I venti di protesta soffiano di nuovo
Radio Beckwith evangelica

Temo che i venti di nuove proteste che soffiavano in piazza Tahrir ieri non si placheranno. C’è voglia di tornare a protestare con convinzione. Ieri sera, infatti, alcuni manifestanti rimasti in piazza Tahrir, dopo la grande manifestazione, sono stati picchiati dalla polizia militare che tentava di sgomberarli. L’esercito oggi ha ribadito che non ha e non userà mai la violenza contro i manifestanti. Benissimo, ma qualcuno che picchia c’è, allora chi è e chi ne ha il controllo? C’è ancora troppo del vecchio regime nel nuovo Egitto, dunque non mi stupirei se i giovani riprendessero a manifestare a oltranza…
L’evento di oggi, però, è stato l’annuncio dei risultati della commissione costituzionale, molto criticata, che sicuramente alimenteranno ancora di più le discussioni. Innanzitutto, il mandato del presidente della Repubblica sarà ridotto a quattro anni (prima erano sei) e saranno permessi massimo due mandati, che dovranno essere consecutivi, poi basta per il resto della vita. Il limite d’età per candidarsi sarà quarant’anni (chissà quanti anni ha Wael Ghonim? Devo verificare…), ma non ci sarà un limite massimo d’età. Fin qui abbastanza bene, ma poi iniziano le stranezze. Il presidente della Repubblica dovrà essere egiziano (beh, richiesta legittima) e di padre e madre egiziani (cosa più strana… Esclude Suzanne Mubarak, ma quando si parla del presidente della Repubblica se ne parla sempre al maschile, la possibilità che possa essere una donna non è affatto contemplata). Tornando ai requisiti del presidente, non dovrà possedere nessun’altra nazionalità oltre a quella egiziana (ecco là, qui c’è una trappola, non mi ricordo quale dei possibili candidati famosi abbia doppia cittadinanza egiziana e americana, forse el Baradei, dato che leggo un tweet di qualcuno che protesta: “No, no, el Baradei è egiziano egiziano!”). Ma non finisce qua: il presidente non può nemmeno essere sposato con una straniera. Quest’ultima proprio non la capisco, ma ci sarà certamente una ragione logica che emergerà presto.

Ci sarà tempo di commentare tutto questo nei prossimi giorni, assieme alle reazioni a questi emendamenti, ma c’è già chi dice che è ora di tornare in piazza. Come dicevo, i venti di protesta soffiano di nuovo…

Vi lascio con la traduzione di un post di oggi dal sito “Siamo tutti Khaled Said” (Khaled Said è un giovane blogger trucidato dalla polizia pochi mesi fa). Dice:

la rivoluzione non deve mettere nessuno al di sopra degli altri… La rivoluzione è la rivoluzione di tutto il popolo… Gli eroi della rivoluzione sono tutti gli egiziani, non esiste un eroe singolo, una leggenda o un personaggio simbolico nel nome del quale protestiamo… I veri eroi della rivoluzione sono coloro che per essa hanno dato la vita, poi coloro che sono stati feriti, hanno perso un occhio o sono stati colpiti da pallottole vere o di gomma… poi viene tutto il popolo, di tutte le religioni… Non esiste nessun eroe della rivoluzione, né un leader della rivoluzione, e nemmeno chi la organizza… Noi tutti lo sappiamo bene… Questa è la rivoluzione del popolo egiziano.

E basta poco a riportare questo popolo in piazza, ma speriamo che non ce ne sia bisogno.

Temo che i venti di nuove proteste che soffiavano in piazza Tahrir ieri non si placheranno. C'è voglia di tornare a protestare con convinzione. Ieri sera, infatti, alcuni manifestanti rimasti in piazza Tahrir, dopo la grande manifestazione, sono stati picchiati dalla polizia militare che tentava di sgomberarli. L'esercito oggi ha ribadito che non ha e non userà mai la violenza contro i manifestanti. Benissimo, ma qualcuno che picchia c'è, allora chi è e chi ne ha il controllo? C'è ancora troppo del vecchio regime nel nuovo Egitto, dunque non mi stupirei se i giovani riprendessero a manifestare a oltranza... L'evento di oggi, però, è stato l'annuncio dei risultati della commissione costituzionale, molto criticata, che sicuramente alimenteranno ancora di più le discussioni. Innanzitutto, il mandato del presidente della Repubblica sarà ridotto a quattro anni (prima erano sei) e saranno permessi massimo due mandati, che dovranno essere consecutivi, poi basta per il resto della vita. Il limite d'età per candidarsi sarà quarant'anni (chissà quanti anni ha Wael Ghonim? Devo verificare...), ma non ci sarà un limite massimo d'età. Fin qui abbastanza bene, ma poi iniziano le stranezze. Il presidente della Repubblica dovrà essere egiziano (beh, richiesta legittima) e di padre e madre egiziani (cosa più strana... Esclude Suzanne Mubarak, ma quando si parla del presidente della Repubblica se ne parla sempre al maschile, la possibilità che possa essere una donna non è affatto contemplata). Tornando ai requisiti del presidente, non dovrà possedere nessun'altra nazionalità oltre a quella egiziana (ecco là, qui c'è una trappola, non mi ricordo quale dei possibili candidati famosi abbia doppia cittadinanza egiziana e americana, forse el Baradei, dato che leggo un tweet di qualcuno che protesta: "No, no, el Baradei è egiziano egiziano!"). Ma non finisce qua: il presidente non può nemmeno essere sposato con una straniera. Quest'ultima proprio non la capisco, ma ci sarà certamente una ragione logica che emergerà presto. Ci sarà tempo di commentare tutto questo nei prossimi giorni, assieme alle reazioni a questi emendamenti, ma c'è già chi dice che è ora di tornare in piazza. Come dicevo, i venti di protesta soffiano di nuovo... Vi lascio con la traduzione di un post di oggi dal sito "Siamo tutti Khaled Said" (Khaled Said è un giovane blogger trucidato dalla polizia pochi mesi fa). Dice: la rivoluzione non deve mettere nessuno al di sopra degli altri... La rivoluzione è la rivoluzione di tutto il popolo... Gli eroi della rivoluzione sono tutti gli egiziani, non esiste un eroe singolo, una leggenda o un personaggio simbolico nel nome del quale protestiamo... I veri eroi della rivoluzione sono coloro che per essa hanno dato la vita, poi coloro che sono stati feriti, hanno perso un occhio o sono stati colpiti da pallottole vere o di gomma... poi viene tutto il popolo, di tutte le religioni... Non esiste nessun eroe della rivoluzione, né un leader della rivoluzione, e nemmeno chi la organizza... Noi tutti lo sappiamo bene... Questa è la rivoluzione del popolo egiziano. E basta poco a riportare questo popolo in piazza, ma speriamo che non ce ne sia bisogno.