Il 6 aprile
Radio Beckwith evangelica

Il 6 aprile è l’anniversario dell’omonimo movimento egiziano che, nel 2008, ha organizzato uno sciopero generale ormai famoso, considerato uno dei segni premonitori della rivoluzione di gennaio. E quale notizia poteva rendere i festeggiamenti del movimento 6 aprile ancora più gioiosi, di quella dell’imminente processo di Mubarak e compagnia?

Tanto per cominciare, è stato arrestato l’ex ministro degli alloggi Ibrahim Suleyman (o Soliman, all’egiziana). Poi, è giunta la notizia che domani inizierà l’interrogatorio di Zakariya Azmi, ex capo dell’Ufficio di Presidenza (dunque uomo vicinissimo al rais) e uno dei “tre big” della corruzione del vecchio regime, mentre la prossima settimana sarà il turno di Gamal Mubarak. Infine, ciliegina sulla torta, Mohammed Husein Tantawi, capo del Supremo Consiglio delle Forze Armate, ha formato una commissione speciale, incaricata di intraprendere tutte le misure necessarie a procedere contro Mubarak padre, per quanto riguarda la questione dell’accumulo di ricchezze indebite. E queste ricchezze sono impressionanti! Il giornale al-Masry al-Youm ha pubblicato oggi una serie di fotografie della villa-castello di Sharm el-Sheykh, dove Mubarak è “confinato”. La villa, di cui allego due foto, è costruita in riva al mare, praticamente sulla barriera corallina, dice il giornale. I mobili sono importati da Stati Uniti e Europa e, per la costruzione, si sono adottate tecniche raffinatissime, perché il terreno particolare della costa non è facile da lavorare. Il costruttore è un noto uomo d’affari che, se non ricordo male, è anche implicato nello scandalo della vendita del gas a Israele a prezzi irrisori.

Mubarak, tuttavia, non sembra intenzionato a collaborare. Pare che le sue guardie, ieri, si siano rifiutate di ritirare un mandato di comparizione per il loro padrone, cosa che ha suscitato le ire dei magistrati, i quali hanno fatto notare che ormai Mubarak è un comune cittadino e non gli vanno usati riguardi. I giornali, a questo punto, hanno prontamente fatto sapere che “le condizioni sue e della sua famiglia si sono aggravate”, come sempre quando per loro tira brutta aria. Ma nonostante la sua evidente ritrosia, Mubarak si sta anche preparando. Ha già costituito un team di avvocati difensori, capeggiati da un inglese. Sì, perché il made in Egypt è sempre andato bene solo per i poveri.

Queste ultime notizie hanno rinfrancato la piazza, ma l’appuntamento di venerdì prossimo non è affatto rimandato, anzi la manifestazione è confermata e la gente è più decisa che mai ad andare fino in fondo.

Sul versante religioso, si è avviato un interessante dialogo tra alcune organizzazioni di giovani copti e i giovani dei Fratelli Musulmani. I compagni “più grandi”, nei giorni scorsi, avevano rifiutato il dialogo, ma i giovani hanno deciso di provare. Ora però sta entrando in scena un altro “attore religioso”: si tratta dei sufi, tirati in ballo dai salafiti che, negli ultimi giorni, li hanno presi a bersaglio assieme ai copti. Lo sheykh sufi più importante di Alessandria, Gaber Qasim al-Khuli, ha dichiarato oggi che è necessario entrare in politica per opporsi ai salafiti. Ci sarà un partito sufi dunque? Forse, e non ci sarebbe da stupirsi. Ma la cosa più interessante del discorso di al-Khuli è l’aver riconosciuto apertamente che i sufi hanno commesso un grosso sbaglio nell’appoggiare incondizionatamente Mubarak e il Partito Nazional Democratico per anni e anni. Infatti, i sufi non sono certo stati da meno di al-Azhar e della Chiesa Copta nel soffocare ogni passato tentativo di rivolta, ma i tempi sono cambiati.

Per augurarvi la buonanotte vi lascio con una delle tante canzoni della rivoluzione (dal tono dolce, questa volta, niente rap). S’intitola “Kan lazim” (Era necessario). La cosa interessante del video è il legame esplicito che esso instaura tra la rivoluzione di luglio del ’52 e la rivoluzione attuale di gennaio. Il protagonista, all’inizio del video, scrive la data della prima, poi, alla fine, la cancella e scrive la data del 25 gennaio 2011. Anche se la canzone è in dialetto egiziano, senza sottotitoli, le immagini sono eloquenti.

Il 6 aprile è l'anniversario dell'omonimo movimento egiziano che, nel 2008, ha organizzato uno sciopero generale ormai famoso, considerato uno dei segni premonitori della rivoluzione di gennaio. E quale notizia poteva rendere i festeggiamenti del movimento 6 aprile ancora più gioiosi, di quella dell'imminente processo di Mubarak e compagnia? Tanto per cominciare, è stato arrestato l'ex ministro degli alloggi Ibrahim Suleyman (o Soliman, all'egiziana). Poi, è giunta la notizia che domani inizierà l'interrogatorio di Zakariya Azmi, ex capo dell'Ufficio di Presidenza (dunque uomo vicinissimo al rais) e uno dei "tre big" della corruzione del vecchio regime, mentre la prossima settimana sarà il turno di Gamal Mubarak. Infine, ciliegina sulla torta, Mohammed Husein Tantawi, capo del Supremo Consiglio delle Forze Armate, ha formato una commissione speciale, incaricata di intraprendere tutte le misure necessarie a procedere contro Mubarak padre, per quanto riguarda la questione dell'accumulo di ricchezze indebite. E queste ricchezze sono impressionanti! Il giornale al-Masry al-Youm ha pubblicato oggi una serie di fotografie della villa-castello di Sharm el-Sheykh, dove Mubarak è "confinato". La villa, di cui allego due foto, è costruita in riva al mare, praticamente sulla barriera corallina, dice il giornale. I mobili sono importati da Stati Uniti e Europa e, per la costruzione, si sono adottate tecniche raffinatissime, perché il terreno particolare della costa non è facile da lavorare. Il costruttore è un noto uomo d'affari che, se non ricordo male, è anche implicato nello scandalo della vendita del gas a Israele a prezzi irrisori. Mubarak, tuttavia, non sembra intenzionato a collaborare. Pare che le sue guardie, ieri, si siano rifiutate di ritirare un mandato di comparizione per il loro padrone, cosa che ha suscitato le ire dei magistrati, i quali hanno fatto notare che ormai Mubarak è un comune cittadino e non gli vanno usati riguardi. I giornali, a questo punto, hanno prontamente fatto sapere che "le condizioni sue e della sua famiglia si sono aggravate", come sempre quando per loro tira brutta aria. Ma nonostante la sua evidente ritrosia, Mubarak si sta anche preparando. Ha già costituito un team di avvocati difensori, capeggiati da un inglese. Sì, perché il made in Egypt è sempre andato bene solo per i poveri. Queste ultime notizie hanno rinfrancato la piazza, ma l'appuntamento di venerdì prossimo non è affatto rimandato, anzi la manifestazione è confermata e la gente è più decisa che mai ad andare fino in fondo. Sul versante religioso, si è avviato un interessante dialogo tra alcune organizzazioni di giovani copti e i giovani dei Fratelli Musulmani. I compagni "più grandi", nei giorni scorsi, avevano rifiutato il dialogo, ma i giovani hanno deciso di provare. Ora però sta entrando in scena un altro "attore religioso": si tratta dei sufi, tirati in ballo dai salafiti che, negli ultimi giorni, li hanno presi a bersaglio assieme ai copti. Lo sheykh sufi più importante di Alessandria, Gaber Qasim al-Khuli, ha dichiarato oggi che è necessario entrare in politica per opporsi ai salafiti. Ci sarà un partito sufi dunque? Forse, e non ci sarebbe da stupirsi. Ma la cosa più interessante del discorso di al-Khuli è l'aver riconosciuto apertamente che i sufi hanno commesso un grosso sbaglio nell'appoggiare incondizionatamente Mubarak e il Partito Nazional Democratico per anni e anni. Infatti, i sufi non sono certo stati da meno di al-Azhar e della Chiesa Copta nel soffocare ogni passato tentativo di rivolta, ma i tempi sono cambiati. Per augurarvi la buonanotte vi lascio con una delle tante canzoni della rivoluzione (dal tono dolce, questa volta, niente rap). S'intitola "Kan lazim" (Era necessario). La cosa interessante del video è il legame esplicito che esso instaura tra la rivoluzione di luglio del '52 e la rivoluzione attuale di gennaio. Il protagonista, all'inizio del video, scrive la data della prima, poi, alla fine, la cancella e scrive la data del 25 gennaio 2011. Anche se la canzone è in dialetto egiziano, senza sottotitoli, le immagini sono eloquenti.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=B_n_e_Wt6oI[/youtube]