Smentite e ammissioni del Consiglio Militare
Radio Beckwith evangelica

Dopo il persistere per giorni di notizie intorno al presunto rifiuto, da parte del Consiglio Militare, del bilancio annuale presentato dal governo ad interim, l’esercito ha confermato oggi di averlo approvato. Si tratta del bilancio che fa a meno del prestito del Fondo Monetario Internazionale, ricorrendo invece a risorse interne e aiuti di altro tipo.

Nella foto si vede la porta del Parlamento, attraverso la quale tenta di passare un ragazzo (la gioventù egiziana), che però viene schiacciato da un signore grasso e attempato (i vecchi partiti, vecchi anche d’età).

Dunque, polemica chiusa per il momento. Da ieri, invece, girava un’altra notizia, quella del rinvio delle elezioni parlamentari a dicembre, diffusa anche dai mass media italiani. Era stato il vice premier Yehia el-Gamal a ventilare l’ipotesi, ma il Consiglio Militare ha smentito anche questa notizia.

Il Consiglio Militare ha finalmente ammesso, invece, durante un incontro con alcuni membri di Amnesty International, che i test di verginità sono effettivamente avvenuti. L’esercito si è giustificando dicendo che servivano a proteggere le detenute da possibili stupri in prigione. Non so davvero come commentare una tale affermazione, neanche sforzandomi riesco a capirne la logica perversa. Se non altro, con la confessione dell’esercito, le testimoni smetteranno di essere prese per pazze.

I Fratelli Musulmani, dal canto loro, continuano ad avere la vita dura. E’ nato, infatti, il quinto partito fondato da fuoriusciti del movimento. Si chiama Partito della Leadership e anch’esso dichiara di essere un partito civile. Il nuovo nato va ad aggiungersi a Libertà e Giustizia (partito ufficiale della Fratellanza), al-Nahda (la Rinascita), il Partito della Corrente Egiziana e Pace e Sviluppo. Senza contare i partiti salafiti… Inoltre, i Fratelli Musulmani sono sempre più infuriati per la campagna per la “Costituzione prima”, tanto da minacciare addirittura un confronto con il Consiglio Militare. Tra l’altro, alla milioniya del prossimo 8 luglio in sostegno alla “Costituzione prima”, prevedono di partecipare anche i sufi riformisti, in chiara polemica con salafiti e Fratelli Musulmani che appoggiano le “elezioni prima”.

Parlando di politica, si registra anche la prima regolarizzazione di un partito non islamista, al-Adl (la Giustizia), formato da molti giovani della rivoluzione. Diversi candidati alla presidenza, invece, sono sotto il fuoco delle critiche. Amr Moussa, tanto per cominciare, è accusato di aver favorito l’accordo di vendita del gas a Israele, quando era il ministro degli esteri di Mubarak. In effetti, proprio non capisco come si possa pensare che Moussa non abbia avuto niente a che fare con il precedente regime. Ma oggi, per lo stesso scandalo del gas, il giornale al-Masry al-Youm ha tirato in ballo anche Omar Suleyman, uomo apparentemente intoccabile fino ad ora. Esisterebbero numerose lettere dell’ex capo dell’intelligence che proverebbero il suo ruolo di fondamentale mediatore nell’affare del gas. Non è una sorpresa, né lo è che le “relazioni commerciali” con Israele fossero competenza dei servizi segreti.

Naguib Sawiris, altro possibile candidato alla Presidenza, o comunque importante figura di riferimento del momento politico attuale, è invece finito nei guai per una vignetta che ha pubblicato su Twitter, con su raffigurati Topolino e Minnie. Lui con la barba lunga e lei con il niqab. La vignetta voleva essere ironica nelle intenzioni di Sawiris, prendendo di mira l’estremismo islamico, ma i salifiti si sono offesi a morte e apriti cielo. Sawiris ha dovuto chiedere scusa e le polemiche non si sono ancora spente.

Mohamed el-Baradei, invece, sembra riguadagnare popolarità. Negli ultimi giorni ha proposto una Carta dei Diritti, che attinge a piene mani dalla Carta dei Diritti Umani, da sittoporre a dibattito pubblico, nell’eventualità di includerla nella nuova Costituzione. Probabilmente ci sarà occasione di riparlarne.

Dopo il persistere per giorni di notizie intorno al presunto rifiuto, da parte del Consiglio Militare, del bilancio annuale presentato dal governo ad interim, l'esercito ha confermato oggi di averlo approvato. Si tratta del bilancio che fa a meno del prestito del Fondo Monetario Internazionale, ricorrendo invece a risorse interne e aiuti di altro tipo. [caption id="attachment_568" align="alignright" width="300"] Nella foto si vede la porta del Parlamento, attraverso la quale tenta di passare un ragazzo (la gioventù egiziana), che però viene schiacciato da un signore grasso e attempato (i vecchi partiti, vecchi anche d'età).[/caption] Dunque, polemica chiusa per il momento. Da ieri, invece, girava un'altra notizia, quella del rinvio delle elezioni parlamentari a dicembre, diffusa anche dai mass media italiani. Era stato il vice premier Yehia el-Gamal a ventilare l'ipotesi, ma il Consiglio Militare ha smentito anche questa notizia. Il Consiglio Militare ha finalmente ammesso, invece, durante un incontro con alcuni membri di Amnesty International, che i test di verginità sono effettivamente avvenuti. L'esercito si è giustificando dicendo che servivano a proteggere le detenute da possibili stupri in prigione. Non so davvero come commentare una tale affermazione, neanche sforzandomi riesco a capirne la logica perversa. Se non altro, con la confessione dell'esercito, le testimoni smetteranno di essere prese per pazze. I Fratelli Musulmani, dal canto loro, continuano ad avere la vita dura. E' nato, infatti, il quinto partito fondato da fuoriusciti del movimento. Si chiama Partito della Leadership e anch'esso dichiara di essere un partito civile. Il nuovo nato va ad aggiungersi a Libertà e Giustizia (partito ufficiale della Fratellanza), al-Nahda (la Rinascita), il Partito della Corrente Egiziana e Pace e Sviluppo. Senza contare i partiti salafiti... Inoltre, i Fratelli Musulmani sono sempre più infuriati per la campagna per la "Costituzione prima", tanto da minacciare addirittura un confronto con il Consiglio Militare. Tra l'altro, alla milioniya del prossimo 8 luglio in sostegno alla "Costituzione prima", prevedono di partecipare anche i sufi riformisti, in chiara polemica con salafiti e Fratelli Musulmani che appoggiano le "elezioni prima". Parlando di politica, si registra anche la prima regolarizzazione di un partito non islamista, al-Adl (la Giustizia), formato da molti giovani della rivoluzione. Diversi candidati alla presidenza, invece, sono sotto il fuoco delle critiche. Amr Moussa, tanto per cominciare, è accusato di aver favorito l'accordo di vendita del gas a Israele, quando era il ministro degli esteri di Mubarak. In effetti, proprio non capisco come si possa pensare che Moussa non abbia avuto niente a che fare con il precedente regime. Ma oggi, per lo stesso scandalo del gas, il giornale al-Masry al-Youm ha tirato in ballo anche Omar Suleyman, uomo apparentemente intoccabile fino ad ora. Esisterebbero numerose lettere dell'ex capo dell'intelligence che proverebbero il suo ruolo di fondamentale mediatore nell'affare del gas. Non è una sorpresa, né lo è che le "relazioni commerciali" con Israele fossero competenza dei servizi segreti. Naguib Sawiris, altro possibile candidato alla Presidenza, o comunque importante figura di riferimento del momento politico attuale, è invece finito nei guai per una vignetta che ha pubblicato su Twitter, con su raffigurati Topolino e Minnie. Lui con la barba lunga e lei con il niqab. La vignetta voleva essere ironica nelle intenzioni di Sawiris, prendendo di mira l'estremismo islamico, ma i salifiti si sono offesi a morte e apriti cielo. Sawiris ha dovuto chiedere scusa e le polemiche non si sono ancora spente. Mohamed el-Baradei, invece, sembra riguadagnare popolarità. Negli ultimi giorni ha proposto una Carta dei Diritti, che attinge a piene mani dalla Carta dei Diritti Umani, da sittoporre a dibattito pubblico, nell'eventualità di includerla nella nuova Costituzione. Probabilmente ci sarà occasione di riparlarne.