan dei manifestanti che urlavano "Il popolo vuole cambiare il regime!". La terza foto, infine, mostra Mubarak camuffato, con i baffi, calvo e il segno sulla fronte dovuto alle frequenti preghiere. In alto a destra c'è scritto "Pensiero nuovo", e sotto "Mahmud Huseyn Mabruk, il vostro candidato alle elezioni presidenziali 2011". Ovviamente Mahmud Huseyn Mabruk è la storpiatura di Mohammad Hosni Mubarak... La gente è ben conscia dei tentativi del vecchio regime di riciclarsi!