Riconciliazioni
Radio Beckwith evangelica

Il giorno del compleanno di Mubarak – ha compiuto 83 anni – sempre all’ospedale di Sharm el-Sheykh e sempre preda della depressione, ha visto ricomporsi alcuni storici conflitti. La riconciliazione che più ha avuto eco, naturalmente, è stata quella tra Hamas e Fatah, della quale hanno parlato in abbondanza anche i mass media occidentali.Pertanto, non mi dilungo sull’argomento, limitandomi a segnalarvi una vignetta, pubblicata oggi sulla pagina di Facebook del Movimento 6 aprile, che riassume quasi senza parole il punto di vista di molti egiziani. L’immagine di sinistra non ha bisogno di spiegazioni. In quella di destra, invece, si vede una donna velata dalla bandiera egiziana che culla due ragazzi con la kefiah palestinese. La donna, ovviamente, è l’Egitto, come conferma la scritta sul velo-bandiera: “Umm al-dunia”, la madre del mondo, uno dei tanti epiteti dell’Egitto che rimanda alla sua antichissima civiltà.

La seconda riconciliazione, se così si può chiamare, è rappresentata dal successo che la delegazione popolare in Etiopia ha riscosso in questi giorni nel ricucire i rapporti con l’Egitto. L’Etiopia ha promesso di rinviare la firma del trattato, stipulato con gli altri paesi del bacino del Nilo, che ridurrebbe la quota d’acqua destinata all’Egitto. Ha altresì promesso di rivedere il progetto di costruzione della “diga del millennio”. La missione della delegazione è quindi terminata all’insegna dell’ormai famoso slogan, riadattato in ogni occasione: “Egitto ed Etiopia, una mano sola” (vedi foto).

L’ultima storica riconciliazione è stata quella tra al-Azhar e la Fratellanza Musulmana. Lo sheykh della famosa università, Ahmed al-Tayyeb, e la Guida Suprema dei Fratelli Musulmani, Mohammed Badie, si sono incontrati dopo almeno trent’anni di relazioni interrotte per discutere i modi di combattere il conflitto religioso. Durante l’incontro, al-Tayyeb ha affermato che la soluzione al terrorismo è la diffusione della giustizia in Medio Oriente, a partire dalla fine delle violenze di Israele e dell’Occidente sui popoli arabi. Badie invece ha gratificato al-Tayyeb riconoscendogli il titolo di sheykh al-islam. E’ un riconoscimento importante, se si considera che i Fratelli Musulmani sono sempre stati estremamente polemici nei confronti di al-Azhar, contestandone l’autorità, a causa della sua stretta dipendenza dal regime. Ma ora c’è speranza che al-Azhar recuperi la sua indipendenza, così come c’è speranza che i Fratelli Musulmani abbraccino pienamente una cultura democratica.

Il giorno del compleanno di Mubarak - ha compiuto 83 anni - sempre all'ospedale di Sharm el-Sheykh e sempre preda della depressione, ha visto ricomporsi alcuni storici conflitti. La riconciliazione che più ha avuto eco, naturalmente, è stata quella tra Hamas e Fatah, della quale hanno parlato in abbondanza anche i mass media occidentali.Pertanto, non mi dilungo sull'argomento, limitandomi a segnalarvi una vignetta, pubblicata oggi sulla pagina di Facebook del Movimento 6 aprile, che riassume quasi senza parole il punto di vista di molti egiziani. L'immagine di sinistra non ha bisogno di spiegazioni. In quella di destra, invece, si vede una donna velata dalla bandiera egiziana che culla due ragazzi con la kefiah palestinese. La donna, ovviamente, è l'Egitto, come conferma la scritta sul velo-bandiera: "Umm al-dunia", la madre del mondo, uno dei tanti epiteti dell'Egitto che rimanda alla sua antichissima civiltà. La seconda riconciliazione, se così si può chiamare, è rappresentata dal successo che la delegazione popolare in Etiopia ha riscosso in questi giorni nel ricucire i rapporti con l'Egitto. L'Etiopia ha promesso di rinviare la firma del trattato, stipulato con gli altri paesi del bacino del Nilo, che ridurrebbe la quota d'acqua destinata all'Egitto. Ha altresì promesso di rivedere il progetto di costruzione della "diga del millennio". La missione della delegazione è quindi terminata all'insegna dell'ormai famoso slogan, riadattato in ogni occasione: "Egitto ed Etiopia, una mano sola" (vedi foto). L'ultima storica riconciliazione è stata quella tra al-Azhar e la Fratellanza Musulmana. Lo sheykh della famosa università, Ahmed al-Tayyeb, e la Guida Suprema dei Fratelli Musulmani, Mohammed Badie, si sono incontrati dopo almeno trent'anni di relazioni interrotte per discutere i modi di combattere il conflitto religioso. Durante l'incontro, al-Tayyeb ha affermato che la soluzione al terrorismo è la diffusione della giustizia in Medio Oriente, a partire dalla fine delle violenze di Israele e dell'Occidente sui popoli arabi. Badie invece ha gratificato al-Tayyeb riconoscendogli il titolo di sheykh al-islam. E' un riconoscimento importante, se si considera che i Fratelli Musulmani sono sempre stati estremamente polemici nei confronti di al-Azhar, contestandone l'autorità, a causa della sua stretta dipendenza dal regime. Ma ora c'è speranza che al-Azhar recuperi la sua indipendenza, così come c'è speranza che i Fratelli Musulmani abbraccino pienamente una cultura democratica.