Affari privati tra Mubarak e Berlusconi
Radio Beckwith evangelica

Ieri sera, mentre scorrevo le ultime notizie sul sito di al-Ahram, sono improvvisamente incappata nel nome di Berlusconi. “Anche qui!” – ho subito pensato – “Ma allora non c’è modo di sfuggire alla saga berlusconiana nemmeno in Egitto!”.

Quando ho capito che non si trattava della storia di Ruby – proprio non ce l’avrei fatta a sorbirmi anche la versione in arabo – ho letto l’articolo fino in fondo. L’argomento era il seguente. Fonti importanti, non precisate dal giornale, hanno rivelato che ci sarebbero forti prove dell’esistenza di una relazione commerciale privata tra l’ex rais Mubarak e il nostro primo ministro. Mubarak avrebbe concesso a un’azienda di Berlusconi in Egitto privilegi senza precedenti. L’ex governatore del Sinai del sud, infatti, spinto da Mubarak, avrebbe concesso a tale ditta italiana il permesso straordinario di comprare vaste distese di terra nella penisola, violando la legge che vieta agli stranieri di possedere terreni nel Sinai. La terra, in totale circa 500.000 metri quadrati, sarebbe poi stata divisa in lotti e venduta a stranieri da una sede nel Lussemburgo, a prezzi esorbitanti.

Già questo basterebbe, ma non è finita qui. Le stesse fonti consultate dal giornale hanno anche avanzato l’ipotesi che, in cambio di tale favore da parte di Mubarak, il governo italiano (e sottolineo il governo italiano, non il privato Berlusconi), avrebbe esercitato il diritto di veto nell’Unione Europea per impedire il congelamento dei beni della famiglia dell’ex rais, decisione in discussione proprio in questi giorni. Lascio a voi i commenti.

Non ho sentito nulla di questo sui giornali italiani e naturalmente si dovranno aspettare ulteriori indagini e conferme. Se ci saranno sviluppi in Egitto, vi terrò al corrente. Certo, la cosa non aggiunge nulla a quanto già sappiamo sulla nostra “politica estera”, tuttavia nessun dettaglio deve essere trascurato. Prometto che da domani tornerò a occuparmi degli affari più propriamente egiziani.

Ieri sera, mentre scorrevo le ultime notizie sul sito di al-Ahram, sono improvvisamente incappata nel nome di Berlusconi. "Anche qui!" - ho subito pensato - "Ma allora non c'è modo di sfuggire alla saga berlusconiana nemmeno in Egitto!". Quando ho capito che non si trattava della storia di Ruby - proprio non ce l'avrei fatta a sorbirmi anche la versione in arabo - ho letto l'articolo fino in fondo. L'argomento era il seguente. Fonti importanti, non precisate dal giornale, hanno rivelato che ci sarebbero forti prove dell'esistenza di una relazione commerciale privata tra l'ex rais Mubarak e il nostro primo ministro. Mubarak avrebbe concesso a un'azienda di Berlusconi in Egitto privilegi senza precedenti. L'ex governatore del Sinai del sud, infatti, spinto da Mubarak, avrebbe concesso a tale ditta italiana il permesso straordinario di comprare vaste distese di terra nella penisola, violando la legge che vieta agli stranieri di possedere terreni nel Sinai. La terra, in totale circa 500.000 metri quadrati, sarebbe poi stata divisa in lotti e venduta a stranieri da una sede nel Lussemburgo, a prezzi esorbitanti. Già questo basterebbe, ma non è finita qui. Le stesse fonti consultate dal giornale hanno anche avanzato l'ipotesi che, in cambio di tale favore da parte di Mubarak, il governo italiano (e sottolineo il governo italiano, non il privato Berlusconi), avrebbe esercitato il diritto di veto nell'Unione Europea per impedire il congelamento dei beni della famiglia dell'ex rais, decisione in discussione proprio in questi giorni. Lascio a voi i commenti. Non ho sentito nulla di questo sui giornali italiani e naturalmente si dovranno aspettare ulteriori indagini e conferme. Se ci saranno sviluppi in Egitto, vi terrò al corrente. Certo, la cosa non aggiunge nulla a quanto già sappiamo sulla nostra "politica estera", tuttavia nessun dettaglio deve essere trascurato. Prometto che da domani tornerò a occuparmi degli affari più propriamente egiziani.