Il Giorno dell’Unità Nazionale
Radio Beckwith evangelica

In piazza Tahrir, quest’oggi, si è festeggiato il Giorno dell’Unità Nazionale, per dire no alle divisioni religiose nel paese e a chi tenta di alimentarle. Il predicatore del venerdì ha insistito molto su questo punto, chiedendo anche al governo di aprire un conto corrente, al quale i musulmani possano inviare donazioni per ricostruire la chiesa bruciata di Atfih. Durante la manifestazione, che ha radunato migliaia di persone, ha parlato anche Buthayna Kamel, la presentatrice televisiva che l’8 marzo guidava la marcia delle donne. Ha denunciato la corruzione della tv egiziana, che non sa far altro che essere asservita al potente di turno. C’era anche una delegazione di libici, i quali hanno dichiarato di essere molto fieri di trovarsi nella ormai mitica piazza Tahrir. Infine, una preghiera è stata rivolta anche al Giappone.

Qui sotto trovate un video della giornata, in inglese, ma le immagini parlano da sole:

Intanto, sembra che la polizia sia finalmente tornata al lavoro, mettendo un freno all’ondata di rapine e rapimenti di persone (allo scopo di chiedere un riscatto) che negli ultimi giorni ha sconvolto l’Egitto. Più esattamente (e non per coincidenza) i rapimenti sono iniziati dopo l’irruzione in varie sedi della sicurezza nazionale. I giornali hanno dato molto risalto alla notiza del ritorno della sicurezza nelle strade, tuttavia i ragazzi di Twitter, che hanno prontamente effettuato varie perlustrazioni delle città, sostengono che la polizia sia schierata solo nel centro, dove ci sono le telecamere della tv.

In piazza Tahrir, oggi, si è anche annunciata l’intenzione di raccogliere almeno un milione di firme per chiedere il processo di Mubarak. Nel frattempo, sono stati arrestati quattro dirigenti del Ministero degli Interni, accusati di aver ordinato di sparare sui manifestanti con munizioni vere. Due membri del Partito Nazional Democratico, invece, sono stati arrestati per il loro coinvolgimento in quella che è stata chiamata “la battaglia dei cammelli”, con riferimento all’aggressione subita dai manifestanti, il 1 febbraio scorso, per mano di uomini pagati dal regime, a dorso, appunto, di cammelli. Sono piccoli passi significativi.

E nel frattempo, ci si prepara al referendum del 19 marzo sugli emendamenti costituzionali… Solo che, oggi, un sondaggio commissionato dal governo ha rivelato che il 57% degli egiziani voterebbe contro questi emendamenti, preferendo una nuova Costituzione, riscritta dalla a alla zeta. Cosa succederebbe allora in questo caso? Nessuno ci ha ancora veramente pensato, ma la data si avvicina.

In piazza Tahrir, quest'oggi, si è festeggiato il Giorno dell'Unità Nazionale, per dire no alle divisioni religiose nel paese e a chi tenta di alimentarle. Il predicatore del venerdì ha insistito molto su questo punto, chiedendo anche al governo di aprire un conto corrente, al quale i musulmani possano inviare donazioni per ricostruire la chiesa bruciata di Atfih. Durante la manifestazione, che ha radunato migliaia di persone, ha parlato anche Buthayna Kamel, la presentatrice televisiva che l'8 marzo guidava la marcia delle donne. Ha denunciato la corruzione della tv egiziana, che non sa far altro che essere asservita al potente di turno. C'era anche una delegazione di libici, i quali hanno dichiarato di essere molto fieri di trovarsi nella ormai mitica piazza Tahrir. Infine, una preghiera è stata rivolta anche al Giappone. Qui sotto trovate un video della giornata, in inglese, ma le immagini parlano da sole:

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Intanto, sembra che la polizia sia finalmente tornata al lavoro, mettendo un freno all'ondata di rapine e rapimenti di persone (allo scopo di chiedere un riscatto) che negli ultimi giorni ha sconvolto l'Egitto. Più esattamente (e non per coincidenza) i rapimenti sono iniziati dopo l'irruzione in varie sedi della sicurezza nazionale. I giornali hanno dato molto risalto alla notiza del ritorno della sicurezza nelle strade, tuttavia i ragazzi di Twitter, che hanno prontamente effettuato varie perlustrazioni delle città, sostengono che la polizia sia schierata solo nel centro, dove ci sono le telecamere della tv. In piazza Tahrir, oggi, si è anche annunciata l'intenzione di raccogliere almeno un milione di firme per chiedere il processo di Mubarak. Nel frattempo, sono stati arrestati quattro dirigenti del Ministero degli Interni, accusati di aver ordinato di sparare sui manifestanti con munizioni vere. Due membri del Partito Nazional Democratico, invece, sono stati arrestati per il loro coinvolgimento in quella che è stata chiamata "la battaglia dei cammelli", con riferimento all'aggressione subita dai manifestanti, il 1 febbraio scorso, per mano di uomini pagati dal regime, a dorso, appunto, di cammelli. Sono piccoli passi significativi. E nel frattempo, ci si prepara al referendum del 19 marzo sugli emendamenti costituzionali... Solo che, oggi, un sondaggio commissionato dal governo ha rivelato che il 57% degli egiziani voterebbe contro questi emendamenti, preferendo una nuova Costituzione, riscritta dalla a alla zeta. Cosa succederebbe allora in questo caso? Nessuno ci ha ancora veramente pensato, ma la data si avvicina.