Elezioni amministrative in vista?
Radio Beckwith evangelica

Passo dopo passo, un’altra richiesta della rivoluzione è stata accolta: lo scioglimento dei consigli amministrativi locali. In tutto sono 1750, considerati feudi del Partito Nazional Democratico, l’ex partito di governo. Anche se il PND è stato sciolto, i suoi membri occupano ancora, a stragrande maggioranza, le amministrazioni locali, centri di potere quasi intatti del vecchio regime.

Il loro scioglimento è stato deciso da una sentenza del Tribunale Amministrativo del Consiglio di Stato. Naturalmente ora si aspetta che la sentenza sia messa in atto, ma il Consiglio Militare aveva affermato, mesi fa, di essere disponibile a sciogliere i consigli locali, se l’avesse deciso un tribunale.

La notizia, tuttavia, ha sollevato un altro problema, sul quale pochi avevano riflettuto prima d’ora. Con lo scioglimento dei consigli locali si completa il vuoto amministrativo del paese e sarà necessario, oltre alle elezioni parlamentari e presidenziali, indire anche nuove elezioni amministrative. Come si sbroglierà la matassa?

Forse è per questo che oggi è tornata a girare voce di una possibile estensione della fase di transizione, con un rinvio delle elezioni parlamentari, nonostante la smentita di ieri. Sembra che il Consiglio Militare deciderà fra due giorni, quando dovrà anche presentare una legge di riforma delle due camere del Parlamento.

Il rinvio delle elezioni potrebbe essere ben visto dai sostenitori della “Costituzione prima”, ma intanto si pensa anche a un piano B. La Conferenza per il Consenso Nazionale ha infatti preparato la bozza di una Costituzione della rivoluzione – nel senso che è suggerita dalle forze rivoluzionarie – da sottoporre al Consiglio Militare e al Governo, affinché ne tengano conto quando si tratterà di redigere quella vera. Se non si possono rimandare le elezioni, almeno non ci si farà trovare impreparati, al momento di discutere la nuova Costituzione.

La stessa Conferenza ha anche lanciato un’altra proposta, per molti scioccante, quella di estendere il servizio militare anche alle donne. Inoltre, hanno proposto di utilizzare l’esercito, con un surplus di risorse umane, anche per progetti di sviluppo nel paese, non solo per la difesa.

Ma la nota di colore della giornata sono state le dichiarazioni dell’avvocato difensore di Mubarak. Ha dichiarato che l’ex rais sarebbe deluso dagli egiziani, perché non apprezzano ciò che di buono ha fatto per il paese e lo attaccano in continuazione. Questo sarebbe già sufficiente a strappare un largo sorriso, ma l’avvocato non si è fermato qui. Ha aggiunto che Mubarak sarebbe stato il primo sostenitore della rivoluzione del 25 gennaio – e qui ci scappa una risata fragorosa – solo che gli egiziani non l’hanno capito. Se l’avessimo saputo prima!

Il “povero” Mubarak deve anche incassare la notizia che la famosa pagina Facebook chiamata “Ci dispiace, Presidente”, creata in sua difesa, ha deciso di chiudere. Gli “amici” della pagina, altrimenti detti “figli di Mubarak”, erano 92423, ma gli amministratori hanno deciso di dire basta, perché l’attività della loro pagina non ha avuto nessun effetto tangibile sulla realtà. Hanno anche detto che “i figli di Mubarak” hanno tradito, non andando oltre alle lamentale e alle frasi di solidarietà con l’ex rais. Beh, diciamo che non sono proprio una forza di maggioranza nel paese.

Tuttavia, Mubarak non è affatto una macchietta, non bisogna dimenticarlo. Di certo non l’hanno dimenticato le migliaia di persone che ieri hanno assistito al funerale dell’ultimo martire della rivoluzione, tenutosi – manco a dirlo – in piazza Tahrir (anche perché proprio lì vicino c’è la moschea di Omar Makram dove si svolgono gran parte dei funerali). Il ragazzo, Mahmoud Khaled, era rimasto a lottare in ospedale per cinque mesi, con quasi tutte le ossa del corpo spezzate. Era stato investito il 28 gennaio dalla famosa macchina diplomatica, il cui video ha fatto il giro del mondo. Purtroppo il ragazzo non c’è la fatta. La beffa è che il foglio del decesso dell’ospedale dice che è morto per un “incidente d’auto”.

Per fortuna, un piccolo segnale di cambiamento c’è anche oggi. Il ministro degli interni Mansour el-Essawi ha sospeso un poliziotto per maltrattamenti su un cittadino. Forse a piccoli passi si arriva lontano.

Passo dopo passo, un'altra richiesta della rivoluzione è stata accolta: lo scioglimento dei consigli amministrativi locali. In tutto sono 1750, considerati feudi del Partito Nazional Democratico, l'ex partito di governo. Anche se il PND è stato sciolto, i suoi membri occupano ancora, a stragrande maggioranza, le amministrazioni locali, centri di potere quasi intatti del vecchio regime. Il loro scioglimento è stato deciso da una sentenza del Tribunale Amministrativo del Consiglio di Stato. Naturalmente ora si aspetta che la sentenza sia messa in atto, ma il Consiglio Militare aveva affermato, mesi fa, di essere disponibile a sciogliere i consigli locali, se l'avesse deciso un tribunale. La notizia, tuttavia, ha sollevato un altro problema, sul quale pochi avevano riflettuto prima d'ora. Con lo scioglimento dei consigli locali si completa il vuoto amministrativo del paese e sarà necessario, oltre alle elezioni parlamentari e presidenziali, indire anche nuove elezioni amministrative. Come si sbroglierà la matassa? Forse è per questo che oggi è tornata a girare voce di una possibile estensione della fase di transizione, con un rinvio delle elezioni parlamentari, nonostante la smentita di ieri. Sembra che il Consiglio Militare deciderà fra due giorni, quando dovrà anche presentare una legge di riforma delle due camere del Parlamento. Il rinvio delle elezioni potrebbe essere ben visto dai sostenitori della "Costituzione prima", ma intanto si pensa anche a un piano B. La Conferenza per il Consenso Nazionale ha infatti preparato la bozza di una Costituzione della rivoluzione - nel senso che è suggerita dalle forze rivoluzionarie - da sottoporre al Consiglio Militare e al Governo, affinché ne tengano conto quando si tratterà di redigere quella vera. Se non si possono rimandare le elezioni, almeno non ci si farà trovare impreparati, al momento di discutere la nuova Costituzione. La stessa Conferenza ha anche lanciato un'altra proposta, per molti scioccante, quella di estendere il servizio militare anche alle donne. Inoltre, hanno proposto di utilizzare l'esercito, con un surplus di risorse umane, anche per progetti di sviluppo nel paese, non solo per la difesa. Ma la nota di colore della giornata sono state le dichiarazioni dell'avvocato difensore di Mubarak. Ha dichiarato che l'ex rais sarebbe deluso dagli egiziani, perché non apprezzano ciò che di buono ha fatto per il paese e lo attaccano in continuazione. Questo sarebbe già sufficiente a strappare un largo sorriso, ma l'avvocato non si è fermato qui. Ha aggiunto che Mubarak sarebbe stato il primo sostenitore della rivoluzione del 25 gennaio - e qui ci scappa una risata fragorosa - solo che gli egiziani non l'hanno capito. Se l'avessimo saputo prima! Il "povero" Mubarak deve anche incassare la notizia che la famosa pagina Facebook chiamata "Ci dispiace, Presidente", creata in sua difesa, ha deciso di chiudere. Gli "amici" della pagina, altrimenti detti "figli di Mubarak", erano 92423, ma gli amministratori hanno deciso di dire basta, perché l'attività della loro pagina non ha avuto nessun effetto tangibile sulla realtà. Hanno anche detto che "i figli di Mubarak" hanno tradito, non andando oltre alle lamentale e alle frasi di solidarietà con l'ex rais. Beh, diciamo che non sono proprio una forza di maggioranza nel paese. Tuttavia, Mubarak non è affatto una macchietta, non bisogna dimenticarlo. Di certo non l'hanno dimenticato le migliaia di persone che ieri hanno assistito al funerale dell'ultimo martire della rivoluzione, tenutosi - manco a dirlo - in piazza Tahrir (anche perché proprio lì vicino c'è la moschea di Omar Makram dove si svolgono gran parte dei funerali). Il ragazzo, Mahmoud Khaled, era rimasto a lottare in ospedale per cinque mesi, con quasi tutte le ossa del corpo spezzate. Era stato investito il 28 gennaio dalla famosa macchina diplomatica, il cui video ha fatto il giro del mondo. Purtroppo il ragazzo non c'è la fatta. La beffa è che il foglio del decesso dell'ospedale dice che è morto per un "incidente d'auto". Per fortuna, un piccolo segnale di cambiamento c'è anche oggi. Il ministro degli interni Mansour el-Essawi ha sospeso un poliziotto per maltrattamenti su un cittadino. Forse a piccoli passi si arriva lontano.