Correzioni storiche in attesa della Pasqua
Radio Beckwith evangelica

La rivoluzione del 25 gennaio è anche l’occasione di rivedere i manuali di storia delle scuole elementari e medie, considerati troppo pro-Mubarak e pro-Partito Nazional Democratico. Dei manuali ideologici, più che dei manuali di storia. Il Ministero della Pubblica Istruzione ha pertanto incaricato una commissione di storici di verificarne i contenuti e proporre delle modifiche.

La commissione ha già avanzato le prime proposte di correzioni, che saranno integrate nei manuali già a partire dal prossimo anno scolastico. Sono le correzioni più urgenti, poi si studierà una revisione più approfondita. Tra le modifiche c’è la rimozione di Suzanne Mubarak dal capitolo dedicato ai personaggi femminili più significativi della storia egiziana e c’è anche una correzione che riguarda il primo Presidente della Repubblica: nei manuali, infatti, era scritto che il primo è stato Gamal Abdel Nasser, mentre in realtà è stato Muhammad Naguib. Un altro errore che è stato corretto è la nota sulla partecipazione del Presidente Sadat alla guerra di Palestina, del tutto falsa. Inserito, invece, un paragrafo sul comandante delle forze armate egiziane dei primi anni settanta e sul suo ruolo nella guerra di Ottobre. La commissione ha quindi proposto di eliminare il capitolo sulle riforme di Mubarak, ritenuto menzognero, mentre il suo contributo alla guerra di Ottobre è un fatto storico innegabile. La novità sarà l’introduzione di un capitolo intero dedicato alla rivoluzione del 25 gennaio.

Continua, invece, il dibattito sulla deposizione di Omar Suleyman, che oltre a scagionare Mubarak, ha affermato di avere delle informazioni che non poteva rivelare per ragioni di sicurezza. Qualcuno obietta che tale atteggiamento è un ostacolo al corso della giustizia. Suleyman dovrebbe rivelare le informazioni in suo possesso e poi sarà la Procura a decidere se secretarle o meno per ragioni di sicurezza nazionale. Fathi Sorour, invece, ha sostenuto davanti alla Procura che, il giorno dopo la famosa “battaglia del cammello”, durante la quale numerose persone hanno perso la vita, si è tenuto un incontro ufficiale tra Mubarak e tutti i suoi ministri, più Omar Suleyman, nel quale le vittime sarebbero state pesantemente derise e si sarebbe scherzato sui vari modi di uccidere i manifestanti. Sorour, e anche Zakariya Azmi, si sono presi altri 15 giorni di custodia cautelare.

Mubarak, invece, è sempre a Sharm el-Sheykh, dove ha chiesto ufficialmente – secondo fonti militari – di poter rimanere per tutti i 15 giorni di custodia cautelare. Chiaramente, questa richiesta ha scatenato un altro dibattito. Perché l’esercito usa la mano tenera con lui? Dopotutto, quale altro cittadino potrebbe osare fare una richiesta simile? Questo dibattito si affianca a quello sulle celle di lusso in cui sarebbero detenuti Gamal e Alaa. L’esercito, naturalmente, nega tutto.

Intanto, si attendono nuovi sviluppi a Qena. Girano voci che, sul posto, sia stata indetta una marcia del milione per domani, mentre il governo ha annunciato che il governatore rimarrà al suo posto. E’ dunque stata decisa la linea dura. Speriamo che le cose si risolvano per il meglio.

L’Egitto, nel frattempo, si prepara alla Pasqua. Pare che la chiesa copto-cattolica abbia rivolto un invito ai Fratelli Musulmani a partecipare alla messa. Vedremo…

Vi allego un file in cui troverete un’email, giunta alla rivista online www.italialaica.it, nel quale un lettore critica il mio pezzo su Vittorio Arrigoni e l’Egitto. Di seguito troverete la mia risposta, che potete anche leggere direttamente sul sito. Invio anche a voi la mia replica, perché questo genere di critiche sono piuttosto diffuse, dunque penso che possa essere di interesse anche a voi.

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La rivoluzione del 25 gennaio è anche l'occasione di rivedere i manuali di storia delle scuole elementari e medie, considerati troppo pro-Mubarak e pro-Partito Nazional Democratico. Dei manuali ideologici, più che dei manuali di storia. Il Ministero della Pubblica Istruzione ha pertanto incaricato una commissione di storici di verificarne i contenuti e proporre delle modifiche. La commissione ha già avanzato le prime proposte di correzioni, che saranno integrate nei manuali già a partire dal prossimo anno scolastico. Sono le correzioni più urgenti, poi si studierà una revisione più approfondita. Tra le modifiche c'è la rimozione di Suzanne Mubarak dal capitolo dedicato ai personaggi femminili più significativi della storia egiziana e c'è anche una correzione che riguarda il primo Presidente della Repubblica: nei manuali, infatti, era scritto che il primo è stato Gamal Abdel Nasser, mentre in realtà è stato Muhammad Naguib. Un altro errore che è stato corretto è la nota sulla partecipazione del Presidente Sadat alla guerra di Palestina, del tutto falsa. Inserito, invece, un paragrafo sul comandante delle forze armate egiziane dei primi anni settanta e sul suo ruolo nella guerra di Ottobre. La commissione ha quindi proposto di eliminare il capitolo sulle riforme di Mubarak, ritenuto menzognero, mentre il suo contributo alla guerra di Ottobre è un fatto storico innegabile. La novità sarà l'introduzione di un capitolo intero dedicato alla rivoluzione del 25 gennaio. Continua, invece, il dibattito sulla deposizione di Omar Suleyman, che oltre a scagionare Mubarak, ha affermato di avere delle informazioni che non poteva rivelare per ragioni di sicurezza. Qualcuno obietta che tale atteggiamento è un ostacolo al corso della giustizia. Suleyman dovrebbe rivelare le informazioni in suo possesso e poi sarà la Procura a decidere se secretarle o meno per ragioni di sicurezza nazionale. Fathi Sorour, invece, ha sostenuto davanti alla Procura che, il giorno dopo la famosa "battaglia del cammello", durante la quale numerose persone hanno perso la vita, si è tenuto un incontro ufficiale tra Mubarak e tutti i suoi ministri, più Omar Suleyman, nel quale le vittime sarebbero state pesantemente derise e si sarebbe scherzato sui vari modi di uccidere i manifestanti. Sorour, e anche Zakariya Azmi, si sono presi altri 15 giorni di custodia cautelare. Mubarak, invece, è sempre a Sharm el-Sheykh, dove ha chiesto ufficialmente - secondo fonti militari - di poter rimanere per tutti i 15 giorni di custodia cautelare. Chiaramente, questa richiesta ha scatenato un altro dibattito. Perché l'esercito usa la mano tenera con lui? Dopotutto, quale altro cittadino potrebbe osare fare una richiesta simile? Questo dibattito si affianca a quello sulle celle di lusso in cui sarebbero detenuti Gamal e Alaa. L'esercito, naturalmente, nega tutto. Intanto, si attendono nuovi sviluppi a Qena. Girano voci che, sul posto, sia stata indetta una marcia del milione per domani, mentre il governo ha annunciato che il governatore rimarrà al suo posto. E' dunque stata decisa la linea dura. Speriamo che le cose si risolvano per il meglio. L'Egitto, nel frattempo, si prepara alla Pasqua. Pare che la chiesa copto-cattolica abbia rivolto un invito ai Fratelli Musulmani a partecipare alla messa. Vedremo... Vi allego un file in cui troverete un'email, giunta alla rivista online www.italialaica.it, nel quale un lettore critica il mio pezzo su Vittorio Arrigoni e l'Egitto. Di seguito troverete la mia risposta, che potete anche leggere direttamente sul sito. Invio anche a voi la mia replica, perché questo genere di critiche sono piuttosto diffuse, dunque penso che possa essere di interesse anche a voi. Scarica il documento in Pdf