Una testimonianza dalla Val Susa
Radio Beckwith evangelica

Vi inoltro con piacere una breve ma incisiva testimonianza dalla Val Susa, inviatami da un amico che ha partecipato alla manifestazione di domenica. Purtroppo, il movimento NOTAV ha la sfortuna di essere sgradito sia alla destra che alla sinistra, così i mass media di entrambe le parti hanno brillato per mal-informazione, raccontando un sacco di bugie.

Approfitto quindi di questa newsletter sull’Egitto per far avere anche a voi una testimonianza diretta. Non è un caso. Ho sempre pensato che la battaglia che i giovani arabi stanno facendo nei loro paesi ci riguardi da vicino, perché è una battaglia per i diritti che vale per tutti e ovunque. Le tecniche di repressione della polizia e le bugie mediatiche viste in Val Susa hanno spaventose analogie con quelle che racconto quotidianamente in questa newsletter. E’ un sintomo preoccupante, secondo me.

Ma eccovi la testimonianza e a presto:

Grazie dei messaggi per avere mie notizie.

La cosa più bella della giornata è stata la notevole vicinanza fra i valsusini del corteo principale (“laggiù ci sono i vecchi e i bambini” mi ha detto un signore di 70 anni incontrato nel corteo verso Ramats) e i giovani, valsusini e non solo, dei cortei più combattivi. Proprio il contrario di quanto hanno detto tv e giornali.

Per saperne di più guardate i video  su www.notav.info, in particolare quelli delle 19.56 (lacrimogeni ad altezza d’uomo) e delle 11.56 (evviva i black). Resta da capire come ci siano stati 188 feriti tra le forze dell’ordine, visto che loro tiravano da sopra il viadotto dell’autostrada o da dietro robuste grate di ferro…

E poi la grandissima solidarietà fra tutti, giovani e vecchi, valsusini e forestieri, in una situazione assai problematica.

Per caso sono capitato nel corteo della Ramats, dove tranquille signore valsusine camminavano con casco da cantiere in testa, occhialoni da lavoro, e molte anche con maschere protettive e persino antigas. Una mi ha detto: “dopo lo sgombero della scorsa settimana, bisogna che ci prepariamo a difenderci…” E dal punto panoramico presso Ramats S. Antonio dove ci siamo fermati noi meno giovani, un’altra signora ha gridato: “Laggiù ci sono i miei figli, e io non posso far niente per aiutarli: basta, scendo pure io” (è tornata dopo un po’, con gli occhi rossi per i lacrimogeni).

Alle 15, scesi per sentieri fino al fondovalle (per una volta ho fatto il capogita più utilmente del solito) siamo arrivati al presidio presso il ponte della Centrale: ambiente tranquillo, tanta gente, gazebo, famigliole, punto di pronto soccorso, mostre: di fronte schieramento di celerini che alle 15.20, senza alcun motivo, hanno cominciato a tirarci lacrimogeni: se non ho avuto problemi, posso ringraziare un giovane di Torre, incontrato alla Ramats, che mi aveva dato due dritte e una bottiglietta di acqua e Maloox (quello dell’ulcera, è un ottimo antidoto per evitare bruciori, non dimenticatelo alla prossima gita in valsusa).

a presto, furio

Vi inoltro con piacere una breve ma incisiva testimonianza dalla Val Susa, inviatami da un amico che ha partecipato alla manifestazione di domenica. Purtroppo, il movimento NOTAV ha la sfortuna di essere sgradito sia alla destra che alla sinistra, così i mass media di entrambe le parti hanno brillato per mal-informazione, raccontando un sacco di bugie. Approfitto quindi di questa newsletter sull'Egitto per far avere anche a voi una testimonianza diretta. Non è un caso. Ho sempre pensato che la battaglia che i giovani arabi stanno facendo nei loro paesi ci riguardi da vicino, perché è una battaglia per i diritti che vale per tutti e ovunque. Le tecniche di repressione della polizia e le bugie mediatiche viste in Val Susa hanno spaventose analogie con quelle che racconto quotidianamente in questa newsletter. E' un sintomo preoccupante, secondo me. Ma eccovi la testimonianza e a presto: Grazie dei messaggi per avere mie notizie. La cosa più bella della giornata è stata la notevole vicinanza fra i valsusini del corteo principale ("laggiù ci sono i vecchi e i bambini" mi ha detto un signore di 70 anni incontrato nel corteo verso Ramats) e i giovani, valsusini e non solo, dei cortei più combattivi. Proprio il contrario di quanto hanno detto tv e giornali. Per saperne di più guardate i video  su www.notav.info, in particolare quelli delle 19.56 (lacrimogeni ad altezza d'uomo) e delle 11.56 (evviva i black). Resta da capire come ci siano stati 188 feriti tra le forze dell'ordine, visto che loro tiravano da sopra il viadotto dell'autostrada o da dietro robuste grate di ferro... E poi la grandissima solidarietà fra tutti, giovani e vecchi, valsusini e forestieri, in una situazione assai problematica. Per caso sono capitato nel corteo della Ramats, dove tranquille signore valsusine camminavano con casco da cantiere in testa, occhialoni da lavoro, e molte anche con maschere protettive e persino antigas. Una mi ha detto: "dopo lo sgombero della scorsa settimana, bisogna che ci prepariamo a difenderci..." E dal punto panoramico presso Ramats S. Antonio dove ci siamo fermati noi meno giovani, un'altra signora ha gridato: "Laggiù ci sono i miei figli, e io non posso far niente per aiutarli: basta, scendo pure io" (è tornata dopo un po', con gli occhi rossi per i lacrimogeni). Alle 15, scesi per sentieri fino al fondovalle (per una volta ho fatto il capogita più utilmente del solito) siamo arrivati al presidio presso il ponte della Centrale: ambiente tranquillo, tanta gente, gazebo, famigliole, punto di pronto soccorso, mostre: di fronte schieramento di celerini che alle 15.20, senza alcun motivo, hanno cominciato a tirarci lacrimogeni: se non ho avuto problemi, posso ringraziare un giovane di Torre, incontrato alla Ramats, che mi aveva dato due dritte e una bottiglietta di acqua e Maloox (quello dell'ulcera, è un ottimo antidoto per evitare bruciori, non dimenticatelo alla prossima gita in valsusa). a presto, furio