Acqua sul fuoco
Radio Beckwith evangelica

Ribolle ancora la rabbia egiziana per le notizie di ieri: la scarcerazione su cauzione di Suzanne Mubarak, la presunta intenzione del marito Hosni di chiedere scusa alla nazione in cambio dell’amnistia e i processi militari ai danni dei giovani che hanno manifestato davanti all’ambasciata israeliana domenica scorsa. A ciò si è aggiunta ieri sera l’ulteriore notizia che un tribunale egiziano ha ordinato la scarcerazione su cauzione (200000 pound) di Zakariya Azmi, ex segretario generale del Partito Nazional Democratico e uno dei simboli della corruzione del vecchio sistema. Alcuni egiziani sono tornati in piazza Tahrir già ieri notte, senza aspettare venerdì.

Mubarak chiede scusa su un mucchio di persone uccise

Per prevenire una nuova ondata di poderose proteste, è stato necessario correre ai ripari. Il Consiglio Militare ha negato, nel suo comunicato n. 54, di avere intenzione di amnistiare Mubarak e famiglia. Ha anche dichiarato che non intende interferire con i processi e non è responsabile delle notizie date dai mass media, mettendo in guardia ancora una volta dai tentativi di seminare zizzania tra l’esercito e il popolo. Con il comunicato n. 55 (ben due comunicati in un giorno!), il Consiglio Militare ha invece annunciato di voler dimezzare la pena imposta a 120 giovani arrestati il 9 marzo scorso, quando piazza Tahrir è stata sgomberata con forza dagli ultimi dimostranti rimasti. Gli arrestati di domenica scorsa dovrebbero invece essere scarcerati al più presto.

Altra acqua sul fuoco è stata buttata dai giornali, che hanno diffuso la smentita sull’intenzione di Mubarak di chiedere scusa alla nazione, mentre il Procuratore Generale ha stabilito che Zakariya Azmi resterà in prigione, finché non sarà stato esaminato l’appello contro la sua scarcerazione, presentato da Assem al-Gohary, che lo sta interrogando. E per quanto riguarda Suzanne Mubarak, è stato precisato che la sua scarcerzione non implica la sua innocenza. Eppure, questo rincorrersi di notizie allarmanti e relative smentite sembra essere l’ultimo gioco per causare il caos. Ma chi è che sta giocando a questo gioco? A questo punto, molti ritengono che la “pulizia” dei mezzi di informazione dai resti del vecchio regime sia diventata una priorità.

Chi può dirsi relativamente soddisfatto oggi sono i medici, che hanno ottenuto buone risposte alle loro richieste. Il primo ministro Sharaf ha promesso che aumenterà la spesa per la sanità dell’11-12%, contro il 15% chiesto dai medici in sciopero. Inoltre, si occuperà della sicurezza degli ospedali e seguirà da vicino il destino degli esposti presentati al Procuratore Generale contro il ministro della sanità. Di conseguenza, i medici hanno sospeso lo sciopero fino a domenica, quando si voterà per decidere se coninuare oppure dichiarsi soddisfatti.

Nell’ambito dei preparativi per le elezioni legislative, un po’ oscurati dalle polemiche sulla famiglia Mubarak e sulla tensione religiosa, si registrano alcune notizie di rilievo. L’allestimento del partito dei Fratelli Musulmani, Libertà e Giustizia, sta procedendo. E’ stato scelto il vice presidente, che sarà l’intellettuale copto Rafiq Habib. La seconda carica del partito sarà dunque un cristiano, il quale ha detto di non essere affatto preoccupato del forte legame con la Fratellanza. I fondatori di Libertà e Giustizia sono 8821, tra i quali 978 sono donne (circa l’11%) e 93 sono copti.

Ma anche i salafiti hanno deciso di lanciarsi apertamente in politica. Uno di loro si è addirittura candidato alla Presidenza della Repubblica. Si tratta di Zin el-Abideen Abdel Aziz, avvocato ed ex Fratello Musulmano che si era già candidato al Parlamento nel 2005. Afferma di volere l’applicazione della sharia, ma governando nello spirito dell’islam, in armonia con tutta la società e le altre religioni. Tra gli altri punti del suo programma ci sarebbero anche l’indipendenza della magistratura e l’istruzione, oltre che una particolare attenzione all’economia e allo sviluppo. Alla fine, i Fratelli Musulmani sono gli unici ad essere rimasti senza un loro candidato ufficiale…

Per chi vuole raccapezzarsi un po’ meglio nella complicata situazione egiziana attuale, consiglio gli articoli seguenti:

http://www.medarabnews.com/2011/05/18/egitto-controrivoluzione-e-conflitto-settario/

http://www.medarabnews.com/2011/05/18/chi-spinge-l%E2%80%99egitto-verso-il-caos/ (di Alaa al-Aswany)

Ribolle ancora la rabbia egiziana per le notizie di ieri: la scarcerazione su cauzione di Suzanne Mubarak, la presunta intenzione del marito Hosni di chiedere scusa alla nazione in cambio dell'amnistia e i processi militari ai danni dei giovani che hanno manifestato davanti all'ambasciata israeliana domenica scorsa. A ciò si è aggiunta ieri sera l'ulteriore notizia che un tribunale egiziano ha ordinato la scarcerazione su cauzione (200000 pound) di Zakariya Azmi, ex segretario generale del Partito Nazional Democratico e uno dei simboli della corruzione del vecchio sistema. Alcuni egiziani sono tornati in piazza Tahrir già ieri notte, senza aspettare venerdì. [caption id="attachment_479" align="alignright" width="300"] Mubarak chiede scusa su un mucchio di persone uccise[/caption] Per prevenire una nuova ondata di poderose proteste, è stato necessario correre ai ripari. Il Consiglio Militare ha negato, nel suo comunicato n. 54, di avere intenzione di amnistiare Mubarak e famiglia. Ha anche dichiarato che non intende interferire con i processi e non è responsabile delle notizie date dai mass media, mettendo in guardia ancora una volta dai tentativi di seminare zizzania tra l'esercito e il popolo. Con il comunicato n. 55 (ben due comunicati in un giorno!), il Consiglio Militare ha invece annunciato di voler dimezzare la pena imposta a 120 giovani arrestati il 9 marzo scorso, quando piazza Tahrir è stata sgomberata con forza dagli ultimi dimostranti rimasti. Gli arrestati di domenica scorsa dovrebbero invece essere scarcerati al più presto. Altra acqua sul fuoco è stata buttata dai giornali, che hanno diffuso la smentita sull'intenzione di Mubarak di chiedere scusa alla nazione, mentre il Procuratore Generale ha stabilito che Zakariya Azmi resterà in prigione, finché non sarà stato esaminato l'appello contro la sua scarcerazione, presentato da Assem al-Gohary, che lo sta interrogando. E per quanto riguarda Suzanne Mubarak, è stato precisato che la sua scarcerzione non implica la sua innocenza. Eppure, questo rincorrersi di notizie allarmanti e relative smentite sembra essere l'ultimo gioco per causare il caos. Ma chi è che sta giocando a questo gioco? A questo punto, molti ritengono che la "pulizia" dei mezzi di informazione dai resti del vecchio regime sia diventata una priorità. Chi può dirsi relativamente soddisfatto oggi sono i medici, che hanno ottenuto buone risposte alle loro richieste. Il primo ministro Sharaf ha promesso che aumenterà la spesa per la sanità dell'11-12%, contro il 15% chiesto dai medici in sciopero. Inoltre, si occuperà della sicurezza degli ospedali e seguirà da vicino il destino degli esposti presentati al Procuratore Generale contro il ministro della sanità. Di conseguenza, i medici hanno sospeso lo sciopero fino a domenica, quando si voterà per decidere se coninuare oppure dichiarsi soddisfatti. Nell'ambito dei preparativi per le elezioni legislative, un po' oscurati dalle polemiche sulla famiglia Mubarak e sulla tensione religiosa, si registrano alcune notizie di rilievo. L'allestimento del partito dei Fratelli Musulmani, Libertà e Giustizia, sta procedendo. E' stato scelto il vice presidente, che sarà l'intellettuale copto Rafiq Habib. La seconda carica del partito sarà dunque un cristiano, il quale ha detto di non essere affatto preoccupato del forte legame con la Fratellanza. I fondatori di Libertà e Giustizia sono 8821, tra i quali 978 sono donne (circa l'11%) e 93 sono copti. Ma anche i salafiti hanno deciso di lanciarsi apertamente in politica. Uno di loro si è addirittura candidato alla Presidenza della Repubblica. Si tratta di Zin el-Abideen Abdel Aziz, avvocato ed ex Fratello Musulmano che si era già candidato al Parlamento nel 2005. Afferma di volere l'applicazione della sharia, ma governando nello spirito dell'islam, in armonia con tutta la società e le altre religioni. Tra gli altri punti del suo programma ci sarebbero anche l'indipendenza della magistratura e l'istruzione, oltre che una particolare attenzione all'economia e allo sviluppo. Alla fine, i Fratelli Musulmani sono gli unici ad essere rimasti senza un loro candidato ufficiale... Per chi vuole raccapezzarsi un po' meglio nella complicata situazione egiziana attuale, consiglio gli articoli seguenti: http://www.medarabnews.com/2011/05/18/egitto-controrivoluzione-e-conflitto-settario/ http://www.medarabnews.com/2011/05/18/chi-spinge-l%E2%80%99egitto-verso-il-caos/ (di Alaa al-Aswany)