Manifestazioni variegate del venerdì egiziano
Radio Beckwith evangelica

Il caldo estivo non ha impedito, nemmeno questo venerdì, lo svolgersi di varie manifestazioni di protesta, in diversi luoghi della capitale egiziana. In attesa della prossima milioniya, le dimostrazioni proseguono in maniera frammentata, così come si frammentano movimenti e partiti. Si potrebbe quasi dire che si tratti di una reazione naturale al paradigma del leader unico e del partito unico, che per anni ha soffocato la pluralità di opinione e di espressione nel paese.

Il fiorire di centinaia di partiti – anche senza un programma definito – il moltiplicarsi delle voci politiche e non, le multi-candidature alla presidenza della repubblica, le polemiche incessanti su tutto, le riunioni, i seminari, le conferenze e i dibattiti infiniti… forse sono solo normali conseguenze di una lunga dittatura che, una volta lasciata la presa, ha lasciato spazio a quello che inizialmente può sembrare il caos.

Dunque è difficile, in questo momento, districarsi nella foresta nascente di partiti e gruppi rivoluzionari, o capire se le proteste attuali sono “rivoli” del gran fiume della rivoluzione – ma pur sempre parte di essa – oppure siano dimostrazioni opportuniste, “parassite”, che seguono principi e si prefiggono obiettivi che nulla hanno a che fare con quelli del 25 gennaio. Non c’è un egiziano che la pensi allo stesso modo in proposito.

Oggi, ad esempio, sono venuta a conoscenza di almeno sei manifestazioni diverse. Il cuore delle proteste, dove c’è stata la convergenza di tre dimostrazioni, è stato il Maspero, il palazzo della tv. Da molti giorni, ai piedi dell’edificio, sono accampati centinaia di senzatetto che chiedono una casa. Pare che in parte siano affittuari sfrattati durante la rivoluzione e in parte gente che ha perso la casa per vari motivi. A loro si sono uniti anche i familiari delle vittime della rivoluzione, affiancati da alcuni attivisti, per chiedere giustizia. Infine, a completare la scena, sono giunti anche i commercianti di polli con i loro camion, con i quali hanno bloccato il traffico sulla corniche. I commercianti hanno chiesto l’abolizione di una legge che proibisce la vendita di polli vivi, in vigore da cinque anni. In Egitto, infatti, ci sono stati, e ci sono ancora, diversi casi di aviaria, che hanno causato varie morti. Pertanto, la questione è molto sensibile. In totale, al Maspero, c’erano qualche migliaio di persone, secondo le stime di alcuni giornali. Ci sono stati momenti di tensione, ma per fortuna non ci sono stati scontri, nonostante il forte dispiegamento delle forze di sicurezza centrali (vedi le foto allegate di Tareq Shalaby e Hosam al-Hamalawi, due blogger egiziani).

Nella piazza Mostafa Mahmud, nel quartiere di Mohandiseen, si sono radunati invece i sostenitori di Mubarak, qualche centinaio (vedi la terza foto). I lealisti sono pochi, ma ci sono e hanno anche l’intenzione di fondare un partito. Si sono definiti “figli di Mubarak”, inneggiando all’ex rais, eroe di guerra e di pace, padre e salvatore della patria, ecc. ecc.

Un’altra manifestazione è stata organizzata davanti all’ambasciata spagnola, per chiedere l’estradizione di Hussein Salem, mentre una seconda si è svolta davanti all’ambasciata siriana, in sostegno della rivoluzione in Siria. Ignorata, per una volta, piazza Tahrir. Blogger e ragazzi di Twitter hanno come sempre “coperto” tutte queste manifestazioni, persino quella dei sostenitori di Mubarak, nonostante ciò sia loro costato un grande sforzo.

Anche il partito Wafd, intanto, deve far fronte a un’opposizione interna, come già succede ai Fratelli Musulmani. Ed è proprio l’alleanza con questi ultimi ad aver causato numerose polemiche dentro il partito. In effetti, non si capisce come il Wafd, partito nazionalista di ispirazione liberale, con una storia incompatibile con l’idelogia islamista, possa allearsi con la Fratellanza. Sembra davvero che tutto si stia mescolando nel gran calderone-laboratorio che è diventato l’Egitto dopo la rivoluzione, nell’attesa che tutto prenda una nuova forma.

Il caldo estivo non ha impedito, nemmeno questo venerdì, lo svolgersi di varie manifestazioni di protesta, in diversi luoghi della capitale egiziana. In attesa della prossima milioniya, le dimostrazioni proseguono in maniera frammentata, così come si frammentano movimenti e partiti. Si potrebbe quasi dire che si tratti di una reazione naturale al paradigma del leader unico e del partito unico, che per anni ha soffocato la pluralità di opinione e di espressione nel paese. Il fiorire di centinaia di partiti - anche senza un programma definito - il moltiplicarsi delle voci politiche e non, le multi-candidature alla presidenza della repubblica, le polemiche incessanti su tutto, le riunioni, i seminari, le conferenze e i dibattiti infiniti... forse sono solo normali conseguenze di una lunga dittatura che, una volta lasciata la presa, ha lasciato spazio a quello che inizialmente può sembrare il caos. Dunque è difficile, in questo momento, districarsi nella foresta nascente di partiti e gruppi rivoluzionari, o capire se le proteste attuali sono "rivoli" del gran fiume della rivoluzione - ma pur sempre parte di essa - oppure siano dimostrazioni opportuniste, "parassite", che seguono principi e si prefiggono obiettivi che nulla hanno a che fare con quelli del 25 gennaio. Non c'è un egiziano che la pensi allo stesso modo in proposito. Oggi, ad esempio, sono venuta a conoscenza di almeno sei manifestazioni diverse. Il cuore delle proteste, dove c'è stata la convergenza di tre dimostrazioni, è stato il Maspero, il palazzo della tv. Da molti giorni, ai piedi dell'edificio, sono accampati centinaia di senzatetto che chiedono una casa. Pare che in parte siano affittuari sfrattati durante la rivoluzione e in parte gente che ha perso la casa per vari motivi. A loro si sono uniti anche i familiari delle vittime della rivoluzione, affiancati da alcuni attivisti, per chiedere giustizia. Infine, a completare la scena, sono giunti anche i commercianti di polli con i loro camion, con i quali hanno bloccato il traffico sulla corniche. I commercianti hanno chiesto l'abolizione di una legge che proibisce la vendita di polli vivi, in vigore da cinque anni. In Egitto, infatti, ci sono stati, e ci sono ancora, diversi casi di aviaria, che hanno causato varie morti. Pertanto, la questione è molto sensibile. In totale, al Maspero, c'erano qualche migliaio di persone, secondo le stime di alcuni giornali. Ci sono stati momenti di tensione, ma per fortuna non ci sono stati scontri, nonostante il forte dispiegamento delle forze di sicurezza centrali (vedi le foto allegate di Tareq Shalaby e Hosam al-Hamalawi, due blogger egiziani). Nella piazza Mostafa Mahmud, nel quartiere di Mohandiseen, si sono radunati invece i sostenitori di Mubarak, qualche centinaio (vedi la terza foto). I lealisti sono pochi, ma ci sono e hanno anche l'intenzione di fondare un partito. Si sono definiti "figli di Mubarak", inneggiando all'ex rais, eroe di guerra e di pace, padre e salvatore della patria, ecc. ecc. Un'altra manifestazione è stata organizzata davanti all'ambasciata spagnola, per chiedere l'estradizione di Hussein Salem, mentre una seconda si è svolta davanti all'ambasciata siriana, in sostegno della rivoluzione in Siria. Ignorata, per una volta, piazza Tahrir. Blogger e ragazzi di Twitter hanno come sempre "coperto" tutte queste manifestazioni, persino quella dei sostenitori di Mubarak, nonostante ciò sia loro costato un grande sforzo. Anche il partito Wafd, intanto, deve far fronte a un'opposizione interna, come già succede ai Fratelli Musulmani. Ed è proprio l'alleanza con questi ultimi ad aver causato numerose polemiche dentro il partito. In effetti, non si capisce come il Wafd, partito nazionalista di ispirazione liberale, con una storia incompatibile con l'idelogia islamista, possa allearsi con la Fratellanza. Sembra davvero che tutto si stia mescolando nel gran calderone-laboratorio che è diventato l'Egitto dopo la rivoluzione, nell'attesa che tutto prenda una nuova forma.