La riscossa dei giovani Fratelli Musulmani e dei liberali
Radio Beckwith evangelica

Sembra davvero che la rivoluzione sia stata la cosa peggiore capitata ai Fratelli Musulmani, o almeno alla vecchia leadership. Il movimento, infatti, continua a frantumarsi. Oggi è arrivato un altro duro colpo, con la notiza della fondazione di un nuovo partito da parte dei giovani della Fratellanza, in contrasto con le direttive dei dirigenti e in opposizione al partito “ufficiale” Libertà e Giustizia. Il nuovo nato si chiama Partito della Corrente Egiziana. Il nome, dunque, fa riferimento alla sola egizianità, senza accenni alla religione o a qualche ideologia politica.

La scritta dice “democrazia”

L’intento, secondo le dichiarazioni dei giovani, è proprio quello di costruire un partito civile e democratico, senza alcun riferimento alla sharia. Inoltre, i fondatori vogliono che il partito abbia leader giovani, al massimo attorno ai trent’anni o poco più. Finalmente la rottura generazionale si è consumata all’interno del movimento. I leader della Fratellanza, dal canto loro, già valutano la possibilità di espellere questi giovani, i quali affermano tuttavia che nessuno può cacciarli, sottraendo così ulteriore legittimità alla ormai invecchiata dirigenza.
Ma le brutte notizie non sono finite per le correnti islamiste, perché la causa in favore della Costituzione prima delle elezioni guadagna altri sostenitori. La Conferenza per l’Intesa Nazionale, presieduta dal vice premier Yehia al-Gamal, ha infatti deciso di appoggiare anche lei tale richiesta, da presentare al Consiglio Militare. Anche il partito al-Tagammu si è unito ai sostenitori de “la Costituzione prima”. Dal canto suo, il Consiglio Nazionale (l’assemblea che riunisce le forze liberali del paese, della quale ho parlato a lungo in una newsletter passata) ha proposto una nuova manifestazione milioniya per venerdì 8 luglio, in sostegno della “Costituzione prima”. Il partito al-Wasat (islamista moderato) sta tentando di organizzare una campagna di segno opposto, tappezzando le città di volantini che invitano al rispetto del referendum, ma sembra proprio che le forze liberali che sostengono uno stato civile, dopo un’iniziale incertezza, stiano serrando le file e riprendano vigore, mentre gli islamisti paiono un po’ in affanno.

E a proposito di Yehia al-Gamal, oggi ha dato le dimissioni, accettate dopo forte insistenza dal primo ministro Sharaf. Tuttavia, il feldmaresciallo Tantawi le ha rifiutate, ordinandogli di rimanere al suo posto. Molti egiziani – soprattutto quelli che speravano nelle dimissioni di al-Gamal – si sono chiesti perché Sharaf abbia trasmesso le dimissioni a Tantawi per ottenerne conferma e ne è nato un dibattito. Secondo molti, spettava solo a Sharaf decidere, mentre il Consiglio Militare non doveva avere voce in capitolo. Non c’è dubbio che ci sia ancora molta confusione di poteri in Egitto.

Il ministro del petrolio, nel frattempo, ha informato che è stato firmato un nuovo contratto con la Giordania per la vendita del gas naturale. La Giordania ha accettato di pagare un prezzo superiore a quello che era stato pattuito con Mubarak, con la possibilità di rivedere l’accordo dopo un tempo determinato. Il ministro del petrolio ha anche aggiunto che non chiederà un prezzo inferiore a quello domandato alla Giordania nemmeno a Israele, soltanto che Israele non ne vuole sapere per il momento. L’inviato di Netaniahu giunto oggi al Cairo, tra i vari punti della sua missione, si ritrova anche la discussione di questo spinoso problema, oltre a quello della presunta spia Ilan Grapel, di nuovo sotto interrogatorio.

Tuttavia, la notizia che oggi ha davvero eccitato gli egiziani (non tutti però) è il ritorno dell’Ahly in vetta alla classifica del campionato. Come ho spiegato in una recente lettera, anche il calcio non è più un semplice sport in Egitto, ma si intreccia con la politica e con la rivoluzione. Il successo dell’Ahly, alle spese del “mubarakiano” Zamalek, è stato interpretato da alcuni come un buon segno per il futuro della rivoluzione.

Sembra davvero che la rivoluzione sia stata la cosa peggiore capitata ai Fratelli Musulmani, o almeno alla vecchia leadership. Il movimento, infatti, continua a frantumarsi. Oggi è arrivato un altro duro colpo, con la notiza della fondazione di un nuovo partito da parte dei giovani della Fratellanza, in contrasto con le direttive dei dirigenti e in opposizione al partito "ufficiale" Libertà e Giustizia. Il nuovo nato si chiama Partito della Corrente Egiziana. Il nome, dunque, fa riferimento alla sola egizianità, senza accenni alla religione o a qualche ideologia politica. [caption id="attachment_550" align="alignright" width="300"] La scritta dice "democrazia"[/caption] L'intento, secondo le dichiarazioni dei giovani, è proprio quello di costruire un partito civile e democratico, senza alcun riferimento alla sharia. Inoltre, i fondatori vogliono che il partito abbia leader giovani, al massimo attorno ai trent'anni o poco più. Finalmente la rottura generazionale si è consumata all'interno del movimento. I leader della Fratellanza, dal canto loro, già valutano la possibilità di espellere questi giovani, i quali affermano tuttavia che nessuno può cacciarli, sottraendo così ulteriore legittimità alla ormai invecchiata dirigenza. Ma le brutte notizie non sono finite per le correnti islamiste, perché la causa in favore della Costituzione prima delle elezioni guadagna altri sostenitori. La Conferenza per l'Intesa Nazionale, presieduta dal vice premier Yehia al-Gamal, ha infatti deciso di appoggiare anche lei tale richiesta, da presentare al Consiglio Militare. Anche il partito al-Tagammu si è unito ai sostenitori de "la Costituzione prima". Dal canto suo, il Consiglio Nazionale (l'assemblea che riunisce le forze liberali del paese, della quale ho parlato a lungo in una newsletter passata) ha proposto una nuova manifestazione milioniya per venerdì 8 luglio, in sostegno della "Costituzione prima". Il partito al-Wasat (islamista moderato) sta tentando di organizzare una campagna di segno opposto, tappezzando le città di volantini che invitano al rispetto del referendum, ma sembra proprio che le forze liberali che sostengono uno stato civile, dopo un'iniziale incertezza, stiano serrando le file e riprendano vigore, mentre gli islamisti paiono un po' in affanno. E a proposito di Yehia al-Gamal, oggi ha dato le dimissioni, accettate dopo forte insistenza dal primo ministro Sharaf. Tuttavia, il feldmaresciallo Tantawi le ha rifiutate, ordinandogli di rimanere al suo posto. Molti egiziani - soprattutto quelli che speravano nelle dimissioni di al-Gamal - si sono chiesti perché Sharaf abbia trasmesso le dimissioni a Tantawi per ottenerne conferma e ne è nato un dibattito. Secondo molti, spettava solo a Sharaf decidere, mentre il Consiglio Militare non doveva avere voce in capitolo. Non c'è dubbio che ci sia ancora molta confusione di poteri in Egitto. Il ministro del petrolio, nel frattempo, ha informato che è stato firmato un nuovo contratto con la Giordania per la vendita del gas naturale. La Giordania ha accettato di pagare un prezzo superiore a quello che era stato pattuito con Mubarak, con la possibilità di rivedere l'accordo dopo un tempo determinato. Il ministro del petrolio ha anche aggiunto che non chiederà un prezzo inferiore a quello domandato alla Giordania nemmeno a Israele, soltanto che Israele non ne vuole sapere per il momento. L'inviato di Netaniahu giunto oggi al Cairo, tra i vari punti della sua missione, si ritrova anche la discussione di questo spinoso problema, oltre a quello della presunta spia Ilan Grapel, di nuovo sotto interrogatorio. Tuttavia, la notizia che oggi ha davvero eccitato gli egiziani (non tutti però) è il ritorno dell'Ahly in vetta alla classifica del campionato. Come ho spiegato in una recente lettera, anche il calcio non è più un semplice sport in Egitto, ma si intreccia con la politica e con la rivoluzione. Il successo dell'Ahly, alle spese del "mubarakiano" Zamalek, è stato interpretato da alcuni come un buon segno per il futuro della rivoluzione.